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La mattina seguente, venerdì 4 maggio, invece di andare in ufficio mi recai all’archivio del Municipio. Ma poiché stavano facendo trasloco, mi dissero di tornare dopo un mese. Allora mi recai alla sede del Times dove, torcendomi il collo al microvisore, esaminai il microfilm delle a

Un’ora circa più tardi, mentre meditavo su uno sgradevole colloquio avuto nel frattempo con il capo del reparto pubblicità della Ditta, il quale avrebbe voluto continuare a servirsi di me per articoli e fotografie in veste di vecchio inventore, mi fu recapitato un appunto del capocontabile Reuther. Diceva:

Egregio signor Davis,

In riferimento al nostro colloquio di stamane ho il piacere di informarvi che i dividendi delle azioni dal n. 1 al n. 400 ve

Sempre a vostra disposizione, gradite ecc.ecc.

Telefonai subito a Reuther per ringraziarlo e dirgli che non mi occorreva altro. Ora avevo la certezza che la cessione fatta a Ricky non aveva mai avuto effetto, e si confermarono i miei sospetti che in tutta la faccenda avesse avuto una parte di primo piano lo zampino di Belle. Le persone di cui parlava Reuther nella lettera erano certo dei prestanome. Ero sicuro che Belle aveva progettato fin dal principio di inga

Ai primi di marzo avevo scritto all’ufficio brevetti chiedendo gli originali dei brevetti di Pronto-agli-Ordini e Dino Disegnatore. Il fatto che i due brevetti fossero stati rilasciati nello stesso a

L’ufficio brevetti mi aveva risposto che i brevetti scaduti erano conservati negli Archivi Nazionali situati nelle Caverne Carlsbad. Mi ero perciò affrettato a scrivere agli Archivi.

E ora, la grossa busta che mi stava davanti, aveva tutta l’aria di essere la risposta che aspettavo. Infatti era così.

Per prima cosa esaminai le copie fotostatiche dei disegni e della descrizione di Pronto-agli-Ordini, e dovetti ammettere che non assomigliavano molto a quelli del mio Servizievole Sergio. Era infatti nello stesso tempo più complicato e più semplice ma forse, se avessi continuato a occuparmi della faccenda, dopo Sergio avrei prodotto anch’io un automa similare. Dopotutto, si basava anch’esso sull’uso dei tubi Thorsen e… In quella mi cadde lo sguardo sulla firma dell’inventore, e rimasi a bocca aperta. La firma era: D. B. Davis. Dunque Belle mi aveva mentito ancora, né, pensai, c’era da stupirsi. Era una bugiarda patologica, in un certo senso irresponsabile delle sue azioni. Aveva mentito asserendo che il prototipo del Servizievole Sergio e i disegni relativi erano stati rubati; invece, erano stati ceduti a qualche altro tecnico che li aveva modificati, per poi chiedere il brevetto a mio nome. Però quei due non erano riusciti a fare il contratto con la Ma

Che Miles si fosse impadronito della mia creazione di nascosto da Belle, facendole credere che era stata rubata? Ma ormai era troppo tardi per pensarci: Miles era morto, e delle parole di Belle sapevo che conto fare. Avevo soddisfatto la mia curiosità, e avevo scoperto che, come supposto, l’inventore originale ero io. Il resto non contava più, dopo tanti a

Mi accinsi quindi a esaminare le carte relative a Dino Disegnatore. I disegni erano una meraviglia, io stesso non avrei potuto fare meglio. Ammirai l’economia dei meccanismi e l’intelligente sistemazione dei circuiti per ridurre al minimo le parti mobili. Le parti mobili sono infatti come l’intestino cieco: una fonte di disturbi che è meglio eliminare appena possibile.

Si era perfino servito, per lo chassis della sua tastiera, di una tastiera per macchina per scrivere elettrica, e dal disegno avrei detto che si trattava di una IBM di serie. Questo era un particolare tutto a favore dell’intelligenza dell’inventore: non reinventare mai qualcosa che già esiste e ci si può procurare con facilità. Voltai la pagina per vedere il nome di quel ragazzo di genio.

Era D. B. Davis.