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A
Lui sospirò e si appoggiò allo schienale della sedia. — Lei probabilmente no. A
Se ne andò e A
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Ho atteso fino a sera per parlare con Gwarha. Secondo una delle nostre regole, in pubblico e durante le ore d’ufficio dovevo comportarmi più o meno come un funzionario o un gentiluomo. Sapevo che avrei avuto voglia di arrabbiarmi. Immaginavo d’avere un buon motivo per voler camminare e gridare. Perciò, ho atteso che fosse comodo, a casa, poi gli ho dato la cartellina.
Lui ha letto, poi ha posato le due fotografie sul tavolo, davanti a sé. Le ha guardate e ha guardato me. — Faccio fatica a trovare delle rassomiglianze tra gli umani. Ma credo che loro ti assomiglino tutti, soprattutto la sorella e sua figlia.
— Cercano di raggirarmi. Ha
— Lui è un pazzo maligno. Non si può cambiare la sua opinione con fatti o ragioni, perciò è inutile curarsene. La cosa importante è questa. — Ha guardato la fotografia di Beatrice e Nicole. — Hai un discendente e del miglior genere possibile. La figlia di una sorella. Una sorella vera. — Ho creduto di sentire una nota di tristezza nella sua voce. Lui è l’unico figlio vivente di sua madre. I suoi parenti più vicini nella successiva generazione sara
— Nicole? Credo di sì. Ammesso che esista. Gwar, voglio che gli uomini della tua sicurezza controllino le fotografie. Vedi se riescono a stabilire se sono state alterate o sono false.
— Gli umani mentirebbero su qualcosa di così importante?
— Sì. Per quel che ne so, tutta la mia famiglia è morta. Non ho ragione di credere a niente di tutto questo.
— La vostra specie è disprezzabile. Dirò alla mia gente di fare ciò che possono. Ma non sono sicuro che riescano a scoprire qualche trucco. — Ha toccato la fotografia di Beatrice e di Nicole. — Pensi veramente che mentirebbero su questo?
Ho a
Ha emesso un piccolo verso d’infelicità, poi ha riposto le fotografie nella cartellina.
Mi sono seduto. — Se mai usciremo da questa situazione, torneremo a casa tua. Voglio essere fuori da tutto. — Ho allungato le gambe. — Credo che potremmo fare un viaggio in montagna. Molto esercizio, quanto più sesso possibile e senza pensare a niente. Gesù, sono stanco di pensare.
— Allora, non farlo. Gestirò io il problema di Lugala Tsu. Le macchinazioni degli umani possono essere ignorate. Obbedisci agli ordini e fa’ il tuo lavoro. Questa è sempre un’alternativa, Nicky. Non devi complottare. Non devi manipolare. Non devi fare stupidi giochi.
— Divinità, che tentazione.
— Allora, agisci o, piuttosto, non agire. Sta’ calmo e lascia che gli eventi accadano da soli. Se qualcosa è importante, se deve essere fatta, verrà fatta senza che tu corra a destra e a sinistra.
Zen e l’arte di vivere tra alieni dal pelo grigio. (?)
Dal diario di Sanders Nicholas,
addetto alle informazioni presso lo staff
del Primo Difensore Ettin Gwarha
CODIFICATO PER LA SOLA VISIONE DI ETTIN GWARHA
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A
Bevvero caffè con o senza brandy. Dopo un po’, A
Charlie aggrottò la fronte. — Credevo che fossimo d’accordo di non fare complotti, capitano.
— Non stavo complottando. Pensavo che l’addetto Sanders forse avrebbe voluto avere notizie della sua famiglia.
— Perché dargli una versione accuratamente riassunta del suo file?
— Non potevo dargli la versione integrale. Gran parte delle informazioni sono protette o private; e non vedevo il motivo di stampare tutto il resto. C’è molta roba. Quelli dell’Intelligence Militare ha
— Alla Mi erano preoccupati per la sua famiglia; i suoi parenti sono un po’ troppo socialmente attivi. Ma non ha
— Non ha risposto alla mia domanda — disse Charlie. — Perché gli ha dato una copia del suo file?
— Volevo ricordargli che un tempo è stato uno di noi, e che ha ancora una famiglia sulla Terra. Credevo che potesse farlo diventare… non un amico ma più… amichevole.
— Pare che lo abbia mandato su tutte le furie. — Charlie guardò A
— Farò del mio meglio.
Dy si spostò e parve profondamente inquieto. Disse che non gli interessava affatto Nicholas Sanders. Ma voleva l’opinione di Charlie sullo stato attuale dei negoziati. Così, ne parlarono. Charlie era cautamente ottimista. — Abbiamo soltanto due obiettivi, in questo momento. Uno è di stabilire una linea costante di comunicazione. Ciò sta diventando sempre più probabile o, almeno, possibile. E ci piacerebbe recuperare tutti i nostri che sono nelle mani dei hwarhath. Questo, credo, accadrà. È chiaro che a loro interessa riavere i loro maschi giovani. Anche se non pregusto il momento in cui dirò loro quanto pochi ne siano rimasti vivi.
Seguì un breve silenzio. Poi il dottor Azizi chiese fino a quando sarebbero continuati i negoziati.
— Non ho una risposta a questa domanda — disse Charlie. — Ma sono riluttante a mettervi fine prima di aver raggiunto qualcosa. Abbiamo già avuto una serie di colloqui falliti.
Guardò il bicchierino del brandy, aggrottando la fronte. — Continuo ad avere la sensazione che manchi qualcosa, qualche importante pezzo d’informazione. L’immagine che continua a presentarsi è una stazione come questa, che orbita senza alcun riferimento. Siamo spinti e guidati da un fatto enorme che non riusciamo a vedere. — Sollevò lo sguardo e sorrise. — È un segno pericoloso quando un diplomatico diventa metaforico. Forse mi sbaglio. Forse sappiamo tutto ciò che ci serve sui hwarhath.
Il dottor Azizi si appoggiò allo schienale, un’espressione rassegnata sul viso.
— Ma sono tuttavia convinto che faremo dei progressi — continuò con decisione Charlie. — E intendo rimanere finché non sarò in grado di riportare il successo.
El Matsehar ricondusse A
In camera da letto, A