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Nel momento culminante della riunione ve
Fu proprio un brutto Capoda
Il problema della distruzione dell’incubatrice non ve
Già in quei giorni furono formulati in linea generale i princìpi educativi dei futuri nati, furono assegnate le bambinaie, i medici che li avrebbero tenuti in osservazione, gli insegnanti, ed i possibili istruttori, e anche i fondamentali indirizzi di ricerca antropologica, fisiologica e psicologica. Furono designati e immediatamente inviati al gruppo di Fokin degli specialisti di xenotecnologia in generale e di xenotecnica dei Nomadi in particolare per lo studio dettagliato del sarcofago-incubatrice, per evitare “azioni maldestre” e, soprattutto, nella speranza di riuscire a scoprire dei particolari del meccanismo, che in seguito aiutassero a distruggere o a concretizzare il programma di lavoro imminente con “i trovatelli”. Furono persino elaborate varianti diverse da fornire all’opinione pubblica a seconda di quale delle ipotesi sugli scopi dei Nomadi si realizzasse.
Rudolf Sikorski non prese parte alla discussione. Ascoltava con un orecchio solo, concentrando la sua attenzione nei conteggio di tutti coloro che, anche in misura minima, avevano partecipato allo sviluppo degli avvenimenti. L’elenco si allungava minacciosamente, ma capiva che per il momento non c’era niente da fare, perché in un modo o nell’altro, in questa strana e pericolosa storia, sicuramente sarebbero risultate coinvolte molte persone.
La sera del tre ge
— Qui abbiamo fatto un buon lavoro e ci siamo in un certo qual modo preparati a un possibile sviluppo degli avvenimenti, considerato il nostro odierno livello di informazione e la situazione poco favorevole in cui ci siamo venuti a trovare a prescindere dalla nostra volontà e per volontà dei Nomadi. Abbiamo deciso di non compiere azioni irreversibili: è questo il senso di tutte le nostre decisioni. Ma, come direttore del COMCON-2, l’organizzazione responsabile della sicurezza della civiltà terrestre, vi pongo una serie di richieste cui d’ora i
Primo. Tutti i lavori, legati a questa storia anche in maniera minima, devono essere dichiarati segreti. Notizie su di essi non ne devono trapelare in nessuna circostanza. Motivo: a tutti è ben nota la legge sul segreto della personalità.
Secondo. Nessuno dei “trovatelli” deve saper nulla delle circostanze della sua venuta alla luce. Motivo: quella stessa legge.
Terzo. I “trovatelli”, immediatamente dopo la loro venuta alla luce, devono essere separati, e in seguito devono essere prese misure non saio perché non sappiano nulla l’uno dell’altro, ma anche perché non si incontrino. Motivo: considerazioni piuttosto elementari, che non intendo ora esporre.
Quarto. Tutti dovra
Come era prevedibile, «le quattro richieste di Sikorski» suscitarono uno scoppio di ostilità. I partecipanti alla riunione, come tutte le persone normali, non sopportavano nessun tipo di segreto, di reticenza e, in genere, non sopportavano il COMCON-2. Ma Sikorski aveva previsto giusto; gli psicologi e i sociologi, dopo aver dato sfogo a comprensibili emozioni, fecero lavorare il cervello e si schierarono dalla sua parte. Con la legge sul segreto della personalità c’era poco da scherzare. Si poteva immaginare facilmente e senza troppo sforzo tutta una serie di situazioni spiacevoli che potevano crearsi in futuro nel caso non ci si attenesse alle prime due “richieste”. Provate un po’ ad immaginarvi la psiche di un uomo che viene a sapere di essere venuto al mondo da un’incubatrice, messa in moto quarantacinquemila a
Le conclusioni degli psicologi furono corroborate da un intervento improvviso e insolitamente sferzante di Machiro Sinoda, che disse chiaro e tondo che ci si preoccupava troppo dei tredici marmocchi non ancora nati e troppo poco del pericolo potenziale che essi rappresentavano per l’antica Terra. Come risultato tutte le “quattro richieste” furono accettate a grande maggioranza e Rudolf Sikorski fu incaricato all’istante di elaborare e realizzare le iniziative adeguate. E per tempo.
Il 5 ge
Rudolf Sikorski capì che quella conversazione avrebbe avuto un seguito. E non si sbagliava.
Il 7 ge