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Dietro la spalla sinistra di Jackson, Vicki commentò: — Una specie di mistura fra Capoda

— State tutti pronti! — ammonì Shockey. — Sono le 11:48!

Jackson osservò lo schermo. All’improvviso, il numero dei Vivi si alzò, quindi crebbe nuovamente, superando quello dei Muli. Le bandierine lampeggiarono. Le persone si misero a gridare, quasi sopraffacendo le parole di Sometimes a Great Nation. A

— Ce l’abbiamo fatta, noi! — esclamò entusiasta Shockey.

— Un urrà per il nuovo supervisore distrettuale della Contea di Willoughby!

— Shock-ey! Shock-ey!

Shockey ve

— Jackson, rispondimi, subito!

Cazie. Come poteva avere la notizia così in fretta? Erano soltanto le 24:06. Forse stava monitorando casualmente insignificanti iscrizioni di votanti o aveva un programma speciale che la allertava se si evidenziavano insoliti eventi politici? Jackson desiderò parlare con lei. Se la sarebbe goduta. Si spostò in un angolo relativamente tranquillo e si alzò, spalle alla parete, tenendo il piccolo schermo in modo che Cazie non potesse vedere la stanza.

— Cazie. Che ci fai alzata così presto?

— Dove sei, Jackson?

— Con amici. Perché?

— La Contea di Willoughby in Pe

— Vuoi dire la posizione di Harold Winthrop Wayland? — domandò Jackson.

— Lui era vecchio: era sua nipote a gestire la carica. Potrei aggiungere, con considerevoli vantaggi per la TenTech. Il supervisore distrettuale, come ben sai, fa più che rifornire i depositi, dietro le quinte della sua carica controlla… no, probabilmente non lo sai. Ma, Jackson, la questione è grave. Determinate persone avevano previsto qualcosa di simile, ecco perché ne sono venuta a conoscenza immediatamente. Non si può permettere che questa diventi abitudine. Vivi al potere. Cristo Santo.

— L’iscrizione dei votanti è stata legale, no?

Cazie si passò una mano nei riccioli scuri. — È questo il problema. "È" legale. Ed è troppo tardi per fare iscrivere altri Muli; inoltre non possiamo truccare il programma direttamente, tutti i mezzi di comunicazione si sara

— No — rispose lentamente Jackson. — Non lo so.

— Be’, ti aggiornerò io. In condizioni normali ti terrei alla larga dalle questioni politiche della compagnia, ma questa volta… Jackson, tu non hai mai compreso quanto fosse importante il fattore politico. La TenTech "è" co

— Io pensavo che la TenTech fosse un’impresa che produceva beni di prima necessità.

Cazie sospirò. — Era chiaro. Comunque, la riunione è alle nove di domani mattina a casa mia.

Jackson non disse nulla. Alle sue spalle, il fragore dei festeggiamenti si era affievolito in un felice chiacchierio. Sentì addosso gli occhi di qualcuno, si girò, e vide Vicki a un metro di distanza, che stava origliando senza alcun ritegno.

— Jack? — chiamò l’immagine di Cazie sul piccolo schermo dell’unità mobile.

Vicki disse piano: — Se non le dici che ci hai aiutato, probabilmente non lo scoprirà mai.

— Jack? Ci sei ancora?

Vicki proseguì: — Puoi andare avanti a lavorare per la fazione opposta, proteggendo i tentacoli politici della TenTech. Perdendo… cosa? Pensi che perderesti qualcosa, Jackson?

— Jack!

Jackson sollevò l’unità mobile. Ruotò le lenti in modo che Cazie potesse vedere l’edificio della tribù, poi Vicki, poi ancora lui. — Sono qui, Cazie, a Willoughby. Sì, domani mattina verrò alla riunione per slegare gli interessi della TenTech dai risultati delle elezioni. Ma non certo per cambiare i risultati del voto.

Cazie sbarrò gli occhi. Jackson interruppe la comunicazione prima che lei potesse parlare e istruì l’unità mobile affinché non rispondesse a nessuna chiamata per le successive sei ore. Quindi si rivolse a Vicki. — Però voglio che tu sappia che non sono uno che fa brogli elettorali, ma nemmeno un riformatore politico. Sono un "medico".

— La situazione non richiede un medico — rispose lei.

— E tu non fai altro che trasformarti in quello di cui la situazione ha bisogno? Nessuna scelta personale?

— Proprio così. Sono soltanto un pugno di elementi chimici cerebrali che risponde agli stimoli.

— Non ci credi nemmeno tu — ribatté Jackson.

— No. Non ci credo. E tu, invece? — gli chiese, allontanandosi.

E avendo avuto l’ultima parola, notò lui.

I Vivi erano seduti in file di sedie ammaccate, e ogni tanto interrompevano quanto pianificavano ad alta voce Lizzie, Shockey e Billy Washington. Jackson analizzò i corpi stravaccati, sproporzionati, sgraziati, maleducati, arroganti, rozzi. Vestiti a mala pena di stracci privi di gusto in plastica sgargiante e tela tessuta a mano. Gridavano suggerimenti sciocchi l’uno all’altro motivati soltanto da avidità, aspettative irreali, caparbietà o completa ignoranza della struttura pubblica.

Lasciò la riunione politica e tornò a casa.

PARTE SECONDA

Marzo — Aprile 2121

L’affiliazione richiede limiti di demarcazione: è necessario definire su una qualche base il concetto di "noi", se ci sara

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Je

Il suo studio, posto all’estremità della stazione orbitale cilindrica arbitrariamente designata come "sud", condivideva lo spazio nella cupola con la camera del Consiglio del Rifugio. A "nord" le zone gricole, i quartieri abitativi, i laboratori e i parchi creavano una vista piacevole e serena che si incurvava dolcemente nel cielo. A "sud", lo studio dava sulla plastica trasparente e super resistente che sigillava la stazione orbitale. La scrivania di Je

Quando era stata più giovane, aveva tenuto la sua consolle lontana da quella oscurità. Nel suo studio, durante le riunioni del Consiglio, Je