Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 6 из 76

«Di magico niente, assolutamente niente. Ma molto importante, questo sì.»

«Più importante che essere un Lord Vor?»

«Per strano che possa sembrare, in questo momento sì, in un certo senso. Tu sai che il pianeta Komarr è stata la prima conquista imperiale interstellare di Barrayar, no?»

«Credevo che si chiamaste a

«All’inizio era una a

«Tuo padre, ai tempi in cui era soltanto l’ammiraglio Lord Vorkosigan, prima di diventare reggente. È lì che si è conquistato la sua reputazione.»

«Già… be’, con quell’impresa si è fatto più di una reputazione. Se vuoi vedere il fumo uscirgli dalle orecchie, non hai che da bisbigliargli "il Macellaio di Komarr". È così che lo avevano sopra

«Trent’a

«Qualcosa c’era» sospirò Miles. «Non sono mai riuscito a cavargli tutta la storia, ma sono sicurissimo che quella che raccontano i libri di storia non è la verità tutta intera. Comunque, la conquista di Komarr dive

«Comunque, con il passar del tempo le acque si sono un pochino calmate e ora su entrambi i pianeti, tutti quelli che ha

«Questo significa che ogni komarrano nel Servizio ora è in una situazione non facile: deve dare prova della sua lealtà, esattamente come io devo…» esitò, «devo dimostrarmi all’altezza. Ne consegue anche che se lavoro con, o agli ordini di un komarrano e un bel giorno mi ritrovano stranamente morto, il komarrano in questione è pronto a diventare cibo per cani. Perché mio padre è considerato il Macellaio di Komarr, e nessuno penserebbe che non si sia trattato di una specie di vendetta.

«E non solo quel komarrano, ma anche tutti gli altri nel Servizio Imperiale sarebbero ammantati da quell’onta e questo riporterebbe indietro di a

«Spero che non fai conto proprio su questo» ridacchiò Elli.

«E questo ci porta a Galeni» proseguì in fretta Miles. «È un ufficiale del Servizio con un incarico addirittura nella Sicurezza, e deve aver sudato sangue per ottenerlo. Molto stimato, per un komarrano. Però non è impegnato in un incarico vitale o strategico: infatti non ha accesso ad alcune informazioni di sicurezza critiche… ed ecco che arrivo io e gli faccio sbattere il naso nelle sue limitazioni. E se aveva dei parenti nella rivolta komarrana… be’, eccomi sempre qui. Dubito molto che nutra amore per me, ma sarà costretto a sorvegliarmi come a pupilla dei suoi occhi. E io, che Dio mi aiuti, dovrò lasciarglielo fare. È veramente una situazione spinosa.»

«Sono sicura che saprai destreggiarti» lo confortò Elli battendogli su un braccio.

«Hmm» borbottò lui cupo. «Oh, Dio, Elli» gemette all’improvviso appoggiandole la fronte sulla spalla, «non ho avuto il denaro per i dendarii e non potrò averlo fino a chissà quando… cosa dirò a Ky? Gli avevo dato la mia parola!…»

Questa volta lei gli batté affettuosamente la mano sulla testa, ma non disse nulla.

CAPITOLO SECONDO

Miles rimase qualche istante con la testa appoggiata sul fresco tessuto della giacca dell’uniforme di Elli, poi lei si spostò, tendendo le braccia verso di lui. Che volesse abbracciarlo? Se lo faceva, decise Miles, lui l’avrebbe attirata a sé e baciata, senza pensarci due volte. E poi accadesse quello che voleva…

Alle loro spalle, la porta dell’ufficio di Galeni si aprì con un sibilo ed essi si staccarono di colpo. Con un brusco movimento della testa dai corti capelli neri Elli si mise in posizione di riposo, mentre Miles rimase in piedi dove era, imprecando tra sé per l’inopportuna interruzione.

Ancora prima di voltarsi udì e riconobbe quella voce strascicata e familiare.

«… Brillante, certo, ma eccessivo e frenetico. Si ha sempre l’impressione che stia per dar fuori da matti. Quando poi comincia a parlare troppo in fretta, è meglio stare in guardia. Oh, sì, è proprio lui…»

«Ivan» sussurrò Miles chiudendo gli occhi. «Quale peccato ho commesso verso di te, o Dio, perché Tu mi infligga Ivan… qui…»

Visto che Dio non lo degnò di una risposta, Miles si voltò con un sorriso tirato. Elli aveva piegato la testa di lato, e ascoltava con espressione attenta e corrucciata.

Galeni era tornato, portandosi dietro un tenente giovane e alto. Nonostante tutta la sua indolenza, Ivan Vorpatril doveva ovviamente essersi mantenuto in perfetta forma, perché il suo fisico faceva risaltare magnificamente l’uniforme. Il volto aperto e cordiale, dai lineamenti regolari, era incorniciato da capelli neri e ondulati tagliati alla moda patrizia. Miles non poté fare a meno di lanciare un’occhiata verso Elli, per spiare di nascosto la sua reazione. Con il suo portamento e la sua statura, Elli aveva la tendenza a far apparire sciatti tutti quelli che le stavano accanto, ma Ivan non correva certo questo rischio.

«Salve. Miles» lo salutò Ivan. «Cosa ci fai, qui?»

«Potrei farti la stessa domanda» rispose Miles.

«Sono secondo assistente dell’addetto militare. Mi ha

«Oh» esclamò Galeni sollevando lievemente un angolo della bocca, «dunque è questa la ragione. Me la ero sempre chiesta.»

Ivan fece un sorriso imbarazzato. «E com’è la vita tra gli irregolari, di questi tempi?» chiese a Miles. «Continui ancora con quella mascherata dell’ammiraglio Naismith?»

«Per il rotto della cuffia» rispose Miles. «Adesso i dendarii sono con me, sono in orbita» aggiunse sollevando un dito verso i soffitto, «e mordono il freno.»

Galeni aveva l’espressione di chi ha succhiato un limone. «Ma sono tutti a conoscenza di questa operazione segreta tra

«Ci siamo incontrati in precedenza» rispose Ivan con una scrollata di spalle. «In famiglia si sapeva.»

«Maledetta rete di potere dei Vor» borbottò Galeni.

«Oh» esclamò Elli nel tono di chi ha appena fatto una scoperta, «questo è tuo cugino Ivan! Mi ero sempre chiesta che aspetto avesse.»

Ivan, che non aveva fatto che lanciarle occhiatine di ammirazione da quando era entrato, tese la schiena come un cane da punta e con un sorriso smagliante si chinò a baciarle la mano. «Incantato di conoscerla, milady. I dendarii devono essere migliorati, se lei è un buon esempio. Il miglior esempio, senz’altro.»