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— Abbiamo altre possibilità, noi? — chiese una do
Lizzie consegnò Dirk e si tolse gli abiti. Shockey e Vicki, con perfetta noncuranza, la imitarono. Vicki sogghignò in direzione di Jackson. — Quando a Roma…
Non le avrebbe permesso di intimidirlo, non lo avrebbe permesso ad alcuno di loro. Si tolse giacca e camicia.
— Oooohhh, che carino — commentò la do
— Io non ho niente di cosiddetto, Farla — ribatté allegro Shockey. — Sono il prossimo supervisore distrettuale della Contea di Willoughby, io.
Farla fece una smorfia. — Come no.
Jackson aveva dei problemi. Era in piedi e stava slacciando lentamente i pantaloni, il più lentamente possibile. I Vivi erano abituati alla nudità da alimentazione comunitaria. Lo erano anche i Muli, ma alimentarsi a terra in camere private, profumate e dalla luce soffusa era una attività spesso molto sensuale. Lì, giovanotti come Shockey stavano nudi in modo rilassato. A proprio agio. Flaccidi. Jackson, senza alcun motivo, era in erezione.
— Forza, Jackson — disse piano Vicki. — Rivela i gioielli di famiglia modificati geneticamente.
Jackson si voltò verso di lei infuriato (perché cercava sempre di peggiorare le cose?) e le cose peggiorarono immediatamente. Il corpo nudo di lei era bellissimo. Seni più piccoli di quelli di Cazie, ma più alti, vita più stretta, anche magre e gambe lunghissime. Il pelo pubico era biondo rossastro, una gradevole peluria chiara, un velo sopra…
— Oh, santo cielo — commentò Vicki. — La tua famiglia ha speso bene i suoi soldi. — Poi, un istante dopo, con una voce differente: — Vieni, Jack. Ridi. È divertente, non capisci nemmeno questo?
Lui scoppiò in una risata cupa, cercando di esagerarne la profondità, cercando dell’ironia. Si rese conto di avere fallito.
Lizzie stava dando il massimo: — Se tutti vi iscriverete fra le 11:15 e le 11:50 di questa sera, voi, come vi abbiamo detto, allora nessun altro Mulo si potrà iscrivere per le elezioni. Abbiamo abbastanza Vivi da vincere. Se vinceremo, noi, potremo prendere i soldi del fondo delle tasse e rifornire i depositi della sede della contea con tutto quello che abbiamo bisogno. Non mi verrete a dire, voi, che non avete bisogno di niente, eh?
— Certo che abbiamo bisogno delle cose — disse un ometto piccolo, dall’espressione scura e un po’ anziano. — Che diavolo, io voterei sì per te, Shockey. Sei stato sindaco, tu. E poi io mi ricordo di un periodo quando mica tutti i candidati erano Muli, loro, ben prima che voi nasceste. Quello però che voglio sapere, io, è che prezzo ci fara
Shockey sentenziò: — Non ci sarà nessun prezzo da pagare.
— Oh, figliolo, un prezzo c’è sempre. Loro ha
Shockey si irritò. — Di che genere, Max? Che cosa ci potrebbero fare i Muli?
— Che cosa non ci potrebbero fare? Ha
— Ma così le cose non cambiera
Il vecchio ribatté: — Meglio così. Se continui a guardare in alto verso il cielo, tu, finirai con l’inciampare su una pietra.
— Ma…
— Ma ha
Lizzie protestò: — Vicki e il dottor Aranow non sono… — Ma Vicki la interruppe. La do
— È vero. Ha
Jackson la fissò sbigottito. L’uomo chiese seccamente: — Perché? Perché state dalla parte di Lizzie, voi?
— Dalla "mia" parte — precisò Shockey, rabbuiandosi.
— Perché io credo in questo paese — rispose Vicki. Allungò una mano verso il mucchietto di abiti che Shockey si era tolto e strappò dalla spalla della giacca la coccarda bianca, rossa e blu. La consegnò all’uomo, con aperta sincerità, con cinica ironia, con quella che alla fine Jackson percepì essere una maschera di protezione posta sopra una genuina convinzione. Vicki non credeva che quelle elezioni potessero avere successo, lo aveva detto soltanto. Doveva credere in qualche impegno politico più profondo, di cui quella rappresentava soltanto una prima necessaria sconfitta.
L’uomo sbuffò ma prese la coccarda. L’uomo più anziano, Max, sogghignò. Farla disse all’improvviso: — Va bene, Shockey, dicci un po’ che cosa farai per noi se ti faremo eleggere.
Qualcuno nella folla si mise a ridacchiare. — Sì, Shockey, fai un bel discorso elettorale, tu!
— Bene, certo che lo farò, io! Adesso voi Vivi mi starete bene ad ascoltare! Tutti quanti!
— "Che le armi cedano il passo alla toga" — mormorò Vicki. — Mettiti comodo, Jackson. Parla il popolo.
Era buio quando lasciarono la tribù di Farla. Il dibattito era proseguito per tutto il pomeriggio e la prima serata, più per il gusto del litigio, sospettava Jackson, che per il desiderio di ottenere informazioni. La gente gridò, si insultò, si minacciò e disse smargiassate. Si trasferirono all’interno, dopo essersi nutriti, nell’oscuro e caldo rifugio dove regnavano sedie ammaccate, loculi per dormire creati con separazioni di fortuna, pezzi di macchinari e conigli scuoiati, e un prezioso terminale con l’etichetta di una delle consociate della TenTech. Rubato? Vicki gli sorrise. Coni-Y tenevano caldo quel posto immenso e deprimente: quei coni forse facevano parte della scorta che lui aveva inviato alla tribù di Lizzie dalla TenTech? Forse anche Shockey comprendeva il valore della corruzione dei votanti.
Al tramonto, Dirk cominciò ad agitarsi. — Dovrebbe essere a casa — disse Lizzie alla fine. — La no
Jackson notò che gli altri restarono impressionati da come Lizzie gli stava dando ordini. Era diventato una risorsa elettorale. Oltre a pubblico trasportatore: senza la sua aeromobile avrebbero dovuto affrontare una lunga marcia al freddo in mezzo alle montagne. No: senza la sua aeromobile non sarebbero rimasti così a lungo e non avrebbero discusso così animatamente. Vicki lo guardò sogghignando.
— Sono così eccitata — esclamò Lizzie una volta nell’aeromobile. — Manca solo qualche ora! Dirk, zitto, tesoro. Zitto, piccolino. Ancora qualche ora e quattromilaquattrocentoundici Vivi della Contea di Willoughby, almeno, si iscrivera
Shockey disse: — Sei sicura, tu, che quelle teste di rapa conoscono bene la procedura di iscrizione in linea, loro?
— Sam Bartlett e Tasha Herbert l’ha
E, con una certa sorpresa di Jackson, funzionò. Alle 11:00 della sera, tutti, eccetto i bambini piccoli che erano stati messi a letto, si radunarono attorno al terminale di Lizzie. Lei aveva programmato un foglio di riscontro aggiornabile: VOTANTI CONTEA DI WILLOUGHBY, diviso in due colo