Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 52 из 144

«Gliel’ha

«Indossava anelli o altri gioielli?» chiese l’uomo del conestabile.

«Parecchi anelli e un orecchino d’oro», a

Naturalmente di quei monili non c’era più traccia.

«Voglio una descrizione di ognuno di quei preziosi, mio signore», disse la guardia, e il siniscalco si limitò ad a

«Sapete dov’è stato trovato», osservò Cazaril, rivolto alla guardia. «Avete scoperto anche dov’è stato aggredito?»

«Difficile a dirsi», replicò l’uomo, scuotendo il capo. «Forse, da qualche parte nei bassifondi…» Si riferiva alla parte più bassa, socialmente e geograficamente, di Cardegoss, addossata su entrambi i lati del muro che correva tra i due fiumi. «Ci sono una mezza dozzina di punti da dove si potrebbe gettare un cadavere dalle mura cittadine con la certezza che venga portato via dalla corrente, e alcuni sono più isolati di altri. Quand’è stata l’ultima volta che qualcuno di voi lo ha visto, ieri sera?»

«Io l’ho visto a cena, ma non mi ha acce

«Io non ne ho notate nel toccarlo, signore», rispose la guardia del conestabile. In effetti, il cadavere non mostrava quasi lividi di sorta.

Una rapida indagine presso le guardie del castello rivelò che dy Sanda aveva effettivamente lasciato lo Zangre la notte precedente, da solo e a piedi, più o meno nel corso del turno di guardia intermedio. Quella notizia indusse Cazaril ad accantonare l’intenzione di passare al setaccio ogni angolo dei corridoi e delle nicchie del vasto castello, alla ricerca di macchie di sangue recenti. Nel tardo pomeriggio, poi, le guardie del conestabile trovarono tre persone che avevano visto il segretario del Royse bere in una taverna dei bassifondi e andarsene dal locale da solo. Una di esse aggiunse che dy Sanda era ubriaco e barcollava, una frase che indusse Cazaril a desiderare di poter trascorrere qualche tempo da solo con quell’uomo nelle celle di pietra dello Zangre, situate nelle gallerie che scendevano fino ai fiumi. Era infatti certo che laggiù sarebbe riuscito a estorcergli la verità, considerato che, da quando lo aveva conosciuto, non gli era mai capitato di vedere dy Sanda ubriaco.

Su Cazaril ricadde il triste compito d’inventariare e impacchettare i pochi averi di dy Sanda, che sarebbero stati inviati al suo unico parente ancora in vita, un fratello maggiore che risiedeva in una delle province di Chalion. Poi, mentre gli uomini del conestabile setacciavano i bassifondi cittadini alla ricerca dei supposti tagliaborse — fatica inutile, a suo parere -, lui procedette ad analizzare ogni pezzo di carta presente nella stanza di dy Sanda. Quale che fosse stato il contenuto del messaggio che lo aveva attirato nella parte bassa della città, però, dy Sanda doveva averlo ricevuto verbalmente oppure aveva portato il biglietto con sé.

Giacché il defunto segretario non aveva parenti che vivessero abbastanza vicini da poter assistere al funerale, il rito si svolse il giorno successivo, alla presenza del Royse, della Royesse e del loro seguito, come pure di alcuni cortigiani ansiosi di conquistarsi il loro favore. La cerimonia si te

Cazaril si ritrasse quindi dalla bara per lasciare il posto alla benedizione degli animali e si unì alla piccola folla raccolta vicino all’altare. Gli Accoliti, vestiti ciascuno coi colori del Dio cui si erano votati, si fecero avanti con le loro bestiole e si disposero intorno alla cassa in cinque punti equidistanti. Nei Templi di campagna, per quel rito veniva utilizzato l’insieme più assurdo di animali. Una volta, per la figlia defunta di un uomo privo di mezzi, Cazaril lo aveva visto eseguire da un unico Accolita, munito di un cesto contenente cinque gattini, ciascuno con un nastro di colore diverso legato intorno al collo.

I roknari, invece, usavano spesso i pesci, anche se il loro numero sacro era il quattro e non il cinque. I Divini della fede Quadripartita contrassegnavano i pesci con la tintura e interpretavano la volontà degli Dei in base alle figure che essi creavano nuotando in una vasca. Quali che fossero i mezzi utilizzati, comunque, quel messaggio di commiato era l’unico, minuscolo miracolo che gli Dei concedevano a ogni persona defunta, per quanto umile fosse la sua condizione sociale.

Naturalmente il Tempio di Cardegoss aveva risorse tali da potersi permettere i più splendidi animali sacri, selezionati secondo il colore e il sesso più appropriati. L’Accolita della Figlia, avvolta nelle sue ampie vesti azzurre, era accompagnata da una ghiandaia femmina dalla bellissima cresta azzurra, nata la primavera precedente; l’Accolita della Madre, abbigliata in verde, teneva invece sul braccio un grande uccello verde che, a parere di Cazaril, era strettamente imparentato con quelli presenti nel serraglio del Roya. Vestito in rosso e arancio, l’Accolita del Figlio aveva con sé uno splendido cucciolo maschio di volpe, il cui manto rossiccio pareva risplendere come fuoco nella cupa atmosfera dell’echeggiante camera a volta; l’Accolita del Padre, tutto in grigio, era accompagnato da un anziano, robusto e dignitoso lupo grigio. Quanto all’Accolita del Bastardo, avvolta in vesti candide, Cazaril si era aspettato di vederla con uno dei corvi sacri della Torre di Fonsa; invece la do

Prostratosi al suolo, il Divino implorò gli Dei di mandare un segno, poi si rialzò e si mise accanto alla testa di dy Sanda, mentre gli Accoliti, l’uno dopo l’altro, incitavano le loro bestiole a farsi avanti. In risposta a uno scatto dell’Accolita della Figlia, la ghiandaia azzurra svolazzò nell’aria, ma tornò subito a posarsi sulla spalla della sua custode. L’uccello verde della Madre fece altrettanto. Sganciato dal suo guinzaglio di rame, il cucciolo di volpe a

Nulla di singolare, insomma. A meno che non si fossero votati in vita a un altro Dio, in genere coloro che morivano senza aver generato figli venivano reclamati dalla Figlia o dal Figlio, mentre i genitori defunti appartenevano di solito alla Madre o al Padre. Dal momento che dy Sanda era morto senza avere figli e che, da giovane, era stato un Devoto laico dell’Ordine militare del Figlio, rientrava nel corso naturale delle cose che proprio il Figlio reclamasse la sua anima, benché qualche famiglia avesse scoperto proprio durante il funerale di un congiunto che questi doveva avere un figlio da qualche parte. Quanto al Bastardo, chiamava a sé tutti i membri del suo Ordine, e le anime che venivano respinte dagli Dei più importanti; per sua natura, infatti, il Bastardo era il Dio dell’ultima spiaggia, l’estremo, seppure ambiguo, rifugio per coloro che avevano rovinato la loro vita.