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MUTANTE INSONNE IMPLORA CHE VENGA INVERTITA L’ALTERAZIONE GENETICA sbandierava un titolone al supermercato. "VI PREGO, FATEMI DORMIRE COME LA GENTE VERA!" IMPLORA UNA BAMBINA.
Leisha digitò il suo numero di credito e premette il pulsante del chiosco dei giornali per prendere una copia, anche se, solitamente, ignorava i tabloid elettronici. Il titolo appariscente continuava a girare attorno al chiosco. Un impiegato del supermercato smise di accatastare scatole sugli scaffali e cominciò a osservarla. Bruce, la guardia del corpo di Leisha, fissò l’impiegato.
Leisha aveva ventidue a
Nel suo appartamento si mise a sfogliare il giornale. Entrò quindi nella rete del Gruppo gestita da Austin. I file contenevano nuovi articoli sulla bambina, con commenti di altri Inso
— Leisha, sono contento che tu abbia chiamato. Stavo per chiamarti io.
— Com’è la situazione di questa Stella Bevington, Kev? Qualcuno ha già controllato?
— Randy Davies. È di Chicago ma non penso che tu lo abbia mai conosciuto: è ancora alle scuole superiori. Abita a Park Ridge, Stella a Skokie. I genitori della piccola non ha
— L’abuso di tipo emotivo è processabile?
— Non penso che ci vogliamo muovere in quella direzione, per adesso. Due di noi si terra
Leisha si morse un labbro. — Una schifezza di tabloid dice che ha sette a
— Sì.
— Forse non dovrebbe essere lasciata lì. Io sono residente nell’Illinois, potrei esporre una denuncia per maltrattamento da qui se Candy ha troppi impegni in agenda al momento… — Sette a
— No. Lasciamo decantare la cosa. Probabilmente Stella non avrà problemi. Lo sai.
Era vero. Quasi tutti gli Inso
Kevin Baker, ormai ventiseie
Ma non tutti reagivano in quel modo.
Kevin Baker e Richard Keller avevano fondato una rete dati che legava gli Inso
L’unica volta che non erano stati in grado di ottenere legalmente l’affidamento di un bambino Inso
Timmy DeMarzo, quattro a
Non ve
Timmy DeMarzo: non era stato nemmeno abbastanza grande da richiedere aiuto via rete, gli Inso
Il rapimento era stato organizzato da Tony Indivino.
— È di Tony che volevo parlarti — disse Kevin a Leisha. — È ripartito alla carica. Questa volta fa sul serio. Sta acquistando terreni.
La ragazza ripiegò il tabloid facendolo piccolo piccolo e lo appoggiò con estrema cura sul tavolino. — Dove?
— Monti Allegheny. Nel sud dello stato di New York. Moltissima terra. Adesso sta facendo costruire le strade. In primavera i primi edifici.
— Lo sta ancora finanziando Je
— Sì. Lei ha i soldi per farlo. Tony sta cominciando ad avere un seguito, Leisha.
— Lo so.
— Chiamalo.
— Lo farò. Tienimi informata su Stella.
Leisha lavorò fino a mezzanotte al "Law Review", quindi fino alle quattro del mattino per preparare le lezioni. Dalle quattro alle cinque si occupò di questioni legali per il Gruppo. Alle cinque chiamò Tony, ancora a Chicago. Aveva terminato la scuola superiore, aveva frequentato un semestre alla Northwestern e, durante le vacanze di Natale, era finalmente esploso contro sua madre che lo costringeva a vivere come un Dormiente. Secondo il parere di Leisha, l’esplosione non era mai terminata.
— Tony? Sono Leisha.
— Le risposte sono sì, sì, no e vai all’inferno.
Leisha digrignò i denti. — Benissimo. Adesso dimmi anche le domande.
— Sei proprio sicuro che gli Inso
— Io non ti direi mai di andare all’inferno.
— Un urrà per te — ribatté Tony. Un istante dopo aggiunse: — Mi dispiace. Mi sembra di essere uno di loro.
— Non è la cosa giusta per noi, Tony.
— Grazie per non avere detto che non ce la farei mai.
Lei si chiese se non fosse possibile. — Non siamo una specie separata, Tony.
— Vallo a dire ai Dormienti.
— Tu esageri. Ci sono persone cariche di odio là fuori, ci sono sempre persone cariche d’odio, ma darsi per vinti…
— Non ci stiamo dando per vinti. Tutto quello che creiamo potrà essere commerciato liberamente: software, hardware, romanzi, informazioni, teorie, pareri legali. Potremo andare e venire, ma avremo sempre un luogo sicuro in cui tornare. Senza le sanguisughe che pensano che noi dobbiamo loro sangue perché siamo meglio di loro.
— Non è una questione di dovere qualcosa.
— Davvero? — ribatté Tony. — Vediamo di chiarire le cose, Leisha. Fino in fondo. Tu sei una yagaista: in che cosa credi?
— Tony…
— Dillo — ingiunse Tony, e nella sua voce lei udì il quattordice
— Credo nel commercio volontario che sia di mutuo beneficio. Credo che la dignità spirituale venga dal sostentare la propria vita con i propri sforzi personali e dal commerciare i risultati di tali sforzi in una mutua cooperazione con tutta la società. Credo che il simbolo di tutto ciò sia il contratto e che abbiamo bisogno gli uni degli altri per potere contare sugli scambi più proficui e utili.
— Benissimo — schioccò Tony. — E che mi dici dei mendicanti in Spagna?
— I cosa?
— Tu cammini lungo una strada in un paese povero come la Spagna e vedi un mendicante. Gli dai un dollaro?
— Probabilmente.
— Perché? Non ti sta dando nulla in cambio. Non ha nulla da scambiare.
— Lo so. Lo faccio per gentilezza. Per compassione.
— Vedi sei mendicanti. Dai a tutti un dollaro?
— Probabilmente — rispose Leisha.
— Lo faresti. Vedi cento mendicanti e non hai tutti i soldi di Leisha Camden. Daresti un dollaro a ognuno?
— No.
— Perché no?
Leisha cercò di non perdere la pazienza. Erano poche le persone che riuscivano a farle interrompere una telefonata: Tony era una di quelle. — Inciderebbe troppo sulle mie risorse. La mia vita ha il principale diritto alle risorse che mi sono guadagnata.
— D’accordo. Adesso rifletti su questo. All’Istituto Biotech, dove io e te abbiamo avuto inizio, cara pseudo-sorella, la dottoressa Melling proprio ieri ha…
— Chi?