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Passeggiarono per il viale esterno, un corridoio largo e ripido che scendeva a spirale attorno al bordo della città come il filetto di una vite gigantesca, in modo da permettere ad un eventuale turista ambizioso di arrampicarsi dal pian terreno fino alla vetta. Ristoranti, musei e negozi erano allineati su entrambi i lati del viale; in mezzo c’erano le carreggiate deserte riservate ai veicoli con le ruote a pallone ed agli altri mezzi più veloci. Una dozzina di marciapiedi — sei verso l’alto e sei verso il basso — formavano la linea centrale dell’arteria che si piegava leggermente. Quando cominciarono ad essere stanchi, salirono su di un nastro, poi su un altro più veloce, poi su uno più veloce ancora. La scena correva via accanto a loro velocemente e la Voce sottolineava i soggetti più interessanti, anche se non c’era niente che fosse particolarmente interessante.
Nuotarono nudi nell’Oceano Emereli, uno pseudomare di acqua fresca che occupava la maggior parte del livello 231 e 232. L’acqua pareva fatta di scintillante cristallo verde, talmente trasparente che si potevano vedere le alghe che si attorcigliavano in catene sinuose sul fondo, due livelli più sotto. Gettava luccichii su pa
Usarono degli sci elettrici per scendere lungo la rampa, un tuffo, un volo rallentato su di una plastica a debole attrito che li condusse dal centesimo livello fino al primo, in un istante. Dirk cadde due volte, ma ritornò subito in piedi.
Visitarono una palestra a caduta libera.
Guardarono un auditorium buio fatto per mille persone e rifiutarono di vedere un olonastro con un film che la Voce aveva loro proposto di proiettare.
Mangiarono, in fretta e senza assaporare i cibi, in un bar costruito ai bordi di una via che un tempo doveva essere stata piena di gente intenta a fare acquisti.
Vagarono per una giungla di alberi contorti e di muschio giallo dove i versi degli animali erano tutti registrati ed echeggiavano in modo strano sulle pareti del parco, caldo e fumigante.
Alla fine, sempre inquieti e preoccupati permisero alla Voce di riportarli nella loro stanza. Non erano quasi riusciti a distrarsi. Seppero che fuori stava calando l’autentico crepuscolo di Worlorn.
Dirk si mise in piedi in uno stretto spazio compreso tra il letto e la parete e premette i pulsanti che componevano il codice. Gwen si era seduta proprio dietro di lui.
Ruark ci mise moltissimo tempo a rispondere, troppo. Dirk si chiese con apprensione se fosse successo qualcosa di terribile. Ma proprio in quel momento il segnale blu pulsante scomparve e lo schermo si riempì del viso grassoccio dell’ecologo Kimdissì. Dietro di lui, come un manto grigiastro, c’era la polvere di un appartamento deserto.
«Allora?», disse Dirk. Si voltò ad osservare Gwen. Si mordeva un labbro e la mano destra era immobile, posata sul braccialetto giada-e-argento che continuava a portare al braccio sinistro.
«Dirk? Gwen? Siete voi? Non riesco a vedervi, no, il mio schermo è buio». Gli occhi pallidi di Ruark si muovevano continuamente dietro ai capelli anche più pallidi secchi e diritti.
«Si capisce che siamo noi», scattò Dirk. «Chi altro potrebbe chiamare questo numero?».
«Non riesco a vedervi», ripeté Ruark.
«Arkin», disse Gwen restando seduta sul letto, «se ci vedessi potresti capire dove siamo».
La testa di Ruark oscillò. C’era un leggerissimo acce
«Il duello», gli ricordò Dirk. «Stamattina. Che cosa è successo?».
«Jaan sta bene?», chiese Gwen.
«Non c’è stato nessun duello», disse loro Ruark. Gli occhi continuavano a muoversi da una parte all’altra, cercando qualcosa da vedere, pensò Dirk. O forse era nervoso perché temeva che i Kavalari potessero fare irruzione nell’appartamento vuoto. «Sono andato a vedere, ma non c’è stato nessun duello, assolutamente vero».
Gwen sospirò forte. «Allora sta
«Jaantony è vivo e vegeto, come Garsey ed i Braith», disse Ruark. «Nessuno ha sparato o ucciso, ma quando Dirk non si è presentato al suo ammazzamento, come era previsto, sono diventati tutti matti, sì».
«Mi dica», disse tranquillamente Dirk.
«Sì, be’, lei è stato la causa del rinvio dell’altro duello».
«Rinviato?», disse Gwen.
