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— Salute a te, Mogien erede di Hallan, Capelli di Sole, Portatore di Spade! — Il timbro della sua voce era sottile e dolce come quello di un bambino; anche la sua corporatura era minuta e leggera come quella di un bambino, ma la faccia era quella di un adulto. — Salve a te, ospite degli Hallan, Signore delle Stelle, Errante!
Un paio di occhi strani, grandi, chiarissimi, si fissò per un istante in quelli di Roca
— I Fiia conoscono sempre i nomi, e sa
— Signore delle Stelle — disse la voce leggera, che ora tremava per l'emozione, — chi cavalca le navi del vento che vengono a uccidere?
— Uccidere… la tua gente?
— Tutto il mio villaggio — disse il piccolo uomo. — Io ero sui monti, con il gregge. Ho sentito nella mente il mio popolo chiamare aiuto, e sono accorso, e li ho trovati fra le fiamme, che bruciavano e gridavano. C'erano due navi con le ali che girano. Sputavano fuoco.
«Adesso sono rimasto solo, e devo parlare da solo. Nella mia mente, dove prima c'era il mio popolo, adesso ci sono solo il fuoco e il silenzio. Perché è successo, Signori?
Il suo sguardo correva da Roca
Mogien si avvicinò a lui, con le mani sull'elsa di entrambe le spade. Tremando dall'ira, disse: — Qui, ora, giuro vendetta su coloro che ha
— Per farvi conoscere la loro potenza — disse Roca
L'alto Signore si chinò sulla piccola figura accovacciata. — Fian, amico dell'uomo, monta in sella con me. Non posso parlarti nella mente come facevano i tuoi compagni, ma vedrai che non tutte le parole che viaggiano nell'aria sono vuote.
Montarono in sella in silenzio, e il Fian si sistemò davanti a Mogien, come un bambino: in breve i quattro animali furono nuovamente in volo. Un vento dal sud, carico di una leggera pioggia, favorì la loro andatura, e l'indomani, verso la fine del pomeriggio, tra un battito e l'altro delle ali possenti, Roca
La gente del castello, biondi signori e servitori dai capelli neri, si raccolse intorno a loro nella corte del volo; ogni bocca era piena della notizia dell'assalto al castello più vicino, a oriente. Reohan, i cui abitanti erano stati massacrati fino all'ultimo.
Anche questa volta erano stati due elicotteri e alcuni uomini armati di pistole laser. I guerrieri e i contadini di Reohan erano stati massacrati senza poter restituire neppure un colpo. La gente del castello di Hallan impazziva di rabbia per l'offesa; a questo sentimento si aggiunse anche lo stupore, quando videro il Fian che aveva viaggiato con il loro giovane signore e ve
Molti di loro, infatti, abitando nelle fortezze più settentrionali degli Angien, non avevano mai visto in precedenza un Fian, ma tutti li conoscevano attraverso le leggende, e sapevano che era vietato ucciderli. Un assalto contro uno dei loro castelli, per sanguinoso che potesse essere, rientrava nel loro modo guerriero di vedere, ma un attacco contro i Fiia era un sacrilegio. La collera si mescolava allo stupore.
Più tardi, quella sera, nella sua stanza della torre, Roca
Gli Angyar erano una razza di spacconi: vendicativi, arroganti, ostinati, analfabeti, e privi delle forme in prima persona del verbo «non essere capace di». Nelle loro leggende non c'erano dèi; c'erano soltanto eroi.
In mezzo a quel chiasso lontano, Roca
La voce cominciò a leggere un elenco di numeri, e Roca
Roca
— Era la voce del nemico, Kyo.
La faccia del Fian rimase immobile
— Kyo — disse Roca
Basandosi sulle osservazioni da lui compiute nella breve visita al villaggio dei Fiia, Roca
— E riesci a udire con la mente altri della tua razza, di villaggi diversi dal tuo?
— Un poco. Se abitassi tra loro per qualche tempo, forse… A volte i Fiia va
— In effetti — commentò Roca
— Si racconta che molto tempo fa, nel Sud, nelle terre alte, nelle terre grige, vivessero coloro che parlavano con la mente a tutte le creature. Gli antichi erano capaci di ascoltare ogni pensiero… Ma siamo scesi dalle montagne, siamo andati ad abitare nelle valli e nelle grotte, e abbiamo dimenticato quel faticoso modo di vivere.
Roca
Si udiva una voce, debole, disturbata da scariche, che però parlava in Galattico: — Numero Sei, rispondete. Numero Sei, rispondete. Qui Foyer. Rispondete, Numero Sei. — Dopo una serie interminabile di pause e di ripetizioni, la voce continuò: — Qui Friday. No, qui Friday… Qui Foyer; siete in contatto, Numero Sei? Le navi ultra-luce arrivera