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Il gruppo festante si avviò lungo le strade cittadine, fino alla vecchia porta orientale, da dov’era previsto che la processione avesse formalmente inizio. In attesa c’erano circa duecento persone, inclusa una cinquantina di cavalieri appartenenti alle associazioni delle guardie votate alla Figlia, provenienti da tutte le terre circostanti Valenda. Fu così che Cazaril si trovò a passare proprio sotto il naso del massiccio soldato che, il giorno precedente, gli aveva gettato per errore la moneta d’oro. Ma il soldato si limitò a guardarlo e a rivolgergli un cortese ce
Il formarsi della processione lo costrinse ad accantonare quelle meditazioni. Il Divino consegnò la briglia del mulo di Iselle all’anziano gentiluomo scelto per il ruolo di Padre dell’Inverno. Nel corso della processione invernale, il Padre sarebbe stato un giovane abbigliato con abiti scuri, lindi e austeri come quelli di un giudice, in sella a un elegante cavallo nero, che l’uscente, lacero Figlio dell’Autu
I cittadini che non prendevano parte alla processione fungevano da pubblico, gettando fiori ed erbe. Cazaril vide le giovani do
Dopo una lunga camminata, che per fortuna si svolse con un clima piacevolmente mite — contrariamente a una certa primavera in cui la processione si era tenuta sotto una tempesta di grandine -, l’intera colo
Lady dy Hueltar trascinò Cazaril in prima fila per assistere al momento in cui la Royesse veniva aiutata a scendere dal mulo e guidata sotto il portico. Poi, piegando il collo, lui continuò a seguire Iselle con lo sguardo; da dove si trovava, si rese conto di poter avvertire il fresco profumo dei fiori e delle foglie intrecciati intorno alla testa di Iselle che, mescolandosi con quello dei suoi capelli, generava un sentore che pareva quello stesso della primavera.
La folla che incalzava alle loro spalle li spinse oltre le porte spalancate e all’interno del Tempio dove, con le ombre del primo mattino che ancora oscuravano il cortile principale, il Padre dell’Inverno procedette a rimuovere le ultime ceneri dal focolare sopraelevato che ospitava il fuoco sacro, spargendole sulla propria persona. Gli Accoliti si affrettarono allora a portare nuova esca e altra legna, cui il Divino impartì la consueta benedizione. Il vecchio Padre ve
A quel punto, la Signora della Primavera, impersonata da Iselle, ve
Tre rapidi colpi, una pioggia di scintille e un vigoroso soffio dei giovani polmoni di Iselle furono sufficienti a far attecchire la fiamma. Il Divino si affrettò a chinarsi per accendere una nuova candela prima che essa potesse estinguersi e la piccola fiamma continuò ad ardere, vigorosa. Quando essa ve
Iniziò così la parte più importante della cerimonia, cioè la raccolta delle elargizioni trimestrali al Tempio, cosicché esso potesse avere di che mantenersi per i tre mesi successivi. Il capo di ciascuna famiglia si fece avanti per deporre una piccola sacca di monete o altre offerte nelle mani della Signora, perché il dono fosse benedetto e il suo ammontare venisse registrato dal segretario del Tempio, seduto a un tavolo alla destra di Iselle; subito dopo, chi aveva fatto l’offerta riceveva una candela accesa col nuovo fuoco, da portare nella propria casa. Naturalmente, la famiglia della Provincara fu la prima a presentare la propria offerta: il siniscalco depose nelle mani di Iselle una pesante borsa piena d’oro. Fu poi la volta di altri uomini di rango, e ogni volta Iselle accettò e benedisse l’offerta con un sorriso, il Divino anziano sorrise a sua volta e trasferì l’offerta nel mucchio con una parola di ringraziamento. Pure il segretario sorrise, a
D’un tratto Betriz, che era accanto a Cazaril, s’irrigidì e serrò per un momento il braccio del Castillar. «Il prossimo è quell’immondo Giudice Vrese», gli sibilò all’orecchio. «State a guardare.»
Un uomo di mezz’età dall’aria acida, elegantemente abbigliato in velluto blu scuro, tinta esaltata da una pesante catena d’oro, si presentò davanti al trono della Signora con una borsa di denaro, protendendola con un rigido sorriso. «Il Casato Vrese presenta la propria offerta alla Dea», recitò, con voce nasale. «Dateci la vostra benedizione per la stagione entrante, mia signora.»
Iselle incrociò le mani in grembo e sollevò il mento, fissando Vrese con volto serio e impassibile. «La Figlia della Primavera riceve le offerte fatte con cuore onesto», dichiarò, con voce limpida e sonora. «Non accetta tangenti, Onorevole Vrese. Per voi, l’oro è la cosa più importante che ci sia, quindi lo potete tenere.»
Vrese indietreggiò di mezzo passo e rimase a bocca aperta per lo stupore. Sulla folla scese un silenzio stupefatto, che si trasformò quasi subito in un crescente mormorio, dovuto a coloro che non avevano sentito bene e stavano chiedendo cosa fosse successo. Accanto al trono, il Divino anziano si tinse di un pallore mortale e il segretario sollevò lo sguardo con espressione inorridita.