Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 43 из 79

Durante tutta la riunione Rudolf Sikorski tacque. Non si sentiva abbastanza competente per esprimersi a favore di questa o quella soluzione del problema. Tuttavia, la sua lunga esperienza nel campo della storia sperimentale, e anche i dati complessivi che possedeva sull’attività dei Nomadi lo portavano ad una conclusione: qualunque sarebbe stata la decisione ultima del Consiglio Mondiale, occorreva mantenere la cosa in un ristretto ambito di persone con un altissimo livello di responsabilità sociale, per un periodo imprecisato. In questo senso si espresse in extremis: «La decisione di lasciare tutto come sta, e di osservare passivamente, non è una vera decisione. Le decisioni vere sono solo due: distruggere o far sviluppare. Non ha importanza quando sarà presa l’una o l’altra decisione — domani o fra cento a

Questo breve discorso produsse una grande impressione, e la decisione ve

Il 31 dicembre si te

Kirill Aleksandrov, noto per le sue opinioni antropomorfiche, espresse l’opinione che il sarcofago contenesse il fondo genetico dei Nomadi. «Tutte le dimostrazioni a me note sulla non umanità dei Nomadi — a

Secondo August Joha

Sempre nella linea «non penseremo male dei Nomadi» parlò anche l’anziano Pak Xin. Anche lui, come Bader, era convinto che ci si trovasse di fronte a qualcosa che avesse a che fare con il fondo genetico dei terrestri, ma riteneva che i Nomadi avessero in questo caso fini illuministi. Il sarcofago era una particolare “bomba del tempo”, aprendo la quale i terrestri contemporanei acquisivano la possibilità di conoscere le particolarità dell’aspetto fisico, dell’anatomia e della fisiologia dei loro lontani predecessori.

Ge

L’ipotesi di Komov suscitò una vivace discussione, durante la quale per la prima volta si fece strada il dubbio sulla capacità della pedagogia contemporanea di adattare o no, con successo, i suoi metodi all’educazione di persone la cui psiche si distingue in modo significativo da quella degli umanoidi.

Contemporaneamente, i cautissimo Machiro Sinoda, il più grande specialista di Nomadi, pose una domanda molto ragionevole: perché lo stimato Ge

L’assemblea, in breve, si divise in due fazioni, gli ottimisti ed i pessimisti. Il punto di vista degli ottimisti sembrava, naturalmente, assai più verosimile. Effettivamente, è difficile, e persino impossibile, immaginare una superciviltà capace non di una rozza aggressione, ma anche solo di una sperimentazione priva di tatto nei confronti dei fratelli più giovani per intelletto. Nei limiti di tutte le rappresentazioni esistenti sulla regolarità di sviluppo dell’intelletto, il punto di vista dei pessimisti sembrava, a essere indulgenti, artificioso, cervellotico e arcaico. Ma, d’altra parte, rimaneva sempre la possibilità, anche se minima, di un errore di calcolo. Poteva essere sbagliata l’intera teoria del progresso. Potevano essersi sbagliati quelli che l’avevano interpretata. E, principalmente, potevano essersi sbagliati i Nomadi stessi. Le conseguenze di questo tipo di errori per le sorti dell’umanità terrestre non vengono né computate né controllate.

Proprio allora, all’immaginazione di Rudolf Sikorski per la prima volta si presentò l’immagine apocalittica di un essere che né anatomicamente, né fisiologicamente si distingue da un uomo; per di più, non si distingue da un uomo anche psichicamente, né per ragionamento logico, né per i sentimenti, né per la visione del mondo; vive e lavora proprio in mezzo agli altri, ha in sé un invisibile, minaccioso programma, e la cosa più terribile di tutte è che lui stesso non sa niente di questo programma e non viene a saperne niente nemmeno in quel momento imprecisato in cui questo programma si mette finalmente in moto, fa scoppiare il terrestre che è in lui e lo conduce… dove? A che scopo? E già allora per Rudolf Sikorski fu irrimediabilmente chiaro che nessuno — e lui, Rudolf Sikorski, per primo — ha il diritto di rimanersene tranquillo basandosi sulle scarse probabilità e sul carattere fantastico di questa supposizione.