Страница 25 из 37
Raho, che con i suoi capelli chiari e la sua pelle color cioccolato era la prova vivente dell'interesse che qualche sua bisno
Yahan passò le redini a Roca
— Ritornera
— A volte ritornano con qualche i
Mogien e i due plebei si allontanarono, per dare la caccia ai conigli saltatori o a qualsiasi altro animale che incontrassero; Roca
Alzandosi dal fuoco, vide che Kyo era sceso al laghetto e che adesso era fermo sulla riva: una figura sottile, non più alta delle ca
Roca
— Continuo a cercare di darlo ad altri — disse Roca
— Lassù — proseguì il Fian, — dovrai dare più che oro e pietre… Che cosa darai, Olhor, lassù nel luogo freddo, nel luogo alto, nel luogo grigio? Dal fuoco al ghiaccio…
Roca
Dopo un minuto, Kyo si voltò, calmo e sorridente come sempre, e parlò con il suo solito tono di voce: — Oltre queste basse colline ci sono dei Fiia. Sono al di là della foresta, in vallate verdeggianti. Il mio popolo ama le valli, anche qui ama il sole e le terre basse. Troveremo i loro villaggi tra pochi giorni di volo.
Era una buona notizia, e gli altri la accolsero con gioia, quando Roca
— Pensavo che non avremmo trovato alcun essere capace di parlare. Una terra così bella, così ricca e così vuota — disse Raho.
Fissando un paio di kilar simili a libellule, che volavano sul lago come ametiste alate, Mogien disse: — Non è stata sempre vuota. La mia gente l'ha attraversata molto tempo fa, negli a
«Giungemmo dal sud, a bordo di navi con la testa di drago e nell'Angien trovammo una popolazione selvaggia che si nascondeva nei boschi e nelle grotte marine, una razza dalla faccia bianca. Tu conosci la canzone, Yahan, il Lamento di Orhogien:
«Il sentiero di Lioka va da sud a nord. E le battaglie di cui si parla nel canto raccontano di come noi Angyar abbiamo sconfitto i cacciatori selvaggi, gli Olgyior, gli unici della nostra razza che abitassero nell'Angien; infatti apparteniamo a una sola razza, i Liuar.
«Ma il canto non parla di quelle montagne. È un canto molto antico; forse il suo inizio s'è perduto. O forse la mia gente veniva da queste colline. È un ottimo paese: ci sono boschi in cui si può cacciare, colline adatte al pascolo e cime per costruirvi castelli. Eppure, adesso, sembra che non ci viva alcuna razza umana…
Quella sera, Yahan non suonò la sua cetra dalle corde d'argento; nessuno di loro riuscì a dormire tranquillamente, forse perché i grifoni erano lontani e perche sulle colline aleggiava un silenzio di morte, come se nessuna creatura osasse muoversi di notte.
Poiché tutti si lamentavano che l'accampamento vicino al lago era troppo paludoso, l'indomani ripresero il cammino a piedi, procedendo senza fretta e fermandosi sovente per cacciare e raccogliere qualche vegetale. Al tramonto giunsero su una collinetta la cui cima era gibbosa e accidentata, come se l'erba crescesse sulle fondamenta di un edificio crollato. Non rimaneva niente della costruzione, ma riuscirono a individuare la corte di volo di un piccolo castello, sorto in tempi talmente remoti che perfino la leggenda se l'era dimenticato. Si accamparono laggiù, perché era un punto dove i grifoni li avrebbero scorti con facilità, al loro ritorno.
A tarda ora, durante la lunga notte, Roca
Roca
La faccia si voltò lentamente verso di lui, e non era la faccia di Mogien.
— Chi è là? — chiese Roca
— Signore Mogien! — gridò Raho.
Non ci fu risposta.