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— Ovviamente intendevo dire che indosserebbero scafandri protettivi — continuò Metzov, seccato, tornando a guardare Bo
— Sì, avevo capito, signore. Ma i miei uomini rifiutano di entrare nel bunker, anche con l'equipaggiamento anticontaminazione — riferì Bo
— Lei non può biasimarli? — ripeté Metzov, stupefatto. — Tenente, lei ha dato loro un ordine, o almeno così devo presumere. No?
— L'ho dato, signore. Ma…
— Ma… ma ha mostrato loro la sua indecisione. La sua debolezza. Per la miseria, tenente, quando un ufficiale deve dare un ordine deve darlo, non girarci attorno.
— Perché bisogna salvare quella roba, signore? — domandò Yaski.
— Mi sembra di averlo già spiegato. È materiale affidato alla nostra custodia — ringhiò Metzov.
Salvare il fetaine? - Signore, sono certo che i laboratori dov'è stato cucinato non ha
— Non si intrometta, Vorkosigan — mugolò Bo
Miles chiuse la bocca ed esibì un sorrisetto mite. Subordinazione. Il Principe Serg, ricordò a se stesso. Per quello che lo riguardava Metzov poteva tenersi in frigo tutto il suo fetaine e farselo portare in tavola a pranzo e a cena. Non erano fatti suoi.
— Tenente, non ha mai sentito parlare della vecchia usanza di sparare ai soldati che sul campo di battaglia rifiutano di ubbidire a un ordine? — chiese Metzov a Bo
— Io … non credo che potrei minacciare gli uomini di questo — rispose rigidamente lui.
E inoltre questo non è un campo di battaglia, pensò Miles. Almeno, per chi ha tutte le rotelle a posto.
— Tecnici! — sbottò Metzov, disgustato. — Io non ho detto minacciare, ho detto sparare. Dia un esempio, e gli altri si affrettera
Miles rifletté su quella dichiarazione, perplesso. Possibile che il generale lo intendesse alla lettera?
— Signore, il fetaine ha terribili effetti mutageni — disse Bo
— Già, a quanto vedo — a
— Se intendete continuare a portare l'uniforme, voi tecnici avete urgente bisogno di una lezione pratica su come ottenere l'ubbidienza dei sottoposti — decise Metzov. — Prelevate i vostri uomini e fateli schierare di fronte a questo edificio, fra venti minuti esatti. Io fornirò loro un esempio di quella disciplina che i militari d'oggi sembrano aver dimenticato.
— Lei non… non dice sul serio quando parla di fucilare qualcuno, signore. È così? — chiese il tenente Yaski, allarmato.
Metzov sorrise acremente. — Dubito che sarà necessario. — Si volse a Miles. — Ufficiale meteorologico, qual è la temperatura esterna in questo momento?
— Cinque gradi sotto zero, signore — rispose lui. Aveva stabilito di parlare solo se interrogato.
— E il vento?
— Vento da est. Velocità nove chilometri all'ora, signore.
— Molto bene. — Negli occhi di Metzov brillò una luce di ferina eccitazione. — Potete andare, signori. Vediamo se riuscite a far eseguire l'ordine che avete ricevuto, stavolta.
In piedi accanto all'asta della bandiera di fronte all'edificio dell'amministrazione, col parka abbottonato fino al collo, il berretto calcato sulla fronte e le mani guantate dietro la schiena, il generale Metzov continuava a guardare la strada illuminata dalla fila di lampioni. In attesa di cosa? si domandò Miles. Mezzanotte era passata da un pezzo. Yaski e Bo
Miles ebbe un brivido, e non solo per il freddo. Metzov aveva una faccia imperscrutabile, ma sembrava stanco e irritato. Un vecchio irrigidito dall'età, ostile a un mondo che probabilmente gli appariva ostile. A lui faceva tornare in mente suo no
Cogliendo un movimento in fondo alla strada il generale si volse di scatto, con un sogghigno cupo, e in tono orribilmente cordiale confidò a Miles: — Sa, alfiere, quale segreto si celava dietro le accuratamente coltivate rivalità fra le diverse armi, sulla Vecchia Terra? In caso di ammutinamento era sempre possibile convincere la marina a sparare contro l'esercito, e viceversa. Un vantaggio che coi corpi intercollegati del Servizio oggi non abbiamo più.
— Ammutinamento! — si stupì lui, contravvenendo al proposito di tenere la bocca chiusa. — Pensavo che in discussione ci fosse il modo di rendere i
— Così era. Sfortunatamente, a causa della debolezza di Bo
Tipiche chiacchiere da ufficiali in pensione, vecchi che lustravano le vecchie medaglie raccontandosi a vicenda quanto fossero stati duri ai loro tempi. — Principio, signore? Quale principio? La questione è, se mai, spreco di materiali, - balbettò Miles.
— Questo è un rifiuto in massa di ubbidire agli ordini, alfiere. Ammutinamento, secondo ogni avvocato da caserma. Per fortuna non è difficile schiacciare simili iniziative se si provvede per tempo, finché sono ristrette e disorganizzate.
Le figure comparse in fondo alla strada si rivelarono per un plotone di soldati in uniforme mimetica bianca, da neve, agli ordini di un sergente della Base. Miles riconobbe il graduato: apparteneva alla rete di potere di Metzov, un veterano di mezz'età che aveva servito sotto di lui durante la Rivolta di Komarr ed era rimasto alle sue dirette dipendenze.
I soldati, vide Miles, erano armati con distruttori neuronici di grosso calibro, un'arma puramente anti-uomo. Malgrado il tempo trascorso ad allenarsi in ogni condizione non avevano avuto molte opportunità di impugnare armi così evolute e mortali, e lui poteva sentire nell'aria la loro eccitazione nervosa.
Il sergente li fece schierare in fila di fronte agli altri quindici e abbaiò un ordine. I soldati imbracciarono i fucili e li puntarono, in uno scintillio di ca
— Spogliatevi — ringhiò il generale. — Nudi. Ubbidite!
Stupore, confusione; soltanto due o tre cominciarono a svestirsi. Gli altri si guardarono attorno con aria incerta, esitarono, ma infine capirono cosa si voleva da loro e dovettero fare buon viso a cattivo gioco.
— Quando avrete afferrato il concetto che gli ordini ricevuti va