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«Ista mi ha detto…» cominciò Cazaril, poi s’interruppe, perché non era certo di voler riferire la storia di Ista a quei due giovani tanto determinati. A Iselle poteva venire qualche idea… L’ignoranza non è stupidità, ma può benissimo diventarlo, così aveva protestato Iselle, e adesso era troppo tardi per tenerla al riparo dalla realtà. Sulla scorta dell’ira degli Dei, sarebbe diventata la prossima Royina di Chalion e, al diritto di governare, si accompagnava il dovere di proteggere, per cui il privilegio di ricevere protezione doveva essere abbandonato, come i giocattoli dell’infanzia. E ciò valeva soprattutto per la protezione da amare verità. «Ista mi ha detto che esiste un altro modo», confessò infine. Poi, rialzatosi, si lasciò cadere pesantemente sulla sedia e, con voce rotta, in termini tanto scarni da apparire quasi brutali, riferì la storia narrata da Ista riguardo a Lord dy Lutez, al Roya Ias e alla visione che lei stessa aveva ricevuto dalla Dea. Parlò di quelle due notti infernali nelle segrete dello Zangre, dell’uomo prima legato e poi calato nella vasca di acqua gelida. Entrambi i giovani lo fissavano con sgomento, pallidi in volto. «Dalla notte in cui ho cercato di barattare la mia vita con la morte di Dondo, ho pensato… ho temuto… di essere io la persona giusta», continuò Cazaril. «E l’idea di essere il prescelto mi ha terrorizzato. Ista mi ha definito ’il dy Lutez di Iselle’… Se fossi convinto dell’utilità di un simile gesto, vi giuro, al cospetto degli Dei, che vi chiederei di portarmi fuori adesso e di a

Bergon fissò la moglie con tanta intensità da dare l’impressione di volerla consumare con lo sguardo. «E se ci provassi io?» chiese infine, con voce roca.

«Come?» esclamò Iselle.

«Sono venuto qui per salvarti da questa cosa… L’unica differenza sta nel modo, che, lo ammetto, sarà un po’ più sgradevole del previsto… Comunque non ho paura dell’acqua. Che ne dite di provare ad a

Le proteste di Cazaril e di Iselle si sovrapposero per qualche istante, poi Cazaril, con un ce

«È già stato tentato una volta», ribadì lei. «E non ha funzionato. Non intendo a

«Inoltre la Dea ha detto che un uomo avrebbe dovuto dare tre volte la vita per la Casa di Chalion, e non che si dovesse trattare di un uomo della Casa di Chalion», rammentò loro Cazaril. Almeno così aveva detto Ista… Però lei aveva ripetuto il messaggio della sua visione usando le stesse parole della Dea, oppure nella sua versione si a

«E in ogni caso quella soluzione ha qualcosa di sbagliato», aggiunse Iselle, socchiudendo gli occhi. «Sembra una specie d’imbroglio. Qual era il consiglio che avete ricevuto dal santo Umegat, quando gli avete chiesto cosa fare? Mi riferisco a quella faccenda dei doveri quotidiani…»

«Ha detto che avrei dovuto svolgere i miei doveri quotidiani, come si fossero presentati.»

«Benissimo. In tal caso, gli Dei non ha

Cazaril si soffermò a considerare lo scempio che la maledizione avrebbe potuto causare, unendosi ai rischi co

«Inoltre la Dea ha detto che si doveva trattare di un uomo. Vero, Caz?» disse Bergon.

«Uh… Così mi ha riferito Lady Ista.»

«Secondo i Divini, quando gli Dei impartiscono le loro istruzioni agli uomini, relativamente ai loro doveri religiosi, intendono riferirsi anche alle do

Ma adesso il suo effetto sta peggiorando, si sta intensificando, pensò Cazaril, ai cui occhi la morte di Teidez era un segno evidente di quella evoluzione… I punti di forza e le virtù del ragazzo, per pochi che fossero, erano stati distorti in modo da causare una sventura. Iselle e Bergon avevano molti punti di forza e numerose virtù: per loro, il potenziale distruttivo della maledizione era immenso. Scrutò la giovane coppia che si stava tenendo per mano. Iselle, però, si sfregava gli occhi con le nocche della mano libera.

«Maledizione a parte, rimane il fatto che bisogna preparare subito un documento di obbedienza a Orico, in modo che dy Jironal non possa sostenere che mi sto ribellando a lui», disse poi, stringendosi con le dita la sella del naso e traendo un profondo respiro. «Se solo potessi raggiungere Orico e parlargli, so che potrei persuaderlo del fatto che questo matrimonio torna a beneficio di Chalion.»

«Orico è molto facile da persuadere», conve

«Già, e non dimentichiamo che dy Jironal si trova a Cardegoss con lui. Il mio più grande timore è che, nell’apprendere la notizia del matrimonio, lui possa in qualche modo convincere Orico a modificare ancora i termini del suo testamento.»

«Conquistate la fiducia di un numero sufficiente di Provincar di Chalion, Royesse. Soltanto così potrete contare sul loro appoggio per opporvi a eventuali clausole del genere.»

«Vorrei andare a Cardegoss», ribatté Iselle, accigliandosi. «Se davvero Orico è in punto di morte, dovrei essere accanto a lui, e io e Bergon dovremmo trovarci nella capitale per controllare l’evolversi degli eventi.»

«È una cosa difficile quanto pericolosa», obiettò Cazaril, dopo un momento di riflessione. «Non dovete mettervi nelle mani di dy Jironal.»

«Non sarebbe mia intenzione andarci da sola», ribatté Iselle, con un sorriso cupo come il riflesso della luna su una lama di coltello. «Ritengo però che dovremmo sfruttare ogni appiglio legale e ogni vantaggio tattico. Inoltre, sarebbe opportuno ricordare ai nobili di Chalion che il potere legale del Cancelliere deriva solo ed esclusivamente dal Roya.»

«Tu conosci quell’uomo meglio di me», interloquì Bergon. «Credi che dy Jironal accoglierà la notizia senza far nulla?»

«Quanto più a lungo riusciremo a farlo rimanere inattivo e meglio sarà, perché il sostegno su cui potremo contare aumenterà di giorno in giorno.»

«Avete saputo come dy Jironal ha reagito alla cosa?» chiese Cazaril.

«Non ancora», rispose Bergon.

«Tienimi informato», lo ammonì Cazaril, poi trasse un lungo respiro, appiattì davanti a sé un foglio di carta e prese una pe