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Ursula K. Le Guin

IL MONDO DI ROCANNON

PROLOGO

LA COLLANA

Come si può distinguere tra leggenda e realtà, su mondi che giacciono a molti a

Accingendosi a riferire la storia di un uomo, di un normale scienziato della Lega, recatosi non troppi a

Come si può distinguere fra realtà e leggenda, fra verità e verità?

Nella storia di Roca

Area Galattica 8, N. 62. FOMALHAUT II.

Forme di vita a intelligenza elevata, specie contattate:

Specie I.

A) Gdemiar (singolare Gdem): a intelligenza elevata, trogloditi, con abitudini notturne, pienamente ominoidi, altezza 120–135 cm, pelle chiara, capelli scuri. Al momento del contatto, questi cavernicoli possedevano una società urbana oligarchica, rigidamente stratificata, modificata dalla presenza di una parziale telepatia coloniale, e una cultura a indirizzo tecnologico, inizio dell'Età dell'Acciaio. Tecnologia portata a Industriale, livello C, dalle Missioni della Lega, a

B) Fiia (singolare Fian): a intelligenza elevata, diurni, pienamente ominoidi, altezza media ca. 130 cm; gli individui osservati avevano in genere pelle e capelli chiari. Gli sporadici contatti indicano comunità nomadiche, o con villaggi (stanziali), parziale telepatia coloniale; qualche testimonianza di capacità telecinetiche a corto raggio. La razza sembra antitecnologica e sfuggente, con modelli culturali minimi e fluidi. Attualmente non tassabile. Livello E, grado imprecisato.

Specie II.

Liuar (singolare Liu): a intelligenza elevata, diurni, pienamente ominoidi, statura media superiore a 170 cm. Questa specie possiede una società strutturata in clan, con villaggi fortificati, tecnologia giunta a un punto d'arresto (Età del Bronzo), cultura cavalleresco-feudale. Notata una spaccatura orizzontale della società in due pseudo-razze: a) Olgyior («plebei»), con pelle chiara e capelli scuri; e b) Angyar («signori»), assai più alti, con pelle scura e capelli biondi…





— È lei — disse Roca

— Non sapevo che su Fomalhaut II ci fossero tante razze, oltre ai trogloditi — commentò Ketho, il curatore del musco.

— Neanch'io. E il manuale elenca altre razze «non confermate», con cui non siamo mai entrati in contatto. Sembrerebbe giunta l'ora di mandare una nuova missione esplorativa, che svolgesse un lavoro più approfondito. Comunque, almeno sappiamo cos'è quella do

— Certo, e mi auguro che possiamo anche sapere chi è…

Apparteneva a una famiglia antichissima, risalente ai primi re degli Angyar, e nonostante la povertà, nei suoi capelli splendeva l'oro purissimo degli antenati.

Il piccolo popolo, i Fiia, s'era sempre inchinato al suo passaggio, fin da quando era una bambina che correva a piedi nudi nei campi, animando con il fuoco e la luce della sua chioma i venti irrequieti di Kirien.

Era ancora giovanissima allorché Durhal di Hallan l'aveva scorta, le aveva dichiarato il suo amore e l'aveva tolta alle torri diroccate e agli atri ventosi dell'infanzia per condurla nel suo grande castello. Anche a Hallan, sui monti, gli agi e le comodità erano assenti, ma lassù rimaneva ancora lo splendore. Alle finestre non c'erano vetri, i pavimenti di pietra erano nudi; la mattina, nell'a

Al castello di Hallan, molti suoi consanguinei di grado inferiore possedevano ancora guardaroba di broccato, mobili di legno intarsiati d'oro, finimenti d'argento per i grifoni, corazze, spade con l'impugnatura d'argento, gemme e gioielli… che la sposa di Durhal guardava con invidia, al punto di voltarsi per dare un'occhiata furtiva a qualche diadema incastonato o a qualche monile d'oro, anche quando chi lo portava si scostava per cederle il passo, in deferente omaggio alla sua nascita e al rango elevato conseguito con il matrimonio.

Quarti a partire dall'Alto Seggio dei Banchetti di Hallan, sedevano infatti Durhal e la sua sposa Semley: così vicini al Signore di Hallan che spesso il vecchio versava di propria mano il vino a Semley e parlava di caccia con Durhal, suo nipote ed erede, rimirando la giovane coppia con affetto, ma senza gioia e senza speranza.

La speranza era dura a nascere tra gli Angyar, sia al castello di Hallan, sia nelle Terre Occidentali, da quando erano giunti i Signori delle Stelle, con le loro case che si muovevano su colo

«È una guerra che riguarda anche voi», affermavano, ma ormai da una generazione gli Angyar erano costretti a rimanere oziosi, nella vergogna, seduti nelle Sale dei Banchetti, mentre le doppie spade si coprivano di ruggine, i figli diventavano adulti senza sferrare un solo colpo in battaglia, le figlie erano costrette a sposare uomini poveri, o addirittura plebei, poiché mancava loro la dote di eroico bottino che avrebbe fatto accorrere mariti nobili. La faccia del Signore di Hallan s'incupiva, quando guardava la coppia di giovani dai biondi capelli e ascoltava le loro risate, mentre bevevano vino amaro e si scambiavano frasi scherzose nella gelida, diroccata, splendida fortezza della loro razza.

E si incupiva anche il viso di Semley, quando posava lo sguardo sulla sala e scorgeva, su sca