Страница 34 из 74
«È disponibile una vasta selezione di libri per soddisfare la vostra vista», disse la Voce. «Sono spiacente di informarvi che tutti i normali programmi del festival sono stati interrotti».
«Ma non te ne vai mai via?», scattò Dirk.
«Le funzioni base di controllo continuano sempre, per la vostra sicurezza e per la vostra protezione; ma se lo desiderate, la mia funzione di servizio può essere temporaneamente disattivata in vostra vicinanza. Ci sono residenti che preferiscono così».
«Anch’io», disse Dirk. «Disattivati».
«Se cambiasse idea, o avesse bisogno di qualche servizio», disse la Voce, «non ha che da premere il bottone contrassegnato da una stella posto su qualsiasi schermo ed io sarò di nuovo ai suoi comandi». Poi rimase zitta.
Dirk aspettò un momento. «Voce?», disse. Non ci fu risposta. A
Aveva una gran voglia di chiamare Ruark, per vedere che cosa era successo al duello, per sapere chi era vivo e chi era morto. Ma non gli pareva ancora una cosa sicura da farsi. Poteva darsi che uno dei Kavalari — o anche più di uno — stesse tenendo compagnia a Ruark nella sua stanza o nel laboratorio ed una telefonata avrebbe facilitato il loro intercettamento. Doveva aspettare. Prima del decollo, il Kimdissi aveva dato loro un numero di telefono di un appartamento disabitato due piani sopra di lui e aveva detto a Dirk di provare a telefonare subito dopo il tramonto. Se la via era libera, aveva promesso che sarebbe stato là a rispondere. Se no, non ci sarebbe stata risposta alcuna. Ad ogni modo, Ruark non sapeva dove sarebbero andati i fuggiaschi, in modo che i Kavalari non potessero obbligarlo ad informarli.
Dirk era stanchissimo. Malgrado il so
Troppo stanco per dormire, nervoso e senza possibilità di rilassarsi, Dirk cominciò a giocherellare con lo schermo, provando le varie funzioni oziosamente. Lo accese e premette il pulsante su cui era stato disegnato un punto interrogativo, come aveva fatto il giorno prima nell’appartamento di Ruark a Larteyn ed apparve la stessa lista di servizi, in caratteri tre volte più grandi del normale. Lesse attentamente le scritte, per capire tutto ciò che era possibile capire. Magari sarebbe riuscito ad imparare delle cose che gli sarebbero potute risultare utili, rendersi conto di qualcosa che li avrebbe potuti aiutare.
La lista comprendeva un numero di telefono per le notizie del pianeta. Dirk formò la combinazione, sperando che il duello all’alba a Larteyn fosse stato osservato, magari come notizie di cronaca nera. Ma lo schermo diventò grigio e si accesero e si spensero delle lettere bianche: «Servizio interrotto». Cancellò lo schermo.
Dirk aggrottò la fronte e provò un’altra combinazione, per avere informazioni dallo spazioporto e per controllare i dati che gli aveva dato Ruark riguardo alle navi. Questa volta fu più fortunato. Erano previste tre navi nei successivi due mesi standard. La prima, come aveva detto il Kimdissi, sarebbe arrivata poco più tardi di due settimane da quel momento, un traghetto del Margine che si chiamava Teric neDahlir. Ma ciò che Ruark non aveva detto era che la nave faceva la linea esterna, veniva da Kimdiss e andava verso Eshellin, poi al Mondo dell’Oceano Nerovino e finalmente a di-Emerel, il suo mondo di origine. Una settimana più tardi c’era una nave di approvvigionamenti che proveniva da Alto Kavalaan. Che andava verso l’interno c’era soltanto il Tremito dei Nemici Dimenticati, nel suo viaggio di ritorno.
Aspettare tanto a lungo era fuori discussione; perciò lui e Gwen non potevano far altro che prendere il Teric neDahlir per poi cambiare nave su qualche altro mondo. Prendere quella nave comportava la maggior parte dei rischi, decise Dirk. I Kavalari non avevano, in pratica, nessuna possibilità di ritrovarli a Sfida, dato che dovevano cercarli per tutto il pianeta, ma Jaan Vikary avrebbe certamente immaginato che la loro intenzione era quella di abbandonare il pianeta il più presto possibile. Il che significava che probabilmente li avrebbe aspettati allo spazioporto, quando sarebbe stato il momento. Dirk non sapeva proprio che cosa avrebbe potuto inventare. Poteva solo sperare che non ci sarebbe stato bisogno di inventare niente.
