Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 7 из 86

2

Quando ho scoperto del procione che c’aveva la rabbia la prima cosa che ho fatto è stato di correre dritto filato giù nel caffè per dircelo ad A

— Corri, vecchio! Corri, vecchio cazzone! — mi strillò un ragazzino da un vicolo fra l’albergo e il deposito. Stavano sempre lì i delinquentelli, quando il tempo era bello. Me lo ero dimenticato, io, altrimenti me ne passavo per la via più lunga, quella del fiume. Ma quel pomeriggio erano troppo pigri, o troppo pochi, per darmi la caccia. Non gli ho detto un cazzo di niente del procione.

Alla servo-entrata del caffè, dove ci dovrebbero entrare solo i robot, bussai, il più forte che potevo, gridando come un ossesso. — A

I cespugli alla mia destra si sono agitati e mi è venuto quasi un collasso, a me. I procioni vengono lì per prendere la roba che casca giù dai robot da trasporto. Ma era solo un serpente. — A

La bassa porta si è aperta. Io mi sono trascinato dentro a ginocchioni. Era stata Lizzie, proprio lei, che era riuscita a capire come fare aprire la servo-entrata senza un segnale da robot. A

Erano lì tutte e due. A

— Billy Washington! — mi ha detto A

— Procioni con la rabbia — ho boccheggiato io. Il cuore mi stava battendo forte come una cascata. — Quattro. Registrati sul monitor della zona. Vicino al fiume, dove Lizzie… Lizzie va a giocare…

— Sssttt! — ha detto A

A

A

Io mi ricordavo di un tempo quando essere stretto da una do

— Stai meglio, caro? — ha detto A

Io avevo ripreso fiato. — Quattro procioni con la rabbia. Il monitor della zona urlava a morte. Devono essere venuti giù, quelli, dalle montagne. Il monitor li faceva vedere vicino al fiume che si muovevano verso il paese. I bio-allarmi lampeggiavano rosso scuro. Poi il monitor si è spento e non c’è stato verso di farlo riaccendere di nuovo. Jack Sawicki l’ha preso a calci, lui, e l’ho fatto anche io. Quei procioni potrebbero essere dappertutto.

— È stato mandato il robot di guardia per ammazzarli, prima che il monitor si è rotto?

— Anche il robot di guardia è rotto.

— Merda. — A

— Pensi che fa una differenza? Sono tutti uguali. Ma tu tieni dentro Lizzie, tu, fino che qualcuno non fa qualcosa contro quei procioni, Lizzie, tu rimani dentro, mi hai sentito?

Lizzie ha a

— Chi, cosa?

— Chi farà qualcosa contro i procioni? Se il robot di guardia è rotto?

Nessuno le ha risposto. A

Lei aggiungeva quella roba direttamente nei cestini della catena del cibo che finivano nel caffè per venire presi con i gettoni-pasto della gente. Quei pazzi probabilmente non se n’erano manco accorti, loro, di quanto erano più buoni i suoi piatti rispetto alla solita roba che girava sul nastro trasportatore giorno e notte. E ovviamente, con l’olo-terminale che andava a tutta birra e la musica da ballo che suonava tutto il tempo, nessuno aveva mai sentito lei e Lizzie lì dietro, anche se avessero fatto saltare per aria l’intera, maledetta cucina.

Ad A

A

A

I grossi occhi di Lizzie sono rimasti immobili. Fa venire i brividi quando fissa con uno sguardo così duro senza mai strizzare gli occhi. — Non è venuto nessuno ad aggiustare il robot che pela le mele. Non è arrivato nessuno ad aggiustare il robot pulitore nel caffè. Tu hai detto ieri che pensavi che i Muli non ci mandavano nessuno, nemmeno se si rompeva il robot principale della soia sintetica.

— Be’, non lo pensavo davvero, io — ha detto A

— Si potrebbe dividere. Dividere il cibo che la gente ha preso dalla catena del cibo prima che quella si rompeva.

Io e A

— Sì, tesoro — ha detto A

— Ma tu e Billy non pensate che lo farebbe.

A

Lizzie mi ha puntato addosso i suoi occhi neri e scintillanti. — Perché non dividerebbero?

Io ho detto: — Perché la gente non ha più l’abitudine a dividere. Adesso si aspetta di avere la roba. Ha il diritto alla roba… ecco perché eleggiamo i politici. I politici Muli pagano le tasse, loro, e le tasse sono i caffè e i depositi, le unità mediche e i bagni che permettono ai Vivi di andare avanti a vivere sul serio.