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Tre settimane dopo, cominciarono ad arrivare gli altri animali, nuotando attraverso la stretta entrata della baia. Adesso iniziava il vero lavoro. A

Entravano nella baia solo gli animali relativamente grossi. Avevano viticci più o meno della stessa lunghezza e si tenevano a distanza di sicurezza l’uno dall’altro. Altri pseudosifonofori… ce n’erano a centinaia… galleggiavano nell’oceano al di là del canale d’entrata, attratti da qualcosa, più verosimilmente un feromone, ma riluttanti a entrare.

— Non c’è alcuna prova d’intelligenza, qui — diceva Maria. — Quelli piccoli ha

A

Una mattina, dopo il lavoro, salì sulla collina sopra la stazione. Il cielo era scuro e chiaro e la stella mattino/sera scintillava sopra l’acqua: due brillanti punti di luce.

Le creature avevano cominciato a segnalare poco prima che lei smontasse e ora ci davano dentro con forza. Impulsi di luci blu e verdi andavano e venivano per la baia, poi attraverso il canale verso l’oceano. Il ritmo… la combinazione… restava lo stesso, ma i colori cambiavano, sbiadivano un po’. Di tanto in tanto, A

Uno spettacolo stupefacente.

Dopo un po’, un paio di giovani soldati molto educati uscirono dalla zona diplomatica. Marine. Il nome non era cambiato, anche se le navi sulle quali viaggiavano ora andavano tra le stelle. Indossavano le uniformi e avevano le teste rasate tra

— La collina è off-limits, signora — disse la ragazza. — Deve andarsene.

Il ragazzo guardò la baia e l’oceano. — Cos’è quella roba?

— Animali — rispose A

— Perché no? — disse il ragazzo. — Le balene lo sono. E i delfini.

Si sbagliava ma A

— Sì, vale davvero la pena.

— Andrà avanti per settimane.

— Ehi — disse lui. Era un’esclamazione di gioia.

Poi la ragazza fece: — Adesso deve andare, signora.

Il giorno dopo, l’aereo non ripartì alla solita ora. Katya le disse che i hwarhath erano stati invitati a rimanere per un party.

— Etie

— Arredamento? — domandò A

— Non chiedermelo — disse Katya. — Etie

— Ah — ribatté A

Accadde col buio, dopo che Yoshi ebbe lasciato la barca. A

Tre persone venivano avanti sul pontile, verso di lei. Una in testa, le altre due seguivano. A

La prima persona era un umano. A

Per un momento, l’alieno la fissò, poi abbassò lo sguardo.

L’altro dei due che seguivano era un marine: il ragazzo che A

L’uomo in testa al gruppetto non aveva armi, o, perlomeno, A

Era parte del prezzo del tradimento da pagare?, si domandò A

L’uomo disse: — Uno sguardo diretto è una sfida. È una delle cose che valgono per entrambe le specie. Ecco perché lui guarda giù. Indica che non è interessato in alcun genere di lotta.

— Bene — commentò A

— Mi è stato detto che lei è la persona con la quale dovrei parlare a proposito delle luci nell’oceano.

A

— Posso salire a bordo? Temo che loro salira

A

— Lei è il traduttore — disse A

Lui a

Che diamine? Perché no? Avrebbe potuto non presentarsi più l’occasione di trovarsi di nuovo tanto vicina a un hwarhath. A

L’uomo parlò all’alieno. I due soldati salirono a bordo e cominciarono la perquisizione.

— Fate attenzione — gridò loro A

— Okay — fece Nicholas. — Che cosa sono?

Lei glielo disse, poi aggiunse: — Il problema è… Sappiamo che la loro intelligenza è in rapporto alla dimensione. Lo abbiamo scoperto dallo studio degli esemplari piccoli. Questi nella baia sono medi e, probabilmente, mediamente sviluppati quanto a intelligenza. Quelli davvero grandi se ne sta

I soldati uscirono dalla cabina e rimasero in attesa, ora guardandosi a vicenda, ora guardando Nicholas. Il ragazzo… il marine… sembrava nervoso. A

— Molto interessante — disse Nicholas. — Ma non vedo alcuna ragione perché lei pensi che gli animali possano essere intelligenti.