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Leisha stava seduta sulla sua roccia piatta preferita, all’ombra di un pioppo nero. Il ruscello ai suoi piedi era completamente in secca. Trecento metri in direzione della corrente, un Super si muoveva lentamente con il volto chino in avanti verso il terreno. Doveva essere Joa
Un topo canguro si mise a scavare in un mucchietto di terra secca a pochi passi di distanza. Leisha lo guardò agitare le corte zampette anteriori come una trivella meccanica, quindi scalciar via la terra scavata con le lunghe zampe posteriori. Il topo si voltò improvvisamente e la guardò: orecchie rotonde e occhietti neri ancor più rotondi, sporgenti e lucidi. Aveva una strana protuberanza in cima alla testa: un incipiente tumore, pensò Leisha. L’animaletto tornò al proprio lavoro, aerando accidentalmente il suolo e arricchendolo con i nitrati contenuti nei propri escrementi. In lontananza, lontano dall’ombra del pioppo nero, il deserto scintillava nella calura già infuocata dei primi di giugno.
Leisha sapeva che, se si fosse voltata dall’altra parte, avrebbe visto un diverso tipo di scintillio. Centoventi metri al di sopra della tenuta, le molecole dell’aria venivano distorte da un nuovo genere di campo energetico che Terry stava sperimentando. Sarebbe diventato, aveva detto lui, la successiva svolta nel campo della fisica applicata. Kevin Baker stava negoziando con la Samsung, la IBM e la Konig-Rottsler per la compravendita selettiva dei brevetti di Terry.
Leisha si tolse scarpe e calze. Era una cosa un po’ pericolosa: si trovava oltre la zona ripulita elettronicamente dagli scorpioni. Ma la pietra, calda perfino lì all’ombra, le dava una gradevole sensazione di ruvido sotto ai piedi nudi. Si ricordò improvvisamente di avere esaminato i propri piedi la mattina del suo sessantasettesimo complea
I Super ricordavano tutto. Sempre.
Leisha stava aspettando che Miri esplodesse fuori dalla tenuta per accusarla. L’esplosione era già in ritardo: Miri doveva essere rimasta chiusa nel suo laboratorio più del solito. Oppure era con Drew, tornato a casa soltanto da pochi giorni dopo la sua tournée di primavera. In quel caso, sarebbero stati nella camera di lui: in quella di Miri non c’era il letto.
Il topo canguro sparì all’interno della propria buco.
— Leisha!
Leisha si voltò. Una sagoma in pantaloncini verdi stava correndo furiosamente verso di lei dalla tenuta, con le braccia e le gambe che si agitavano. Otto, sette, sei, cinque, quattro, tre…
— Leisha! Perché?
I Super terminavano sempre le cose prima di quanto non ci si aspettasse.
— Perché ho scelto di farlo, Miri. Perché lo voglio.
— Lo vuoi? Difendere mia no
Leisha sapeva che non si trattava di un non sequitur. Aveva iniziato, negli ultimi tre mesi, a imparare qualcosa su come pensavano i Super. Non al punto da seguire un’intera e complessa forma di stringhe, intessuta di associazioni, ragionamenti, co
— Siediti, Miri. Voglio spiegarti perché sono l’avvocato di Je
— Resto in piedi!
— Siediti — ripeté Leisha e, un istante dopo, Miri si sedette. Si scansò i capelli scuri dalla fronte, sudata perfino dopo la breve corsa, e piombò, arrabbiata, sulla pietra di Leisha senza nemmeno controllare che ci fossero scorpioni.
C’erano così tante cose terrestri da cui Miri non sapeva di doversi guardare.
Leisha aveva studiato attentamente la proprie parole. — Miri, io e tua no
E così, due generazioni ha
— Sì, lo so — la interruppe Miri.
Leisha sorrise pacatamente: — È ovvio. Commento stupido. Ebbene, Hawke si è schierato dalla parte dei nati disuguali e ha cercato di appianare leggermente l’equazione, al diavolo la superiorità. Di tutti noi, solamente Tony Indivino e tua no
Leisha aspettò, ma Miri non disse nulla.
— Ma anche se Je
— No — rispose Miri, col volto rigido, e Leisha ricordò ancora una volta quanto la ragazzina fosse giovane. I giovani non perdonano. Leisha aveva mai perdonato sua madre?
Miri disse: — E così è questo il motivo per cui la difendi? A causa di quello che tu consideri il suo sogno iniziale?
— Sì.
Miri si alzò. La pietra le aveva lasciato piccoli solchi sulla parte posteriore delle gambe, sotto ai pantaloncini. I suoi occhi scuri perforarono Leisha, — Restringendo le sue definizioni di comunità, mia no
Leisha, dopo un momento di shock, arrancò in piedi e le corse dietro a piedi nudi. — Miri. Aspetta!
Miri si fermò, obbediente, e si voltò. Non aveva lacrime sul volto. Leisha balzò in avanti, ricadde su una pietra tagliente e si mise a balzellare dolorosamente. Miri l’aiutò a tornare alla roccia sulla quale le sue scarpe e le sue calze giacevano immobili nella calura.
— Controlla che non ci siano scorpioni prima di infilarle — le ordinò Miri — altrimenti… perché stai sorridendo?
— Lascia perdere. Non so mai quello che sai e quello che non sai. Miri, mi escluderesti dalle tue categorie di comportamento difendibile? Oppure Drew? O tuo padre?
— No!
— Ma tutti noi abbiamo cambiato idea nel corso dei dece
— Qual è la chiave? — schioccò seccamente Miri.
— Il Cambiamento. Il modo imprevedibile in cui gli eventi possono cambiare le persone. E, Miri, gli Inso
— Ci penserò — latrò Miri.
Leisha sospirò. Il pensiero di Miri in proposito sarebbe stato così complesso che Leisha, se avesse visto i risultati in un ologramma a stringhe, non avrebbe potuto nemmeno riconoscere la propria argomentazione.
Quando Miri fu rientrata in casa e Leisha ebbe infilato nuovamente scarpe e calze, la do
La gente cambiava. Mendicanti potevano diventare artisti. Produttivi avvocati potevano diventare afflitti fa
"Tony" disse Leisha in silenzio, "non esistono mendicanti permanenti in Spagna. O in qualsiasi altro posto. Il mendicante al quale dai un dollaro oggi potrebbe cambiare il mondo domani. O diventare il padre dell’uomo che lo farà. O il no
Il topo canguro uscì dalla propria tana e a
C’era così tanto da fare.
Si voltò in direzione della tenuta e cominciò a correre.