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— La Terra? A volte. — Lui fece una pausa. — Non credo nei rimpianti. Ci sono emozioni che ti intrappolano, che fa

— A questo si può rimediare. — A

— Spero che tu sappia quello che fai, A

— Forse. — A

— Lo chiamano così? — domandò Nicholas.

Lei a

— Che cos’ha fatto? Un giro architettonico?

Lei a

— È un peccato.

Maria portò il caffè e lo posò, poi si mise sulla porta della cabina, ad ascoltare. Proveniva dall’America centrale ed era quasi un’indiana pura con la pelle color rame scuro e lunghi capelli neri, belli e dritti.

A

— Quello è uno spettacolo che non mi dispiacerebbe rivedere — osservò lui. — Ricorda il discorso che il duca fa a Claudio, quando quel povero pazzo è in prigione, conda

Ragiona perciò con la vita:

Se perdo te, perdo una cosa

Che nessuno se non un pazzo terrebbe.

"Che lingua meravigliosa! E che cumulo di stronzate!" Assaggiò il caffè. "Non è come me lo ricordo."

— Quello è caffè buono che arriva dal Nicaragua — spiegò Maria. — E io so come prepararlo.

Lui sollevò una mano, in un gesto di scusa. — È passato tanto tempo, signora. Sono sicuro d’averlo dimenticato.

— Per vent’a

— No. I hwarhath ha

La conversazione continuò per un po’, poi sconfinò nella moda. Nicholas aveva soltanto un blando interesse in proposito, fatta eccezione per le nuove divise militari. Il che, disse, era qualcosa che lo affascinava. — E mi fa sentire contento d’aver cambiato parte. Per niente al mondo mi farei tagliare i capelli come Maksud.

Il soldato umano aggrottò la fronte.

— Fermiamoci alla nuova moda dei civili — disse A

— Non è neppure attraente — commentò Maria. Aveva una rivista nella cabina della barca, non di moda ma di cultura popolare. — È sempre la stessa cosa, soprattutto al nord. Gli yankee ha

— Da dove viene lei? — domandò A

— Originariamente? Dal deserto. Il Kansas. Me ne sono andato non appena ho potuto. Ricordo d’aver letto, una volta, un’intervista a qualcuno… non ricordo chi… una scrittrice del Kansas. Diceva che da bambina amava Il Mago di Oz perché le diceva che era possibile andarsene dal Kansas. — Nicholas sorrise. — Mi è sempre piaciuta quella storia.

Maria andò a prendere la rivista. Nicholas l’accese, spostandosi leggermente perché lo schermo fosse in ombra. (Ma, questa volta, il sole era basso, quasi dietro la zona diplomatica.) Ci fu un’esplosione di colori e di musica. Nicholas abbassò il volume.

A

— Continuo a sperare che i hwarhath catturino una nave con un buon ottico, ma finora non ho avuto fortuna.

— Sono veramente bifocali? — domandò A

— Grazie a Dio, non mi serve quasi alcuna correzione per la vista da lontano. È più facile farne a meno, salvo quando leggo. — Nicholas premette Play sulla rivista. Altri colori ondeggiarono. Di tanto in tanto, diceva: — Non scherziamo.

Hattin guardò da sopra la spalla. Il soldato umano distolse lo sguardo, il che significava… quasi certamente… che apparteneva a una setta religiosa conservatrice.

Dopo un po’, Hattin parlò. Nicholas sollevò la testa e sorrise. — Dice che è tutto ridicolo o disgustoso. È un peccato che lui e Maksud non parlino la stessa lingua. Potrebbero mettere insieme un bel duetto di indignati prima di scoprire quanto siano diverse le loro culture.

Il soldato umano aggrottò di nuovo la fronte. Hattin aveva l’aria serena di sempre, anche se non guardava più la rivista. Guardava invece la baia, tralasciando la cultura popolare umana senza neppure scrollare le spalle. A

— Che cosa pensa di lei Hattin? — chiese.

— Fa parte della guardia personale del generale ed è molto leale. Se Ettin Gwarha dice che sono a posto, questo gli basta. Non tocca a lui ragionare sul perché. Se vuole scusarmi, finirò questo articolo. Chi mai chiamerebbe un gruppo musicale Stalin ed Epigoni?

Lesse, le spalle curve, lo sguardo intento. A

Una strana giornata. Le era piaciuta, fatta eccezione per il registratore che aveva in tasca. Si sentiva una traditrice, anche se era lei la persona leale.

Nicholas finì l’articolo, poi ascoltò il saggio di registrazione di Stalin ed Epigoni che era incluso. — Orribile, ma, del resto… se ho capito l’articolo… dev’esserlo. — Spense la rivista e la restituì a Maria. — Grazie. Qualcuno sa l’ora?

A

Nicholas si tolse gli occhiali alieni e li mise via. — La prossima volta, le chiederò delle sue creature. Come sta

— Benissimo. La settimana prossima o giù di lì si dovrebbe avere la massima esibizione di luci. Poi, diminuira