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La voce di Alice si fece tremula, il che significava che si stava stancando. — Stella ha detto tre visitatori…
Stella entrò, a quel punto, portando in braccio un neonato.
— Oh, Richard — disse Leisha. — Oh, Richard…
— Questo è Sean. Come mio padre.
Il piccolo assomigliava in maniera quasi assurda a Richard: fronte bassa, folti capelli scuri, occhi scuri. Solo la pelle color caffè indicava i geni di Ada. Evidentemente non lo avevano fatto modificare per nulla. Leisha prese in braccio il neonato, senza essere sicura di cosa provasse. Sean la fissò sole
— È magnifico…
— Fammelo tenere — disse Alice bramosa, e Leisha le consegnò il piccolo. Era contenta per Richard, che aveva sempre desiderato una famiglia, un punto fisso, una comunità intima. Due a
Kevin Baker, l’unico Inso
Je
Alice poteva avere perduto Moira, emigrata su una colonia di Marte, ma aveva Jordan con i suoi tre figli.
"Smettila", si disse, e lo fece.
Il bambino ve
— Ehi — disse Drew, e al suono della sua voce tutti sollevarono lo sguardo. — Ehi, questo bambino dorme.
Leisha rimase seduta immobile. Quindi si alzò, si avvicinò alla carrozzella di Drew e abbassò lo sguardo sul port-enfant appoggiato ai piedi del ragazzo. Sean giaceva con i piccoli pugni sollevati accanto alla testa, addormentato. Le palpebre chiuse tremolavano. Leisha sentì serrarsi lo stomaco. Richard aveva provato un tale odio per il suo genere, per la sua gente, che aveva fatto eseguire una modificazione genetica in vitro per invertire l’inso
L’uomo la stava fissando. — No, Leisha — disse tranquillamente. — Non l’ho fatto. È naturale.
— Naturale…
— Sì. Ecco dove siamo stati il mese scorso, dopo le Isole Artificiali: l’Istituto Medico di Chicago. In cerca delle risposte per una regressione spontanea. Ma lì non c’è nessuno in grado di fare più di una specie di intruglio da libro di cucina con le antiche scoperte. Che diavolo, non è rimasto alcun esperto in genetica da nessuna parte che sappia fare più di quello, eccetto che nel settore agricolo. — Rimase in silenzio: lui e Leisha sapevano che non era vero. Esisteva il Rifugio.
Leisha disse con voce incerta: — Sa
— Sembra essere abbastanza raro. Ovviamente ci sono talmente pochi Inso
Ancora quel silenzio, carico di ciò che non veniva pronunciato.
Fu Ada a rompere il silenzio. Non poteva aver seguito un gran che della conversazione fra Leisha e il marito, ma si alzò con grazia per portarsi accanto a Leisha. Ada si fermò e prese in braccio il bambino. Guardandolo teneramente disse: — Ti vedo con felicità, Sean. Ti vedo dormire — e il suo sguardo si alzò per incrociare direttamente quello di Leisha per la prima volta, per quanto Leisha ricordasse.
Anche quando tutto nel paese era cambiato, non era cambiato nulla.
19
Je
A settecento chilometri di distanza, nello spazio, fluttuava una bolla in plastica. Mentre il gruppo di ricerca del Rifugio osservava via schermo dai Laboratori Sharifi, Reparto Imprese Speciali, la bolla raggiunse il massimo della dimensione. All’interno migliaia di membrane in plastica si tesero. L’interno era un alveare di tu
Da ognuna delle quattro camere poste all’esterno della bolla ve
I topi corsero liberamente per dieci minuti. Quindi, da una singola fonte all’interno della bolla, ve
Uno per uno, i valori dei biorilevatori cominciarono a diminuire e lo squittio, amplificato sul canale audio, cessò. I primi tre smisero di trasmettere nel giro di tre minuti, i sei successivi qualche minuto dopo, altri cinque nei successivi dieci minuti. Gli ultimi sei trasmisero ancora per circa trentuno minuti.
Il dottor Blure inserì i dati in un programma di proiezione. Corrugò la fronte. Era molto giovane, non aveva più di venticinque a
— Troppo lento — conve
— No — confermò Blure. — Ma siamo più vicini. — Lanciò un’altra occhiata ai biovalori piatti. — Immaginate persone che potrebbero realmente usare una cosa simile.
— I mendicanti lo farebbero — ribatté Je
Nessuno la contraddisse.
Miri e Tony erano seduti nel laboratorio che condividevano nella Cupola Scientifica Quattro. I bambini comuni utilizzavano i laboratori scolastici, non professionali, per i loro progetti di studio: lo spazio in una stazione orbitale era troppo prezioso per essere assegnato indiscriminatamente. Miri e Tony Sharifi, però, non erano bambini comuni e i loro progetti non rappresentavano solamente esperienze di apprendimento. Il Consiglio del Rifugio, i Laboratori Sharifi e il Consiglio Scolastico si erano riuniti per esaminare la questione: gli esperimenti neurologici di Miri e le migliorie di Tony sui sistemi di dati dovevano essere considerati progetti scolastici, lavori privati brevettabili oppure studi pagati dall’Azienda del Rifugio? I potenziali profitti dovevano appartenere alla famiglia, all’azienda o a un fondo fiduciario aperto per Miri e Tony finché non fossero stati più minore