Dirk cancellò lo schermo e provò con degli altri numeri, osservando quali erano le funzioni che erano state a
Per un po’ Dirk continuò a premere bottoni, ma alla fine il giochino cominciò a stancarlo e si sentì a
Presto tutto ritornerà come prima; diceva a se stesso, tutto sarà come su Avalon. Eppure non riusciva a crederci. Non riusciva a sentirsi come il vecchio Dirk t’Larien, il Dirk di Gwen, quella persona che lui aveva promesso di diventare ancora. Invece si sentiva come se niente fosse cambiato; continuava a tirare avanti, stancamente, senza speranze, come quando era su Braque e sugli altri mondi prima di quello. La sua Je
Dirk mise da parte i suoi pensieri e chiuse gli occhi.
Quando si svegliò, era pomeriggio inoltrato. Gwen era già alzata e si dava da fare. Dirk fece una doccia ed indossò morbidi abiti di colore delicato fatti di materiale sintetico, provenienti da Avalon. Poi tutti e due uscirono nel corridoio per esplorare il cinquecentoventiduesimo livello di Sfida. Camminarono tenendosi per mano.
Il loro appartamento era uno dei mille posti in un settore residenziale dell’edificio. Attorno c’erano altri appartamenti, identici al loro tra
«Che noia», disse Gwen dopo che ebbero camminato per qualche minuto. «Le cose sempre uguali sono deprimenti. E fino adesso non ho visto nemmeno delle mappe. Mi stupisce che la gente non si perda».
«Suppongo che basti chiamare la Voce per sapere da quale parte andare», disse Dirk.
«Già. Me ne ero dimenticata». Corrugò la fronte. «Che cosa è successo alla Voce? Non aveva più niente da dire».
«Le ho chiuso il becco io», le disse Dirk. «Ma è sempre di guardia».
«Si può far funzionare di nuovo?».
Lui a
Dirk si avvicinò allo schermo, schiacciò un pulsante con su una stella, poi spense di nuovo tutto.
«Posso aiutarvi?», chiese la Voce.
Gwen sorrise a Dirk; una specie di sorriso tirato, debole. Anche lei era stanca, si sarebbe detto. C’erano delle rughe di preoccupazione attorno agli angoli della bocca.
«Sì», disse lei. «Vogliamo qualcosa da fare. Facci divertire. Tienici impegnati. Facci visitare la città». Dirk pensò che lei parlava un po’ troppo in fretta, come se cercasse in tutti i modi di distrarsi e tenere la mente lontana da pensieri spiacevoli. Si chiese se fosse preoccupazione per la loro salvezza, o magari preoccupazione per Jaan Vikary.
«Capisco», rispose la Voce. «Permettetemi di farvi da guida, allora, verso le meraviglie di Sfida, la gloria di di-Emerel, ricostruita sul lontano Worlorn». Poi cominciò a dirigerli ed essi si avviarono verso il più vicino gruppo di ascensori, al di fuori del regno degli infiniti corridoi rettilinei color cobalto, in regioni più colorate e divertenti.
Salirono ad Olimpo, un salone di felpa esattamente in cima alla città, ed osservarono al di fuori di Sfida da un’unica gigantesca finestra, con i piedi sprofondati fino alle caviglie in un tappeto nero. Un chilometro sotto di loro, file di nubi scure correvano, sospinte da un vento amaro che loro non potevano sentire. La giornata era pallida e cupa; Occhiodaverno bruciava e brillava come sempre, ma i suoi gialli compagni erano nascosti dalla nebbia grigia che imbrattava il cielo. Si vedevano le montagne lontane dalla torre ed il lontano Comune leggermente verde. Un robocameriere servì loro delle bibite ghiacciate.
Andarono a piedi al mozzo centrale, un profondo cilindro posto al centro della città-torre e che andava dal soffitto fino a terra. Stavano sul balcone più alto e guardavano di sotto tenendosi per mano. Sotto c’erano moki altri balconi in file senza fine che diventavano sempre più piccoli per la lontananza e l’abisso era leggermente luminoso. Poi spalancarono il cancello di ferro lavorato e saltarono e galleggiarono, mano nella mano, tenuti in aria dal morbido abbraccio della calda corrente d’aria ascendente. Il mozzo centrale era stato costruito per divertimento, dove era mantenuta una forza di gravità molto ridotta, anzi tanto bassa che quasi non era più lecito chiamarla gravità… meno dello 0,01 per cento della normale Emereli.