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«Lei certamente comprende la necessità di avere una scorta, Nunzio!» gli disse il generale con una certa impazienza.

«È una città pericolosa, generale Denkam, sì, lo capisco. Pericolosa per chiunque. Vedo bande di giovani, come quelli che mi ha

Il generale trasalì, ma non cedette le armi. «Non possiamo permettere che si faccia assassinare,» disse.

A Havzhiva non dispiaceva la brutale franchezza degli Yeowiani. «Non intendo affatto farmi assassinare,» rispose. «Avrei un suggerimento, generale. Ci sono delle do

Il generale uscì con una faccia impietrita.

Havzhiva non amava particolarmente le sue guardie del corpo. Erano do

Tutti chiamavano "Capo" il Capo, tra

Il Capo approvò energicamente.

«Nel quale,» continuò Havzhiva, che aveva sviluppato un'insuperabile facondia, «sta

«Fra gli schiavi del Vecchio Mondo i capi erano do

«E le do

«Le do

«Bene, allora,» disse Yeron con uno dei suoi profondi sospiri, «credo che ci toccherà sollevare un po' di polvere»

«Da bravi polverosi,» aggiunse Dobibe.

«Allora sarà meglio sollevare un gran polverone,» disse Tualyan. «Perché, qualunque cosa facciamo, avra

L'incontro dell'Associazione per il Sussidio Didattico della Città e della Regione di Yotebber si svolgeva in un'aula di una delle scuole cittadine. Due delle guardie del corpo di Havzhiva, in borghese, aspettavano discretamente nell'ingresso. Quarantotto do

«Quali richieste?» domandò Havzhiva.

«Il voto segreto!»

«Niente discriminazioni sul lavoro!»

«Essere pagate per il nostro lavoro!»

«Il voto segreto!»

«Assistenza per i bambini!»

«Il voto segreto!»

«Rispetto!»

Il taccuino automatico di Havzhiva si riempiva di segni all'impazzata. Le do

«Sì,» rispose lui, «in un certo senso.»

«Accidenti! Molto diverse da quelle di una volta!»

«Yehedarhed! Cosa diavolo ci faceva laggiù?»

«Prego, signora?»

«Era nei notiziari. Insieme a un milione di do

«Sarebbe stato difficile non farlo!»

«Quando il governo regionale comincerà a sparare, smetterà di sorridere?»

«Sì. È disposta ad appoggiarci?»

«Come?»

«Con parole di incoraggiamento alle do

«Certo. Spero che sia utile. È la rivoluzione, Havzhiva?»

«È educazione, signora.»

Il cancello era aperto in tutta la sua struttura massiccia, non c'erano pareti.

«Ai tempi della colonia,» disse l'Anziano, «questo cancello veniva aperto due volte al giorno: per far uscire la gente a lavorare la mattina, e per farla rientrare dal lavoro la sera. Tutto il resto del tempo era chiuso a chiave e sbarrato.» Mostrò la grande serratura rotta che pendeva dal lato esterno del cancello, le possenti sbarre arrugginite nei loro supporti. I suoi gesti erano sole

Havzhiva stesso aveva cominciato a leggere il libro nella lingua originale. Lo leggeva lentamente, cercando di capire come questa narrazione di arduo coraggio e abnegazione avesse potuto formare ed educare per tre mille

Stava trascorrendo un mese di soggiorno nel villaggio tribale di Hayawa, che era stato il primo insediamento di schiavi della Corporazione delle Piantagioni Agricole di Yeowe e Yotebber, tre secoli e mezzo prima. In questa vasta regione remota della costa orientale, gran parte dell'assetto sociale e della cultura della schiavitù delle piantagioni era rimasta intatta. Yeron e altre do