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I Fiia di quel villaggio parlavano male la Lingua Comune, e non erano abituati a usare la voce. Tuttavia ai viaggiatori sembrò di essere ritornati a casa, quando entrarono nelle ariose casette, quando mangiarono in piatti di legno levigato, lontano dalla solitudine e dall'inclemenza del tempo per una sera, accolti dall'allegria e dall'ospitalità. Era uno strano minuscolo popolo, sfuggente, mutevole, aggraziato: Kyo stesso l'aveva chiamato il Mezzo Popolo.

Eppure lo stesso Kyo era ormai diventato leggermente diverso da loro. Sebbene, nell'abito che gli avevano dato, sembrasse identico, e si muovesse e gesticolasse come loro, quando era insieme con gli altri lo si riconosceva subito. Forse perché, essendo un forestiero, non poteva parlare liberamente con il pensiero con gli abitanti del villaggio, forse perché l'amicizia di Roca

I Fiia conoscevano la configurazione del paese. La zona al di là della grande catena posta a occidente era deserta; per continuare il viaggio verso sud, i viaggiatori avrebbero dovuto seguire la valle, tenendosi a est delle montagne, finché la catena stessa non si fosse volta a est.

— Ci sono dei passi che permettono di oltrepassarla? — domandò Mogien, e i piccoli Fiia dissero: — Certo, certo.

— E sapete cosa giace al di là di quei passi?

— Quei passi sono molto alti, molto freddi — risposero i Fiia, educatamente.

I viaggiatori si tratte

Dopo due giorni di volo giunsero a un altro villaggio del piccolo popolo, dove furono nuovamente ricevuti in grande amicizia, tanto che il loro, più che l'arrivo di persone estranee, si sarebbe detto il ritorno di amici lungamente attesi. Quando i destrieri presero terra, un gruppo di Fiia, uomini e do

Roca

In seguito, mentre erano accampati più a valle, dopo un'altra lunga, tranquilla giornata di volo, Roca

— Mi chiamavano «pastore», o «fratello giovane», o «corridore». Ero sempre il primo della corsa.

— Ma questi sono sopra

— Signore delle Stelle, Venuto da Lontano, Capelli di Cenere, Portatore del Gioiello — disse Kyo, sorridendo. — Che cos'è, un nome proprio?

— Capelli di Cenere? Mi sono venuti i capelli grigi? Non sono certo di sapere che cosa sia un nome proprio. Il mio nome, quello che mi è stato dato alla nascita, è Gaveral Roca

— Be', un albero è un albero; come io sono un Fian, come tu sei… cosa?

— Ma ci sono delle differenze, Kyo! In ciascuno dei villaggi che abbiamo incontrato ho chiesto come si chiamano le montagne che sorgono a ponente, la catena che domina su di loro dal momento della nascita a quello della morte, e mi ha

— E lo sono effettivamente — disse Kyo.

— Ma ci sono altre montagne: la catena più bassa che sorge a est, lungo questa stessa valle! Come puoi riconoscere una catena dall'altra, una creatura dall'altra, senza nomi propri?

Con i gomiti appoggiati sulle ginocchia, il Fian guardava le cime illuminate dal sole del tramonto. Dopo qualche tempo, Roca

I venti dive

A elevata altitudine, sulle prime montagne, giunsero a un villaggio dei Fiia. Il vento gelido proveniente dai picchi soffiava tra i fragili tetti, disperdendo il fumo azzurrino fra la lunga luce del tramonto e le ombre. Come sempre, ve

Dopo il pasto, quattro ragazze del villaggio danzarono in loro onore, senza musica: con movimenti e con passi tanto rapidi e leggeri da sembrare prive di corpo, un gioco di luce e di ombre al chiarore del fuoco, elusive, sfuggenti. Roca

Roca

— È stato predetto che l'Errante avrebbe scelto dei compagni. Per qualche tempo.

Roca