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Miri aveva votato con la minoranza. Così, con sua grande sorpresa, aveva fatto suo padre. La decisione della maggioranza la sconvolse anche se, ovviamente, vi si sarebbe adeguata. Al Rifugio era dovuto il suo appoggio. Si sentiva confusa, tuttavia, e voleva discutere tutto con Tony, come soltanto loro potevano fare, nella piena profondità e ampiezza di tutti i riferimenti incrociati e le associazioni ternarie delle stringhe di significato. Il programma informatico di Tony era un successo. I Super ormai lo usavano costantemente per comunicare fra loro, scambiandosi massicci edifici codificati di significato senza le costanti barriere del linguaggio. Si affrettò per andare da Tony. Fuori della Cupola del Consiglio suo padre la fermò. Ricky Keller aveva gli occhi incavati. Miri pensò che, vedendolo seduto accanto alla madre nel Consiglio, la maggior parte delle persone avrebbe concluso che era Je
— T-t-tuo p-p-padre? — Nessuno parlava mai di Richard Keller. A Miri era stato raccontato del processo: quello che l’uomo aveva fatto a Je
— Penso che, sotto molti aspetti, tu sia come lui, a dispetto del tuo essere Super. L’eredità genetica è più complessa di quanto non sappiamo, indipendentemente dalla nostra astuzia. Non sta tutta in cromosomi quantificabili.
Lui si allontanò. Miri non seppe se sentirsi compiaciuta od offesa. Richard Keller, il traditore del Rifugio. La gente diceva solitamente che lei era come sua no
Il giorno dopo, Tabitha Selenski morì per un’iniezione letale. Circolava la voce insistente che Tabitha si fosse iniettata personalmente la dose, ma Miri non ci credeva. Se Tabitha fosse stata in grado di farlo, il Consiglio non avrebbe votato come aveva fatto. Tabitha era stata quasi un vegetale. Quella era la verità. Lo aveva detto la no