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— Sì, adesso — replicò Leisha con fermezza. — La verità è la cosa migliore, e Drew è forte. Tesoro… ti si é rotto qualcosa nella spina dorsale. Abbiamo effettuato moltissime riparazioni, ma il tessuto nervoso non si rigenera, quanto meno non in persone come te. I dottori ha
Drew rimase in silenzio. Era una cosa troppo enorme: non era in grado di assimilarla tutta. Poi, improvvisamente, vi riuscì. Forme e colori gli esplosero nella mente.
Disse con fierezza: — Significa che non potrò andare a scuola a settembre, io?
Leisha sembrò sconcertata. — Tesoro, settembre è passato. Ma sì, certo che potrai ancora andare a scuola, la prossima sessione, se vorrai. Certo che puoi. — Fissò dall’altra parte del letto verso Jordan, e lo sguardo di lei esprimeva un tale dolore che anche Drew guardò.
Jordan sembrava bruciato. Drew sapeva che cosa significasse avere uno sguardo da ustionati: lo aveva visto in uomini i cui scooter, modificati illegalmente, erano andati in fiamme, bruciando anche chi c’era sopra. Lo aveva visto in una do
Il ragazzo disse: — Signor Watrous, signore… — aveva imparato anche quella parola, lì l’apprezzavano molto — …non è stata colpa di Eric. Sono stato io a cominciare.
Il volto di Jordan cambiò. Dapprima quello sguardo andò via, quindi ritornò, poi si indurì in qualcosa d’altro e tornò nuovamente, peggiore di prima.
— Sappiamo che non è vero. Eric ci ha detto quello che è successo — rispose Leisha.
Drew rifletté: forse era vero. Non riusciva a capire Eric fino in fondo, lui, lo sapeva già. E se le cose fossero andate al contrario, e fosse stato Drew a far sì che Eric non avesse potuto più camminare?
Non poter più camminare.
— Tesoro, no — disse Leisha, e ormai anche lei lo stava scongiurando. — So che sembra terribile, ma non è la fine del mondo. Puoi ancora andare a scuola, imparare a "essere qualcuno" come dicevi tu… Sii coraggioso, Drew. Io so che tu sei coraggioso.
Be’, lo era. Era un ragazzino coraggioso, lui, lo avevano sempre detto tutti, perfino nella puzzolente Montronce. Lui era Drew Arlen, quello che un giorno avrebbe posseduto il Rifugio. E non avrebbe mai e poi mai avuto lo sguardo bruciato come quello del signor Watrous in quel momento. Non Drew Arlen, lui.
Chiese a Leisha: — La carrozzella elettrica sarà del tipo che può sollevarsi a dieci centimetri da terra e scendere le scale?
— Sarà del tipo che potrà volare sulla Luna, se lo vorrai!
Drew sorrise. Si costrinse a sorridere. Vide qualcosa, in quel momento, chiara davanti a sé come un’enorme bolla scintillante, e non riuscì a spiegarsi come avesse fatto a non vederla prima. Era grossa, calda e rilucente e lui non solo la vide, ma sentì la bolla perfino nel più piccolo osso del suo corpo. Il signor Watrous disse con voce rotta: — Drew, nulla potrà mai ripagarti, ma noi faremo tutto ciò che potremo. Tutto.
Lo avrebbero fatto. Ecco che cos’era la bolla. Drew non aveva avuto parole per descriverla, prima, non si sa come, non aveva mai parole finché qualcuno non gliele forniva, ma la bolla era quello. Proprio lì. Non avrebbe più avuto bisogno di svolgere commissioni per la vecchia signora o di imparare le buone maniere che gli inculcavano e nemmeno di mangiare cibo vero. Avrebbe continuato a fare quelle cose perché voleva impararne alcune e perché altre gli piacevano. Ma non sarebbe stato costretto. Da quel momento, loro avrebbero fatto qualsiasi cosa per lui. Lo avrebbero fatto. Da quel momento e per il resto della sua vita.
Li aveva in pugno.
— So che lo farete, voi — disse a Jordan. Per un lungo istante la bolla lo strinse, mentre Leisha e Jordan si scambiavano sguardi sconcertati sopra la sua testa. Poi la bolla esplose. Drew non riuscì a trattenerla. Sparì completamente, era ancora vera e sarebbe ritornata, ma in quel momento non fu in grado di trattenerla. Aveva le gambe spezzate e non avrebbe mai più potuto camminare: cominciò a piangere, un ragazzino di dieci a