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«Sì.»
«Allora ne siete al corrente?»
«Oh, sì.»
«Essa vi aleggia intorno, in questo momento.»
«Sì.»
«Era presente intorno a Orico e a Sara, a Iselle… e a Teidez.»
«Sì», ripeté Ista, chinando la testa di lato e fissando lo sguardo in lontananza.
Osservando la Royina, a Cazaril ve
«Io vi posso svelare alcune verità», replicò Ista, inarcando le sopracciglia. «Ma non vi posso dare la comprensione… Come potrei, dato che non la possiedo? Io ho sempre detto la verità.»
«Sì, ora lo capisco», a
Ista si tormentò il labbro inferiore, mentre le mani tremanti, che sembravano quasi non appartenerle, cominciarono a riaprire le pieghe del fazzoletto, lisciandolo su un ginocchio. Infine a
«Tutto ha avuto inizio quando sono rimasta incinta di Iselle», disse. «Sono cominciate le visioni e la seconda vista è affiorata a tratti. Ho creduto che si trattasse di un effetto della gravidanza, che sconvolge la mente di alcune do
Anche con l’occhio della mente, non si poteva vedere se stessi. A Cazaril, però, erano stati concessi il sostegno di Umegat e un sapere comprato col sacrificio di altri, elargitogli come un dono. Se stessi ancora tentando di spiegare l’inesplicabile, ne sarei atterrito, pensò.
«Poi sono rimasta incinta di nuovo, di Teidez. Le visioni si sono ripresentate ed è stato molto peggio di prima. Non riuscivo a credere di essere pazza, ma soltanto quando ho minacciato di uccidermi Ias mi ha confessato che si trattava della maledizione, e che lui ne era al corrente, lo era sempre stato.»
E quanto si sarebbe sentito tradito, scoprendo che coloro che conoscevano la verità non lo avevano informato, lasciandolo a brancolare da solo nel buio, in preda al terrore?
«Ero inorridita all’idea di aver generato due figli, esponendoli a quell’orribile pericolo, e ho cominciato a pregare gli Dei perché la maledizione venisse rimossa, o almeno perché mi dicessero come poteva essere a
«E se invece…» Cazaril esitò. Il rumore del proprio respiro gli echeggiava nelle orecchie, così forte da soffocare quella voce sommessa. «Non potrebbero tre uomini sacrificare ciascuno la propria vita una volta sola?» Si diede dello stolto per aver posto quella domanda, ma non era riuscito a trattenersi.
«No», ribatté Ista, incurvando nuovamente le labbra in quel suo sorriso sarcastico. «Ma avete giustamente notato il problema…»
«Non mi sembra che ci sia una soluzione. Quella… profezia era dunque una specie di trucco?»
Ista allargò le mani in un gesto ambiguo, poi ricominciò a piegare il fazzoletto. «Ne ho parlato a Ias, e naturalmente lui si è confidato con Lord dy Lutez… Ias non gli teneva mai nascosto nulla, tra
Stupito, Cazaril si trovò a riflettere che quella «santità» da lui condivisa con Ista rendeva più facile parlarle. Era un atteggiamento sconsiderato e precario, una sensazione destinata irrimediabilmente a svanire, eppure… Da santo a santo, da anima ad anima, quel fugace momento pareva aver creato tra loro un’intimità più intensa di quella tra due amanti. Cominciò a capire perché Umegat si fosse tanto attaccato a lui. «Che rapporto esisteva tra loro, in realtà?» chiese.
«Erano amanti fin da prima che io nascessi», rispose Ista, scrollando le spalle. «Chi ero io per giudicarli? Dy Lutez amava Ias, io amavo Ias e lui ci amava entrambi. Si è impegnato così a fondo, ha dato tutto se stesso, portando il peso di tutti i suoi fratelli morti e di suo padre Fonsa! L’angoscia e il coinvolgimento lo ha
«Ma come, per i cinque Dei?» sussurrò Cazaril.
«Abbiamo vagliato insieme un centinaio di piani. Com’era possibile uccidere un uomo e poi riportarlo in vita?» replicò Ista, con un sussulto. «Be’, era quasi impossibile, in effetti. L’a