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In particolare, il dottor As-Su raccontò che, centocinquanta a

— Impressionante, — borbottò Sikorski. — Possibile che già a quei tempi il suo popolo possedesse una tecnologia così sviluppata?

— Naturalmente no! — rispose il dottor As-Su. — Ovviamente, si trattava di un’impresa dei Nomadi.

— Ma perché?

— È troppo difficile rispondere a questa domanda. Non abbiamo nemmeno cercato la risposta.

— E che cosa è poi successo a questi duecento piccoli tagoresi?

— Ehm… Lei fa una strana domanda. Le larve cominciarono a svilupparsi spontaneamente e noi, ovviamente, abbiamo immediatamente distrutto questo macchinario con tutto quello che conteneva… Può veramente immaginarsi un popolo che si sarebbe comportato diversamente in una situazione del genere?

— Posso, — disse Sikorski.

Il giorno dopo, l’otto ge

Il segreto della personalità di Lev Abalkin (continuazione)

Nacquero tutti lo stesso giorno — il 6 ottobre dell’a

Il destino di Lev Vjačeslavovič Abalkin, così come il destino dei suoi dodici fratelli e sorelle uterini, fu da quel momento programmato per molti a

Così come fa

Per la verità, ebbe fortuna come pochi. Lo stesso giorno in cui lo portarono all’orfanotrofio, prese servizio come semplice medico osservatore Jadwiga Michailovna Lekanova, uno dei più importanti specialisti al mondo di psicologia infantile. Chissà perché le era venuta voglia di scendere dalle sommità della scienza pura e di ritornare al punto da cui aveva iniziato alcuni dece

Lev Abalkin crebbe e si sviluppò come tutti gli altri bambini, incline, forse, a una leggera malinconia e introversione, ma non si scostava dalla norma del suo tipo psichico né presentava possibili anomalie. Le cose andavano altrettanto bene per quanto riguarda il suo sviluppo fisico. Non si distingueva dagli altri né per una maggior robustezza, né per una forza eccezionale. In breve, era robusto, sano, in tutto e per tutto un ragazzo normale, che si distingueva fra i suoi compagni di scuola, in massima parte slavi, solo per i capelli lisci blu-neri, di cui era molto fiero e che cercava di farsi crescere fino alle spalle. Fu così fino al novembre dell’a

Il 16 novembre, durante un normale controllo, Jadwiga Michailovna scoprì sulla piegatura del gomito destro di Lev un piccolo livido con un leggero gonfiore. I lividi dei ragazzini non sono una gran rarità, e Jadwiga Michailovna non vi diede alcuna importanza e, ovviamente, se ne sarebbe scordata se una settimana dopo, il 23 novembre, non fosse risultato che il livido non solo non era scomparso, ma si era stranamente trasformato. Non lo si poteva più chiamare livido, era piuttosto qualcosa di simile ad un tatuaggio, un piccolo segno marrone giallastro dalla forma di una lettera «Ž» stilizzata. Un prudente interrogatorio dimostrò che Lev Abalkin non aveva idea di come e perché gli fosse venuto. Era chiaro che, semplicemente, non si era accorto che gli fosse spuntato qualcosa alla piegatura del gomito destro.

Dopo qualche incertezza, Jadwiga Michailovna rite

Lev Abalkin fu il primo dei “trovatelli” a cui era apparso il segno alla piegatura del gomito destro. Durante i successivi due mesi i nei, che avevano forme più o meno bizzarre, erano comparsi anche ad altri otto “trovatelli” in condizioni assolutamente uguali: un livido con gonfiore all’inizio, nessuna causa esterna, nessuna sensazione di malattia e, dopo una settimana, un segno marrone-giallastro. Alla fine dell’a

Chi sia stato il primo a introdurre questo concetto ora non è più possibile stabilirlo. Secondo Rudolf Sikorski, definiva la sostanza della cosa come non si sarebbe potuto fare più precisamente e più minacciosamente. Ancora nell’a