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Poco davanti a lui, vicino alla base argentea e senza commessure del muro, era ra
— Signore! — chiamò una vocina da un punto indeterminato. — Signore!
— Kyo! — esclamò Roca
Il piccolo animale bruno veniva verso di lui, saltellando. — Signore — gridò con voce esile, — Signore, vieni, vieni. Oh, vieni, Signore!
Roca
Roca
— Oh, vieni — disse la piccola creatura, tremando. — Signori… Signori. Vieni!
— Gli altri signori, i miei amici?
— Amici — disse la creatura bruna. — Amici. Castello. Signori, castello, fuoco, destriero, giorno, notte, fuoco. Oh, vieni!
— Vengo — disse Roca
La creatura si allontanò immediatamente, saltellando, e Roca
Nel cortile c'erano altre cinque creature uguali a quella che aveva accompagnato Roca
— Salve, salve — dissero tutte insieme le sei creaturine pelose. Poi uno, che aveva il pelo del muso più nero delle altre, disse: — Kiemhrir.
— Voi siete i Kiemhrir? — Si inchinarono, imitando il suo inchino. — Io sono Rokanan Olhor. Veniamo dal nord. Dall'Angien, dal Castello di Hallan.
— Castello — disse Muso Nero. La sua vocina tremava per l'emozione. Meditò, si grattò la testa. — Giorni, notti, a
— I Kiemhrir sono rimasti qui? — domandò questi.
— Rimasti! — esclamò Muso Nero, con voce sorprendentemente alta. — Rimasti! Rimasti! — E gli altri mormorarono deliziati: — Rimasti…
— Giorno — riprese Muso Nero, in tono deciso, indicando il sole già alto. — Signori venuti. Andare?
— Sì, vorremmo andare via. Potete darci aiuto?
— Aiuto — disse il Kiemhrir, gustandosi la parola avidamente, con aria deliziata. — Aiuto andare. Signore, rimanere!
E Roca
Era un guscio d'uovo usato come recipiente: Muso Nero lo prese e tolse il tappo, con molta attenzione. Conteneva un liquido denso e trasparente. Ne sparse una piccola quantità sulle spalle dei prigionieri paralizzati, dove erano stati punti dagli uomini alati; poi, mentre altri Kiemhrir sollevavano delicatamente, con molte attenzioni, la testa dei feriti, versò nella loro bocca un poco del liquido.
Non toccò Raho. I Kiemhrir non parlavano tra loro, comunicavano soltanto mediante fischi e gesti; erano molto tranquilli ed erano cortesi in un modo che commosse Roca
Muso Nero gli si avvicinò e gli disse, in tono rassicurante: — Signore, rimanere.
— Vuoi dirmi che devo aspettare? Certo.
— Signore… — disse il Kiemhrir, indicando il corpo di Raho, e poi tacque.
— È morto — disse Roca
— Morto, morto — ripete il Kiemhrir. Si toccò la base del collo, e Roca
Il cortile dalle pareti argentee era ormai totalmente illuminato dalla luce del mezzogiorno. Yahan, che giaceva vicino a Roca
I Kiemhrir sedevano sulle zampe posteriori, disposti in un semicerchio, dietro il loro capo. Roca
— Nome — bisbigliò la creatura dal muso nero. Tutte le altre erano immobili. — Liuar — disse infine; l'antica parola usata da Mogien per indicare nobili e plebei insieme, quella che la Guida aveva impiegato per definire la Specie II. — Liuar, Fiia, Gdemiar: nomi. Kiemhrir: non nome.
Roca
Dietro di lui, Kyo respirò a fondo, si scosse, si rizzò a sedere. Roca
Timidamente, uno dei Kiemhrir mostrò a Roca
— L'arazzo — mormorò Mogien.
— Come? — gli domandò gentilmente Roca
— L'arazzo, al castello… i giganti alati.
Subito Roca
Kyo, che da qualche istante osservava i Kiemhrir, tese la mano. Muso Nero saltellò fino a lui e pose la sua mano minuscola e nera, priva di pollice, sul palmo lungo e sottile di Kyo.
— Signori delle Parole — disse piano il Fian. — Amici delle Parole, Divoratori di Parole, i Senza Nome, il Popolo Svelto, Coloro che Ricordano a Lungo. Ricordate ancora le parole del Popolo Alto, voi Kiemhrir?
— Ancora — disse Muso Nero.
Aiutato da Roca
— Se non c'è una porta d'accesso, possiamo scavare degli appigli nel muro e arrampicarci — disse Roca
— Fischia per chiamare i destrieri, Signore — mormorò Yahan.
Il problema se il fischio potesse svegliare le creature della cupola era troppo complesso per sottoporlo ai Kiemhrir. Poiché gli Uomini Alati sembravano totalmente notturni, decisero di correre il rischio. Mogien prese da sotto il mantello un piccolo fischietto legato a una catena, e ne trasse un suono che Roca