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— …parlarti immediatamente. Chiamami…

— …pendente che la stampa dice che è stato…

— …su una linea schermata…

— …trovato nel parcheggio del garage…

— …il più presto possibile!

— …è mio.

— Abbiamo terminato la ricerca — a

—  Allora? — disse Leisha con voce piatta.

— È una linea scoperta? Che diavolo, lascia perdere. Che la stampa origli pure, che il Rifugio origli pure. Ehi, Blumenthal, sei in ascolto?

— Susan, ti prego…

— Niente prego. Niente grazie, niente di niente. Ecco perché volevo dirtelo personalmente. Niente di niente. L’equazione non può funzionare.

— Non può…

— C’è un buco che non può essere chiuso fra l’esclusione del meccanismo del so

— Io… non capisco.

— Ha architettato tutta la storia. È molto plausibile, tanto plausibile da costringere dei buoni ricercatori a lavorarci un bel po’ per controllare. Essenzialmente, però, è una bugia, e non c’è modo in cui uno scienziato, con il suo famoso pezzo finale nascosto, non potesse saperlo. Walcott lo sapeva. La sua ricerca è una menzogna. È venuto da te con la sua stupenda scoperta e sapeva che si sarebbe dimostrata una menzogna, e il Rifugio ha commesso un illecito per brevetti che sono una menzogna, e Je

Leisha non riusciva ad assimilare le parole. Nessuna di esse aveva senso. Era cosciente della presenza di Alice, dall’altra parte della stanza, in piedi, completamente immobile. — Perché?

— Non so — disse Susan. — Ma è una bugia. Sentito, stampa? Sentito, Rifugio? È una bugia!

Lei cominciò a piangere.

— Susan… oh, Susan…

— No, no, non dire nulla. Mi dispiace. Non intendevo piangere. È l’unica cosa che non avevo intenzione di fare. Chi c’è con te? Non sei sola?

— Alice — disse Leisha. — Lei…

— È solo che avevo pensato di poter diventare ciò che avevo creato. Idea stupida, eh? L’intera letteratura mostra che i creatori non possono diventare le creazioni.

Leisha non disse nulla. Susan smise di piangere repentinamente come aveva iniziato, e le lacrime presero a seccarsi sulla sua vecchia, morbida e rugosa pelle. — Dopo tutto, Leisha, non avrebbe funzionato, vero? Che i creatori divenissero le creazioni? Chi resterebbe a perfezionare l’arte se diventassimo tutti mecenati? — Poi, con voce differente, aggiunse: — Distruggi Walcott, Leisha. Come un qualsiasi ciarlatano che vende un’inutile speranza a un moribondo. Abbatti quel bastardo.

— Lo farò — rispose Leisha. Ma non intendeva parlare di Walcott. In un impeto improvviso e vertiginoso, capì chi era stato a commettere il furto, come e perché.