«Rinvio», rispose Ruark. «Combattera
«I Ferrogiada», disse Dirk. «Jaan e Garse. Ha
«Jaantony, no. Non ha detto nemmeno una parola, no, si è limitato a stare in piedi nel suo angolo del quadrato della morte. Tutti gli altri continuavano a correre in giro, urlando e strillando e comportandosi da Kavalari. Nel quadrato non c’era nessuno oltre a Jaan, no, ma lui continuava a starsene là e si guardava in giro, come se si aspettasse che il duello cominciasse da un momento all’altro. Garsey, per la verità, si è arrabbiato parecchio. Prima, quando lei non è venuto, ha scherzato col fatto che forse era malato, poi è diventato freddissimo ed è stato zitto per un po’, come Jaan, ma dopo doveva essere un po’ meno arrabbiato, penso, così ha cominciato a chiacchierare con Bretan Braith, con l’arbitro e con l’altro duellante, Chell. E i Braith erano tutti qui, forse per fare da testimoni. Non avrei mai creduto che avessimo tanta compagnia a Larteyn, no. Be’, dal punto di vista teorico lo sapevo, ma è ben diverso vederli tutti riuniti in un unico posto. Sono venuti anche un paio di Scianagate, però il poeta Rossacciaio non è venuto. Per cui mancavano tre persone: voi due e lui. Inoltre erano tutti vestiti in gran pompa, forse per loro era come un incontro del consiglio cittadino». Ridacchiò.
«Lei sa che cosa succederà adesso?», disse Dirk.
«Non si preoccupi», disse Ruark. «Voi due pensate a nascondervi e a prendere la nave, si. Loro non possono inseguirvi, dovrebbero setacciare l’intero pianeta! I Braith, penso io, non vi cerchera
«Falsuomo», disse Dirk mestamente. Strano, gli pareva di aver perduto qualcosa.
«Per Bretan Braith e quegli altri, sì. Garse, direi, cercherà di trovarla in ogni modo, ma lui non le darà la caccia come si dà ad un animale. Ha giurato che la farà duellare, duellare con Bretan Braith e poi con lui, o magari prima con lui».
«Che mi dice di Vikary?», disse Dirk.
«Gliel’ho detto, non ha spiaccicato parola, niente».
Gwen si alzò dal letto. «Tu hai parlato solo di Dirk», disse a Ruark. «Che dicono di me?».
«Di te?». I pallidi occhi di Ruark sbatterono. «I Braith dicono che sei anche tu un falsuomo, ma Garse non lo ha permesso. Ha parlato con molta durezza di duello contro chiunque osasse toccarti. Roseph alto-Braith parlava a vanvera. Voleva che tu fossi un falsuomo, come anche Dirk, ma Garsey era arrabbiatissimo e da quel che ho capito i duellanti Kavalari possono anche sfidare gli arbitri che prendono delle decisioni sbagliate, anche se rimangono sempre legati alla decisione da lui presa, proprio così. Per cui, dolce Gwen, tu sei sempre betheyn e sempre protetta e loro, se ti trovano, dovra
Gwen non disse niente.
«La richiameremo di nuovo tra pochi giorni», disse Dirk.
«Dirk, dovremmo stabilire il momento adesso, no? Io non mi trovo sempre in questo buco polveroso». Ruark fece un’altra risatina a questa battuta.
«Fra tre giorni, allora, di nuovo al tramonto. Dobbiamo pensare qualcosa per riuscire a prendere la nave. Immagino che Jaan e Garse controllera
Ruark a
«Puoi fornirci delle armi?», chiese improvvisamente Gwen.
«Armi?». Il Kimdissi fece un verso strozzato. «Davvero, Gwen, i Kavalari ti sta
La faccia si dissolse e Dirk cancellò lo schermo prima di voltarsi verso Gwen. «Tu vuoi combatterli? Ti pare prudente?».
«Non lo so», disse lei. Andò fino alla porta lentamente, si voltò e ritornò indietro. Poi si fermò; l’appartamento era così piccolo che era impossibile camminare su e giù con una certa veemenza.
«Voce!», disse improvvisamente Dirk colpito dall’ispirazione. «C’è un negozio di pistole a Sfida? Un posto dove si possono acquistare laser o altre armi?».
«Sono spiacente di informarla che le norme di di-Emerel proibiscono il porto di armi personali», rispose la Voce.
«Armi da tiro a segno?», suggerì Dirk. «Oppure per andare a caccia?».
«Sono spiacente di informarla che le norme di di-Emerel proibiscono tutti gli sports sanguinosi ed i giochi basati sulla sublimazione della violenza. Se lei è membro di una cultura dove sono stimati simili propositi, la prego di comprendere che non ho inteso portare alcun insulto al suo pianeta di origine. Tali forme di ricreazione si possono trovare su Worlorn in altri luoghi».
«Dimenticatene», disse Gwen. «Comunque era una cattiva idea».
Dirk le mise le mani sulle spalle. «In ogni caso a noi non servira
«Io sì», disse lei. I suoi occhi — i suoi grandi occhi verdi — avevano una durezza che Dirk non aveva visto mai. Per un solo strano secondo gli fece venire in mente Garse Janacek con il suo gelido sdegno azzurro.
«Come mai?», disse lui.