Страница 14 из 29
Il suo assistente, un altro esemplare aggiornato del mio vecchio Sergio, gli porse un fascio di carte, e Doughty spiegò: — Questo è l’originale del vostro contratto. Volete dargli un’occhiata?
Afferrai avidamente i fogli, desideroso di esaminarli a fondo, nel timore che Belle mi avesse giocato qualche brutto scherzo. Perciò tirai un sospiro di sollievo nel constatare che tutto era come ricordavo, salvo, naturalmente, il pacchetto azionario della Domestica Perfetta, di cui avevo disposto dopo gli accordi con la Società Assicuratrice, il contratto con la Società Assicuratrice e il contratto per il Lungo So
In quel mentre, sentii che il signor Doughty si schiariva la voce, e alzai gli occhi su di lui. — Avete qui il mio deposito? — gli chiesi.
— Sì.
— Allora ditemi senza preamboli a quanto ammonta.
— Ecco, signor Davis, prima di addentrarci nell’argomento che vi interessa vorrei attirare la vostra attenzione su un documento aggiunto e su una specifica circostanza. Questo è il contratto stipulato fra il Ricovero e la Compagnia Madre di Assicurazioni per la vostra ipotermia, custodia e revivificazione, e potete constatare che la retta è stata interamente pagata in anticipo, ma quanto all’amministrazione del vostro patrimonio, è tutta un’altra cosa. Il contratto di custodia con cui la Società Assicuratrice ci affida i suoi clienti non ha niente a che fare con l’amministrazione dei loro beni, cui provvede la Società stessa, che poi passa a noi i documenti e i certificati, al risveglio del cliente.
— Insomma, signor Doughty, non capisco… Dove volete arrivare?
— Avete altri beni, oltre quelli affidati alla Compagnia Madre?
Ci pensai: una volta avevo un’automobile, ma Dio solo sapeva cosa ne era stato. Quanto al resto, qualche abito, parecchi libri, un paio di regoli e un tavolo da disegno, erano stati tutto il mio patrimonio.
— Niente, signor Doughty — dichiarai alla fine.
— E allora mi duole dirvi che non disponete di un soldo.
Dovetti afferrarmi al tavolo per reggermi. — Cosa volete dire? — balbettai. — Avevo incaricato, com’è scritto nel contratto, di cambiare il mio denaro liquido in titoli industriali di cui ho potuto constatare la validità nel listino di borsa del giornale di ieri!
— Mi spiace, signor Davis — ribatté lui — ma sta di fatto che l’Assicurazione Madre è fallita.
Fui contento che mi avesse invitato a sedere perché altrimenti le gambe non mi avrebbero retto.
— Cos’è successo? — domandai. — Il Grande Panico?
— No, no, il suo fallimento è stato una conseguenza di quello del Gruppo Ma
No, non era affatto una consolazione. E inoltre non ci credevo. Mio padre sosteneva sempre che più una legge è complicata più gli imbroglioni riescono a violarla.
— Sentite — chiesi per curiosità — volete dirmi se la Compagnia Mutua Assicurazioni si è salvata?
— La Mutua? Certo. È una ditta seria e solida. Non dico che abbia passato dei bei momenti durante il Grande Panico, ma se l’è cavata. Avete forse qualche polizza con loro?
— No — mi limitai a rispondere. Mi sembrava inutile ogni spiegazione. Il contratto con la Mutua non era mai stato valido, perché non mi ero mai potuto recare dal medico, quel famoso giorno. Belle se ne era servita per falsificarlo e intestare i fogli all’Assicurazione Madre, e ormai non avrei potuto più far altro che tentare di perseguire per via legale Belle e Miles, posto che fossero ancora vivi. Ma che cosa ci avrei guadagnato? E poi, come già una volta trent’a
D’un tratto mi ricordai che, appunto quando mi avevano defenestrato, Miles e Belle avevano ventilato il progetto di fare della Domestica Perfetta una affiliata della Ma
— La Domestica Perfetta? Quell’azienda che produce elettrodomestici automatici specializzati?
— Sì.
— Mi pare impossibile quello che dite, perché l’impero Ma
Lasciai cadere l’argomento. Se Miles e Belle erano stati trovolti nel fallimento del gruppo Ma
— Vi ringrazio — dissi, alzandomi. — Vedrò di arrangiarmi come posso, signor Doughty.
— Credete pure, signor Davis, che noi del Ricovero ci sentiamo responsabili nei riguardi delle persone che ci sono affidate, e poiché il vostro è il primo caso in cui un cliente viene a trovarsi in condizioni… spiacevoli, ebbene vi rendo noto che la Direzione ha stanziato una piccola somma da mettervi a disposizione per…
— Vi ringrazio, signor Doughty — tagliai corto — ma non accetto la carità di nessuno.
— Non si tratta di carità, ma di un prestito, se preferite, e noi saremo molto più tranquilli se non ve ne andate di qui con le tasche vuote.
Ci pensai su. