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Ho trascorso la serata negli alloggi del generale, a guardare un poema epico. Gwarha beveva… non velocemente, ma con costanza, il che significava che, per la fine della serata, si sarebbe sbronzato. Questo è un problema che non migliora. (Grazie per l’avvertimento.)

Io ho bevuto del vino. Lui ne aveva portato una mezza dozzina di bottiglie dal party sulla terraferma. Non ho bevuto molto. Non sono più abituato all’alcol e se tutti e due ci fossimo ubriacati, avremmo finito col metterci a discutere della recita o dei negoziati.

Lui aveva messo l’olografo sulla parete lontana, di fronte al divano, che era lungo e basso e non particolarmente comodo. L’arredamento hwarhath non è disegnato per gente della mia altezza. Quando ha attivato la macchina, il muro è scomparso; c’era il palco con due uomini, vestiti con armature dai colori vivaci. Lunghe piume erano attaccate agli elmi e ondeggiavano a ogni minimo movimento. Sarebbe dovuto essere divertente, ma non lo era. Gli uomini stavano l’uno quasi di fronte all’altro e i loro sguardi si incrociavano, come spade all’inizio di un duello. C’era musica, gli strani rumori hwarhath che, dopo vent’a

Gwarha aveva lo sguardo intento che ha quando si appresta a guardare una di queste maledettissime sciocchezze. (?) Mi sono preparato a non ascoltare.

La musica è cessata. Gli uomini si sono messi l’uno di fronte all’altro e la rappresentazione è cominciata.

All’inizio, la cosa mi interessava, quando ancora avevo tutto da imparare sui hwarhath. I costumi sono sempre splendidi e i lavori in sé possono avere la bellezza frugale di una recita Noh. Non durano quasi mai più di un mezzo ikun. Non ha

L’onore personale contro una stirpe.

Una stirpe contro il Popolo.

Scelte impossibili, che devono essere fatte in poco più di un’ora. E la maggior parte delle volte, si muore, alla fine, qualunque sia stata la scelta.

Mi ha

Che cosa fa un uomo quando scopre che sua madre è un pericolo per la stirpe? Si tratta di un problema pauroso. Non c’è modo per un qualsiasi uomo hwarhath sano di fare violenza a una do

Un dilemma serio.

Sono rimasto interessato, credo, perché era così difficile scoprire qualcosa sulle do

Alla stessa categoria dei drammi delle do

Frequentemente, alla fine, dopo che i corpi sono usciti di scena, il personaggio principale torna e recita un epilogo. (Le morali d’amore dei hwarhath.) Questo è ciò che avviene quando la violenza dal perimetro viene portata al centro. Tutto è distrutto. La famiglia non può sopravvivere.

C’è un ultimo tipo di poema epico che (credo) mi interessa ancora. I lavori sui rahaka: gli uomini che non muoiono, che continuano a vivere quando ogni persona normale sceglierebbe l’opzione.

Per esempio, un uomo la cui stirpe è stata distrutta: gli uomini uccisi tra

C’è un famoso e vecchio pezzo su un guerriero che sta lentamente morendo per una qualche terribile malattia. Si siede sul palco. Fantasmi e persone lo vengono a trovare. Parlano. Gli viene offerta l’opzione. Non la coglie. Continua, invece, lentamente a morire. Più tardi, nel dramma (dura più del normale), si sdraia, troppo debole per stare ancora seduto. Alla fine della rappresentazione, respira a malapena.

Tutto sommato, preferisco la commedia.

Dal diario di Sanders Nicholas,

addetto alle informazioni presso lo staff

del Primo Difensore Ettin Gwarha

CODIFICATO PER LA SOLA VISIONE DI ETTIN GWARHA

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Il giorno dopo, A

Diversi giorni dopo, Nicholas chiamò e combinò un incontro alla barca per il tardo pomeriggio, un paio d’ore prima che lei iniziasse il turno. Il tempo era rimasto mite e calmo. Si sedettero in coperta. Questa volta, Nicholas portava un’uniforme grigia hwarhath, attillata. Sembrava perfetta. Apparentemente, il problema non consisteva nei sarti hwar quanto nel senso che i hwar avevano della moda umana. Nicholas aveva un paio di occhiali da sole umani: montatura di metallo dorato e lenti che luccicavano come il dorso di uno scarafaggio, verde iridescente.

Hattin portava occhiali da sole hwar rettangolari, con lenti nere e pesantissima montatura di plastica anch’essa nera. Sembravano belli sulla faccia piatta dell’alieno. Sarebbero stati malissimo su un umano.

— Non è soltanto una questione di stile — disse Nicholas. — Le orecchie dei hwarhath sono più spostate verso l’alto sulla testa e il naso è molto più largo e più piatto del naso di un umano. Io non riesco a portarli. Potrei farmene fare un paio, ma non sembra valerne la pena. Trascorro la maggior parte del tempo al chiuso.

Appoggiò i piedi sul parapetto e guardò la baia, che scintillava nella luce bassa e obliqua. — In teoria, sono qui per chiederle delle sue creature. Come penso di averle detto, il generale ha una curiosità a vasto raggio. Gli interessa l’intelligenza aliena… quella umana, soprattutto, ma qualunque cosa riesca a trovare. Credo di essere dell’umore adatto per qualcos’altro che le gigantesche e forse intelligenti meduse. Perché non mi parla della Terra?

Il soldato umano si mosse a disagio. Era una persona nuova, questa volta: un ragazzo robusto con lineamenti che non appartenevano ad alcun gruppo etnico che lei conoscesse. Del Mar Nero, forse? La stretta striscia di capelli era tagliata corta e tinta d’un color rosso mattone che si adattava molto bene alla sua pelle leggermente scura. A

— Niente d’importanza strategica — aggiunse Nicholas, dopo aver lanciato un’occhiata al soldato.

A