Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 10 из 37

Del resto, questo stato di cose era inevitabile. Pensò a Mogien, che si offriva di combattere con le spade di Hallan contro una flotta di bombardieri a velocità-luce. Ma che dire, se i bombardieri a velocità-luce, e perfino quelli ultra-luce, si fossero rivelati poco più efficaci delle spade di bronzo, al confronto con le armi del Nemico? E se le armi del Nemico fossero state armi mentali? Non sarebbe stato meglio imparare qualcosa sulle varie forme in cui si presenta la mente, e sui suoi poteri?

La politica della Lega era troppo limitata; portava a un eccessivo spreco, e adesso, evidentemente, aveva condotto alla ribellione. Se la tempesta che covava su Faraday dieci a

Egli, Mogien e i due servitori dai capelli bruni consumarono pagnotte di buon pane nero cotto nelle cucine di Hallan, bevvero giallo vaskan da una borraccia di pelle, e presto s'addormentarono. Tutt'intorno al loro piccolo fuoco sorgevano altissimi gli alberi della foresta: rami scuri carichi di lunghe pigne chiuse, scure anch'esse. Nella notte, una pioggia fredda e sottile bisbigliò attraverso la foresta. Roca

Atterrando verso mezzogiorno su un campo di grezza argilla, Roca

E infatti arrivarono: i tozzi ominoidi che Roca

Parziale telepatia coloniale. Roca

— Che cosa cercano gli Angyar e i servi degli Angyar nei campi dei Signori della Notte? — domandò uno degli Uomini d'Argilla (o tutti insieme), parlando in Lingua Comune, un dialetto Angyar usato da tutte le specie.

— Sono il Signore di Hallan — disse Mogien, che appariva gigantesco. — Con me è qui Rokanan, padrone delle stelle e delle strade, che attraversano la notte, servitore della Lega di Tutti i Mondi, ospite e amico del Clan di Hallan. Grandi onori gli sono dovuti! Conduceteci da chi è adatto a parlare con lui. Ci sono parole che dovra

Gli Uomini d'Argilla rimasero immobili davanti a loro, perplessi e in silenzio. — È davvero così? — domandò infine uno di loro.

— Sì, e il mare si trasformerà in legno, e le pietre mettera

Cadde nuovamente il silenzio. Fermo in mezzo ai piccoli trogloditi, Roca

— Venite — dissero gli Uomini di Argilla, a voce alta, e si incamminarono sul campo coperto di leggera fanghiglia. Raggiunto un punto in mezzo alla spianata, si chinarono fino a terra e poi si scostarono, rivelando un foro nel terreno e una scala a pioli che ne usciva: l'ingresso al Regno della Notte.

I servitori rimasero in attesa con i grifoni, mentre Roca

Rimasero in attesa. L'attesa si prolungò.

Perché diavolo, si domandava Roca

Per Roca

Gli Gdemiar erano molto intelligenti, di questo non c'era dubbio. Inoltre, erano telepatici: un potere assai più raro, e assai meno conosciuto, dell'elettricità, ma le prime spedizioni non avevano dato peso alla cosa. Avevano dato agli Gdemiar un generatore e una nave a circuito chiuso, qualche libro di matematica, una pacca sulla spalla, e poi se ne erano andate. Che cosa aveva fatto, da quel momento in poi, il piccolo popolo? Lo domandò a Mogien.

Il giovane signore, che in tutta la sua vita non doveva avere visto molto più che una candela o una torcia impregnata di resina, lanciò uno sguardo privo di interesse alle lampadine che pendevano dal soffitto. — Sono sempre stati bravi a fabbricare le cose — disse, con la sua sorprendente, incisiva arroganza.

— E negli ultimi tempi ha

— Noi acquistiamo le spade dagli Uomini d'Argilla; già all'epoca di mio no

«Si dice che siano ricchi, ma il codice d'onore proibisce di assalirli. Le guerre tra specie diverse sono disonorevoli, lo sai anche tu. Perfino mio no

Una voce poderosa rimbombò alle loro spalle: — Inchinatevi al cospetto dei Signori della Notte!

Roca