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— Ci sono sempre state le persone piene di odio, Stewart. Odio contro gli ebrei, odio contro i negri, odio contro gli immigranti, odio contro gli yagaisti che ha
Stewart si alzò a sedere sul letto e allungò la mano per prendere i panini che si trovavano sul comodino. — Ah, no? Leisha, tu sei un tipo di persona completamente diversa. Più adatta a livello evoluzionistico, e non solamente per sopravvivere ma per prevalere. Gli altri oggetti di odio che hai citato erano tutti privi di potere nelle loro società. Occupavano posizioni inferiori. Tu, al contrario… tutti e tre voi Inso
— Passami un panino — disse Leisha. — Ecco la prova che ti sbagli: tu stesso. Kenzo Yagai. Kate Addams. Il professor Lane. Mio padre. Ogni Dormiente che popola il mondo dell’onesto commercio e dei contratti di mutuo beneficio. E si tratta della maggior parte di voi, o quanto meno la maggior parte di voi che vale la pena considerare. Tu credi che la competizione fra i più capaci conduca ai più vantaggiosi commerci per tutti, forti e deboli. Gli Inso
Stewart spazzolò via le molliche dalle lenzuola. — Sì. Io lo so. Gli yagaisti lo sa
— Gli yagaisti gestiscono il mondo degli affari, della finanza e anche quello accademico. Quanto meno lo fara
— Spero che tu abbia ragione — rispose Stewart. — Perché, sai, mi sono i
Leisha appoggiò il sandwich.
— Gioia — le mormorò Stewart fra i seni — tu sei la gioia.
Quando Leisha tornò a casa per il giorno del Ringraziamento, parlò a Richard di Stewart. Lui restò ad ascoltarla a labbra serrate.
— Un Dormiente.
— Una persona - ribatté Leisha. — Una persona buona, intelligente, laboriosa!
— Sai che cosa ha
Entrambi udirono le sue parole. I minuti si trascinarono. Richard stava in piedi come un pugile, in equilibrio sui talloni, a denti serrati. Alla fine disse, con grande pacatezza: — Lo ami?
— Sì — rispose Leisha. — Mi dispiace.
— È una tua scelta — commentò freddamente Richard. — Che cosa fai mentre dorme? Lo stai a guardare?
— Lo fai sembrare una perversione!
Richard non aggiunse nulla. Leisha trasse un profondo respiro. Parlò quindi rapidamente ma con equilibrio, in uno sfogo controllato: — Mentre Stewart dorme io lavoro. Proprio come te. Richard… non fare così. Non avevo intenzione di ferirti. E non voglio perdere il gruppo. Credo fermamente che i Dormienti appartengano alla nostra stessa specie. Intendi punirmi per questo? Intendi aggiungere altro odio? Intendi dirmi che non posso appartenere a un mondo più ampio che include tutte le persone oneste e valide, che dormano o no? Intendi dirmi che la divisione più importante è dovuta alla genetica e non alla spiritualità economica? Intendi costringermi a una scelta artificiale, noi o loro?
Richard prese in mano un braccialetto. Leisha lo riconobbe: glielo aveva regalato lei durante l’estate. La voce del ragazzo era tranquilla. — No, non si tratta di una scelta. — Giocherellò con le catenelle d’oro per qualche istante, quindi la guardò. — Non ancora.
Per le vacanze estive, Camden camminava ormai più lentamente. Prendeva una medicina per la pressione e una per il cuore. Lui e Susan, disse a Leisha, stavano per divorziare. — È cambiata, Leisha, dopo che l’ho sposata. L’hai visto anche tu. Era indipendente, produttiva e felice e poi, dopo qualche a
Leisha l’aveva visto. Le ve
— Papà, voglio l’indirizzo di Alice.
— Te l’ho già detto ad Harvard, non ce l’ho — rispose Camden. Spostò il peso sulla sedia, gesto impaziente di un corpo che non si sarebbe mai aspettato di logorarsi. In ge
— Allora voglio l’indirizzo del legale.
L’avvocato, un uomo dall’aspetto spento di nome John Jaworski, si rifiutò di dire a Leisha dove si trovasse Alice. — Non vuole essere trovata, signorina Camden. Desiderava una rottura completa.
— Non da me — ribatté Leisha.
— Sì — disse Jaworski, e nei suoi occhi balenò qualcosa, qualcosa che lei aveva scorto per l’ultima volta nel volto di Dave Ha
La ragazza volò ad Austin prima di ritornare a Boston, presentandosi con un giorno di ritardo alle lezioni. Kevin Baker la riconobbe all’istante e cancellò un incontro con l’IBM. Lei gli disse.di cosa aveva bisogno e lui passò subito l’incarico ai suoi migliori impiegati che lavoravano sulle reti di dati, senza spiegare loro il perché. Nel giro di due ore lei aveva l’indirizzo di Alice recuperato dai file dell’archivio elettronico di Jaworski. Era stata la prima volta, si rese conto Leisha, che si era rivolta a uno degli Inso
Alice si trovava in Pe
Si trattava di un rifugio isolato, a trentacinque chilometri circa dall’ospedale più vicino. Alice viveva con un uomo di nome Ed, un falegname silenzioso di vent’a
— Non ti voglio qui — disse a Leisha. — Perché sei venuta?
— Perché sei mia sorella.
— Dio, ma guardati! Si indossa questa roba ad Harvard? Stivali del genere? Ti sei data alla moda, Leisha? Sei sempre stata troppo impegnata e intellettuale per interessartene.