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In quella direzione non esisteva niente per cinquantadue a

E lo scoprirono: un segnale chiarissimo, nella banda di un centimetro. I costruttori erano ancora in contatto con la nave che avevano lanciato migliaia di a

Poi, quando raggiunse l'orbita di Marte, il visitatore diede finalmente segno di essersi accorto della presenza dell'umanità, nel modo più clamoroso e indiscutibile che si potesse immaginare. Cominciò a trasmettere immagini televisive sulla frequenza standard 3075, alternate a videotesti in inglese e cinese fluenti, anche se un po' ampollosi. Era iniziata la prima conversazione cosmica; e l'intervallo fra domanda e risposta non era, come tutti avevano immaginato, di dece

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L'ombra dell'alba

Morgan era uscito dall'hotel di Ranapur alle quattro di una notte chiara, senza luna. L'ora non lo rendeva particolarmente felice, ma il professor Sarath, che aveva preso tutti gli accordi, gli aveva promesso che ne valeva la pena. — Non potete capire niente di Sri Kanda — gli aveva detto — se non vedete l'alba dalla sommità della montagna. E Buddy, voglio dire il Maha Thero, non riceve visite a orari diversi. Dice che è un modo meraviglioso per scoraggiare le persone semplicemente curiose. — Per cui Morgan aveva accettato con tutta la buonagrazia possibile.

Per peggiorare ulteriormente le cose, l'autista, un indigeno di Taprobane, si era intestardito a condurre una specie di monologo interminabile, che a quanto sembrava aveva lo scopo di tracciare un profilo completo della personalità del passeggero. L'autista dimostrò una bontà talmente sincera che era impossibile offendersi, ma Morgan avrebbe preferito il silenzio.

E avrebbe anche desiderato, a volte con tutto il cuore, che l'autista facesse più attenzione alle curve a gomito che superavano al volo nella semi-oscurità. Forse era meglio che lui non vedesse tutte le sporgenze e i burroni che la macchina oltrepassava correndo verso l'alto. Quella strada era una gloria del genio militare del dicia

E poi, d'improvviso, scordò le sue paure e l'irritazione per le ore di so

— Eccoci! — a

Sri Kanda era completamente invisibile, in un'oscurità che non lasciava ancora intuire l'alba ormai vicina. La sua presenza era rivelata da un sottile nastro di luce che correva avanti e indietro, a zig-zag, sotto le stelle, sospeso in cielo come per magia. Morgan sapeva che quelle che vedeva erano solo lampade, sistemate lì duecento a

Adesso Morgan non era più inso

Quei pensieri infausti gli uscirono di mente quando arrivarono alla stazione di partenza della funivia e Morgan, sorpreso (erano appena la cinque del mattino), scoprì che almeno un centinaio di persone si trovavano già nella minuscola sala d'attesa. Ordinò un delizioso caffè caldo per sé e per l'autista loquace che, per fortuna, gli lasciò capire di non voler affatto salire in alto. — Ci sono stato almeno venti volte — gli disse con una noia forse eccessiva. — Mi metterò a dormire in macchina finché non tornate giù.

Morgan acquistò il biglietto, fece rapidi calcoli, e stimò che sarebbe partito con la terza o quarta infornata di passeggeri. Era felice di aver seguito il consiglio di Sarath, infilandosi in tasca un termomantello: faceva già freddo a un'altezza di due soli chilometri. In cima, tre chilometri più su, probabilmente si congelava.

Mentre avanzava lungo la fila di turisti, tutti piuttosto tranquilli e addormentati, Morgan notò, divertito, di essere l'unico a non avere una cinepresa. Dove sara

Finalmente riuscì a sedere sulla funivia, che partì fra un notevole scricchiolio di cavi. Morgan si sentì di nuovo trascinato da quello strano senso d'eccitazione. L'elevatore che lui aveva in mente avrebbe trasportato più di mille volte il carico di quell'impianto primitivo, che probabilmente risaliva al ventesimo secolo. Eppure, tutto considerato, i princìpi basilari erano praticamente gli stessi.

All'esterno della funivia traballante si stendeva l'oscurità più totale, tra

A quattro chilometri d'altezza i passeggeri dovettero scendere e percorrere il breve tratto che li divideva dalla stazione successiva, ma quel cambio di mezzi fece perdere poco tempo. Morgan era adesso felicissimo del mantello, e si avvolse stretto attorno al corpo il tessuto metallizzato. Il terreno era gelato, e l'atmosfera rarefatta gli rendeva più difficile del solito la respirazione. Non fu sorpreso di vedere file di bombole d'ossigeno nella piccola stazione, con le istruzioni per l'uso bene in vista.

E finalmente, mentre affrontavano l'ultima parte della salita, giunsero i primi segni dell'avvicinarsi del giorno. Le stelle a est risplendevano ancora in tutta la loro gloria, e Venere era la più brillante di tutte; ma all'approssimarsi dell'alba nuvole sottili, alte, cominciarono a splendere debolmente. Morgan osservò ansioso l'orologio e si chiese se sarebbe arrivato in tempo. Notò, con sollievo, che allo spuntare del giorno mancavano ancora trenta minuti.

D'improvviso uno dei passeggeri indicò l'immensa scalinata, di cui adesso poteva intravedere di tanto in tanto, sotto la funivia, qualche tratto che s'arrampicava a zig-zag lungo la montagna sempre più ripida. La scalinata non era più deserta: a una lentezza come di sogno, dozzine di uomini e do