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«Ehm… che genere di informazioni ha lei in proposito, signore?»
Il capitano Galeni sollevò le mani con i palmi all’insù. «Non avevo mai sentito parlare di loro, se non vagamente, fino a quando lei non si è messo in contatto con noi, ieri. I miei archivi… gli archivi della sicurezza!… dicono solo tre cose di quell’organizzazione: primo, non va
«Oh, già, è vero» disse Miles. «Questa è solo un’ambasciata di classe due. Be’, le cose sta
«Ci tieni davvero a saperlo?» chiese Elli con un luce maliziosa negli occhi.
«Più tardi» mormorò Miles, sottovoce.
Il capitano batté qualcosa sulla consolle e consultò il display. «Niente di tutto questo è negli incartamenti ufficiali. Ventiquattro a
Miles cercò di ignorare il tono di voce. «È una lunga storia. È il commodoro Tung, un ufficiale dendarii con parecchia anzianità, il vero cervello di tutta la mascherata, io mi limito a recitare un ruolo.»
Elli spalancò gli occhi, con espressione oltraggiata e Miles, con uno sguardo severo, cercò di obbligarla al silenzio. «Tu fai parecchio di più che limitarti a recitare una parte» obiettò ugualmente lei.
«Se il solo collegamento è lei» riprese Galeni corrugando la fronte, «allora chi diavolo è questa do
«Certo, lei ha ragione, signore. Ma in caso di emergenza ci sono tre dendarii che conoscono la mia vera identità e il comandante Qui
«E da quanto va avanti questa faccenda, tenente?»
«Oh… sette a
Il luccichio negli occhi di lei aumentò. «Sembra appena ieri» esclamò in tono soave. Pareva che anche Elli trovasse difficile ignorare le inflessioni di voce del capitano, ma Miles sperava che riuscisse a controllare comunque il suo tagliente senso dell’umorismo.
Il capitano si esaminò le unghie e poi fissò Miles con uno sguardo penetrante. «Bene, tenente, mi rivolgerò alla Sicurezza del Settore Due. E se vengo a scoprire che questa è un’altra delle burle da signorotto Vor, le giuro che farò tutto quanto è in mio potere perché abbia quello che si merita, chiunque sia suo padre.»
«È tutto vero, signore. Le do’ la mia parola di Vorkosigan.»
«Appunto» mormorò Galeni tra i denti.
Infuriato, Miles fece un profondo respiro… e in quel momento riconobbe da dove veniva l’accento di Galeni. «Lei è… komarrano, signore?»
Il capitano assentì con un ce
«Più tardi» rispose Miles sottovoce. «Politica interna barrayarana.»
«Avrò bisogno di prendere appunti?»
«È probabile.» E a voce alta: «Devo mettermi in contatto con i miei superiori effettivi, capitano Galeni. Non so neppure quali siano i miei prossimi ordini.»
Galeni sporse in fuori le labbra e ribatté in tono tranquillo: «Io sono uno dei suoi superiori effettivi, tenente Vorkosigan.»
E anche piuttosto seccato di essere stato tagliato fuori dalla sua catena di comando, giudicò Miles. Con le buone, adesso… «Naturalmente, signore. Quali sono i miei ordini?»
Galeni strinse brevemente le mani, in un gesto frustrato, mentre la bocca assumeva una piega ironica. «Immagino che dovrò registrarla nel mio personale, mentre aspettiamo delle spiegazioni. Terzo assistente militare.»
«Scelta ideale, signore, grazie» disse Miles. «L’ammiraglio Naismith in questo momento ha un disperato bisogno di scomparire. I cetagandani ha
Fu la volta di Galeni a irrigidirsi. «Sta scherzando?»
«Ho avuto quattro morti e sedici feriti dendarii, per questo» ribatté Miles rigido. «Non lo trovo divertente.»
«In questo caso» disse cupo il capitano, «si consideri confinato all’interno dell’ambasciata.»
E perdere così l’occasione di vedere la Terra? Miles espresse la sua riluttanza con un sospiro. «Sissignore» conve
«E perché deve mantenersi ancora in contatto con i dendarii?»
«Sono la mia gente, signore.»
«Mi sembrava che avesse detto che è quel tale commodoro Tung il vero capo.»
«In questo momento si trova a casa in licenza. Ma tutto quello di cui ho bisogno prima che l’ammiraglio Naismith si dia alla macchia, è semplicemente pagare alcuni conti. Se lei fosse in grado di anticiparmi le spese, potrei dichiarare chiusa la missione.»
Galeni sospirò e le sue dita danzarono sulla consolle e poi si fermarono. «Assistenza con assoluta celerità. Bene. Mi dica, quanto le serve?»
«All’incirca diciotto milioni di marchi, signore.»
Le dita di Galeni rimasero paralizzate a mezz’aria. «Tenente» disse in tono controllato, «quella somma è più di dieci volte il bilancio a
Miles allargò le braccia. «Spese operative per 5000 effettivi e tecnici, più undici navi per oltre sei mesi, più le perdite delle apparecchiature e dell’equipaggiamento… su Dagoola abbiamo perso un’infinità di equipaggiamento… stipendi, vettovaglie, abbigliamento, carburante, spese mediche, munizioni, riparazioni… posso mostrarle tutte le distinte e i tabulati, signore.»
«Non ne dubito» ribatté Galeni appoggiandosi allo schienale. «Ma sarà il Quartier Generale di Settore ad occuparsene, a questo punto. Non abbiamo neppure a disposizione fondi di quel genere, qui.»
Miles si mordicchiò l’interno dell’indice. «Oh.» Già, oh… ma non si sarebbe lasciato prendere dal panico. «In questo caso, signore, posso chiederle di mettersi in contatto con il QG del Settore il più presto possibile?»
«Mi creda, tenente, considero il suo trasferimento ad un altro ufficiale comandante una priorità assoluta.» Si alzò. «Vi prego di scusarmi. Attenda qui.» E uscì dall’ufficio scuotendo la testa.
«Che diavolo è questa faccenda?» sbottò Elli. «Ero sicura che avresti cercato di fare a pezzettini quel tizio, capitano o non capitano, e invece di colpo ti fermi. Che cosa c’è di tanto magico nell’essere komarrano, e dove si comprano?»