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La fantascienza della LeGuin, perdendo ogni co
Oriana Palusci
TRADIMENTI
«Sul pianeta O non scoppia una guerra da cinquemila a
Così, mentre le ombre delle nuvole scivolavano sugli acquitrini e sulla pagina del libro che teneva aperto in grembo, si lasciò sfuggire un sospiro e chiuse gli occhi, immersa nelle sue riflessioni. «Sono una bugiarda.» Poi riaprì gli occhi e lesse ancora su quegli altri mondi, su quelle realtà lontane.
Tikuli, che dormiva acciambellato attorno alla coda nella scialba luce del sole, sospirò quasi la stesse imitando, e si grattò una pulce nel sogno. Gubu era a caccia nel ca
Immersa nella descrizione dei bizzarri costumi sociali degli Ithsh, non vide Wada finché questi non entrò dal cancelletto. «Oh, sei già qua,» gli disse, còlta di sorpresa, sentendosi impreparata, incompetente, vecchia come sempre si sentiva in presenza di altre persone. Quand'era sola, si sentiva vecchia soltanto quando era sfinita o ammalata. Forse vivere da sola era la cosa migliore da fare, dopo tutto. «Entra pure,» disse, alzandosi. Lasciò cadere il libro, e quando lo raccolse sentì la crocchia di capelli che si scioglieva. «Allora, prendo la borsa e vado.»
«Non c'è fretta,» disse il giovane con la sua voce dolce. «Eyid deve ancora arrivare.»
Molto gentile da parte tua ricordarmi che non mi devo affrettare a lasciare casa mia, pensò Yoss, ma non disse nulla, obbedendo all'egoismo intollerabile e delizioso del ragazzo. Entrò a prendere la sua borsa per la spesa, si sistemò i capelli, si legò una sciarpa in testa, poi tornò sotto il piccolo porticato. Wada s'era accomodato sulla sua seggiola, ma balzò in piedi appena lei uscì. Era un ragazzo timido, il più gentile tra i due amanti. «Divertiti,» gli disse con un sorriso, capendo che lo stava mettendo in imbarazzo. «Io torno tra un paio d'ore… prima del tramonto.» Andò al cancelletto, uscì e si avviò per la strada da cui era venuto Wada, lungo il sentiero che portava alla passerella di legno che serpeggiava attraverso le paludi fino al villaggio.
Non avrebbe incontrato Eyid per strada. La ragazza sarebbe arrivata da nord, per un sentiero di palude, dopo aver lasciato il villaggio a un'ora diversa e prendendo una direzione differente da quella di Wada, in modo che nessuno facesse caso al fatto che per qualche ora alla settimana i due giovani sparivano simultaneamente. Erano i
Quella volta s'era aggirata per i viottoli a far la guardia, nel caso qualcuno li stesse cercando. Adesso, mentre i "cerbiatti" passavano la loro ora di piacere a casa sua, andava quasi sempre al villaggio.
Erano troppo ignoranti per pensare a un modo di ringraziarla. Wada tagliava la torba, perciò le avrebbe potuto rifornire il camino senza che sospettassero di nulla, eppure non le avevano mai lasciato nemmeno un fiorellino, anche se ogni volta rifacevano il letto alla perfezione. Forse non le erano nemmeno molto grati. E perché mai? Gli dava soltanto quel che gli era dovuto: un letto, un'ora di piacere, un momento di pace. Non era colpa loro, o merito suo, se non c'era nessun altro che glieli offriva.
La sua capatina di quel giorno la portò al negozio dello zio di Eyid. Era il pasticcere del villaggio. Tutta la sacra astinenza che s'era ripromessa quand'era arrivata due a