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— Penso che userò il bagno.

Lui glielo indicò e A

Nicholas aveva ragione sugli impianti. Erano decisamente strani ma funzionavano e un umano poteva usarli. In quanti posti sulla terra avrebbe potuto trovare quella stessa carta igienica? Si trattava di una delle tante cose che il generale aveva preso?

Si lavò le mani e la faccia, poi si guardò nello specchio.

Una do

Era quello l’aspetto di una persona che si trovava a centinaia di a

Sì, ed era anche l’aspetto di qualcuno che… a quella distanza e in mezzo a tutte quelle stranezze… non poteva sfuggire agli sciocchi.

Ehi! La sua espressione era arrabbiata! Non le piacevano quelle pieghe attorno alla bocca o tra le sopracciglia.

Aveva una pe

Lui era in piedi, adesso, con un paio di bicchieri di vino. Erano entrambi semipieni di un liquido giallastro. — La sua scheda diceva che le piace il vino bianco. Questo è Pouilly Fume. Non male, penso, anche se devo dire di non aver più il gusto per certe cose.

A

Bevvero. Il vino era freddo e buono.

Nicholas depose il bicchiere. — Per questa sera non è previsto nulla. Può concedersi un po’ di riposo, e sembra che ne abbia davvero bisogno. Domani ci sarà l’apertura ufficiale dei negoziati, molti discorsi che non significhera

A

— C’è dell’altro vino in cucina, e del cibo, come le ho detto. Nessuno può entrare qui dentro senza il suo permesso. E non penso che le zie la importunera

Come la gente dei monti di Ettin

dirò chiaramente quello che ho in mente.

"È una traduzione abbastanza fedele. Mi sono sempre piaciute le parole di quella canzone e oggi mi piace perfino la musica. Mi ci sono voluti degli a

La porta si chiuse dietro di lui. A

Sollevò la testa. C’era una luce al centro del soffitto, di metallo grigio e di un materiale simile a vetro smerigliato. Le ricordava qualcosa sulla Terra. Art déco, uno stile che aveva dominato l’arte occidentale nella metà del ventesimo secolo. Questo sì che era curioso.

Ma forse stava facendo ciò che gli umani facevano sempre nel cercare di rendere familiare ciò che era strano. Incontri un tipo con il pelo grigio e le orecchie grandi e le pupille orizzontali e dici: "Avevo un cugino proprio come te a Schaumberg, Illinois".

Nicholas lo diceva mai?

Come doveva essere vivere completamente soli tra alieni?

Come doveva essere sognare di subire la tortura?

Nel sogno, le creature che ti torturano non sono umane. Ti svegli dall’incubo e scopri che qualcuno ti sta confortando. Qualcuno ti rassicura. Qual era stata la frase che il generale aveva usato? Costruire una strada di parole che ti riporti alla realtà.

Quella persona è disumana, il tuo torturatore.

L’abisso, pensò A

Finì il suo bicchiere di vino, poi quello lasciato da Nicholas, appena toccato. Dopodiché, andò in cerca della camera da letto.

Un pavimento nudo di madreperla, pareti nude di quel materiale che sembrava intonaco, un letto che era un blocco rettangolare con un sottile materasso sopra. Soltanto il cuscino sembrava assolutamente ordinario, ma sbagliato. Troppo morbido. Il soffitto era aperto alle stelle.

Mio Dio, pensò, guardando in alto. C’erano tanti soli fiammeggianti, e lontani agglomerati, nuvole di gas lucente, di tutti i colori possibili.

Dev’essere un ologramma. La stazione girava e ciò che vedeva era invece immobile.

Ma se era un ologramma, era il migliore che A

Si spogliò. Una coperta giaceva ai piedi del letto, ripiegata accuratamente. L’aprì, la distese sul letto e ci si adagiò, rivolta a quella splendida vista. Rimase così fino a quando i suoi occhi non riuscirono più a mettere a fuoco. Le stelle si confondevano. Si tirò la coperta addosso e dormì.

2

Il generale era nel suo ufficio, l’ultimo di una serie (per come mi ricordo) in un arco di tempo di vent’a

Sostituiva in pratica la parete opposta al suo tavolo da lavoro. Non c’erano finestre: niente da incorniciare o da mediare. La moquette cessava bruscamente. Oltre, onde verdi si rompevano su una spiaggia di sabbia grigioverde. Il cielo era tempestoso e quasi dello stesso colore dell’acqua. In lontananza, sorgevano delle scogliere e creature volanti stridevano. Le creature non avevano un’aria familiare.

— Che cos’è?

— Uno dei mondi di insediamento. — Il generale ha fatto una pausa e si è corretto. — Uno dei mondi dove stiamo cercando di insediarci.

Gli ho detto dei microfoni.

— Ascoltano le do

— Ve l’avevo detto che lo facevano e che lo avrebbero fatto.

Lui ha attivato l’intercom. — Le mie zie dovrebbero saperlo.

— L’ho detto a Ettin Per.

— Ha. — Il lungo sospiro. — E che cosa ha detto?

— È arrabbiata. Le ho detto che i microfoni sara

Lui ha guardato l’ologramma. — Non avremmo dovuto chiedere agli umani di mandare Perez A