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— Incantesimo?
— No, veleno. La pioggia pulirà il terreno. — La voce del Signore delle Stelle era ancora tranquilla; stava guardando verso il basso, e all'improvviso riprese a parlare: ora non si rivolgeva a Mogien, ma al nero pozzo sottostante, che si andava sempre più illuminando con il sorgere del sole. Ma Mogien non capì le parole, perché parlava nella sua lingua madre, la lingua dei Signori delle Stelle. Non rimaneva un solo uomo, nell'Angien o nel resto del mondo, che conoscesse ancora quella lingua.
Il giovane Angya tirò la briglia del nervoso destriero. Alle sue spalle, il Signore delle Stelle trasse infine un respiro profondo e disse: — Ritorniamo a Hallan. Qui non c'è più niente…
Il destriero virò sulle pendici fumanti. — Lord Roca
— Ti ringrazio, Lord Mogien — disse il Signore delle Stelle, afferrandosi più saldamente alla sella. Il vento del volo gli sferzava la testa china in avanti, i capelli già macchiati di grigio.
Il lungo giorno era terminato. Il vento della notte soffiava contro le imposte di legno della finestra, nella sua stanza della torre del Castello di Hallan, facendo guizzare le fiamme dell'ampio focolare. Tra poco sarebbe finito l'a
E il loro lavoro… tutti gli appunti, le fotografie, i nastri: il materiale per cui sarebbero stati disposti a rischiare la morte… anche quello era scomparso, si era ridotto in polvere insieme con loro, si era perso con loro.
Roca
Entrò a grandi passi il giovane Signore di Hallan, Mogien, che era stato il suo più prezioso informatore per ciò che riguardava usi e costumi della Specie II, e che adesso era l'uomo che teneva in pugno il suo destino.
Al pari di tutta la sua gente, Mogien era molto alto, aveva i capelli chiari e la pelle scura; il suo bel volto era allenato a mostrare una calma e un'austera sicurezza di sé che talvolta però si squarciavano per l'improvvisa irruzione di qualche lampo emotivo: collera, ambizione, gioia.
Alle sue spalle veniva un Olgyior, Raho, che era il suo cameriere personale: quest'ultimo posò sulla cassapanca una fiaschetta gialla e due tazze, e le riempì fino all'orlo; ciò fatto, si ritirò. Un attimo più tardi, il Signore Ereditario di Hallan parlò: — Desidero bere con te, Signore delle Stelle.
— E che la mia gente beva con la tua, insieme con i nostri figli, Signore — rispose l'etnologo, che non era certamente vissuto su nove pianeti esotici diversissimi tra loro senza imparare l'importanza delle buone maniere. Lui e Mogicn sollevarono le coppe di legno bordate d'argento e bevvero.
— La scatola parlante — disse Mogien, indicando la radio.
— Non parlerà più. Non con la voce dei miei amici.
Sul volto, scuro come un guscio di noce, di Mogien non comparve alcuna emozione. Disse: — Lord Roca
— La Lega di Tutti i Mondi ha armi come quella, da usare nella Guerra che Verrà. Non contro i nostri mondi.
— Siamo arrivati alla Guerra, dunque?
— No, non credo. Yaddam, l'uomo che tu hai conosciuto, era stazionato sulla nave; avrebbe saputo la notizia grazie all'ansible, e me l'avrebbe comunicata via radio, subito. Guerre come quella ha
— La tua piccola scatola parlante non può parlare con la città di Kerguelen?
— No, e anche se potesse, le parole impiegherebbero otto a
Parlando, Roca
— Ricordi l'ansible — continuò, — la grande macchina che ti ho mostrato, all'interno della nave? Quella che può parlare subito con gli altri mondi, senza perdita di a
— Ma se il tuo clan, i tuoi amici, della città di Kerguelen, ti chiamano con l'ansible e non ottengono risposta, non verra
— Sì, ma tra otto a
Quando aveva accompagnato Mogien a visitare la nave del Servizio Esplorazione, e gli aveva mostrato il trasmettitore istantaneo, l'ansible, Roca
— La nave che ha ucciso i tuoi amici viaggiava più veloce della luce? — domandò il Signore della Guerra degli Angyar.
— No, era una nave con equipaggio umano. Ci sono dei nemici su questo mondo, in questo momento.
Quest'ultima affermazione gli dive
Era una storia ben strana, ma certo non più strana di un'altra storia, che Mogien sapeva essere la verità: che, anche se le navi come quella di Roca
— Quando la madre di mia madre, Semley, viaggiò attraverso la notte… — Cominciò Mogien, senza terminare la frase.
— Non ci fu mai una dama così bella, in nessuno dei mondi — disse il Signore delle Stelle, e per un istante il suo volto si addolcì.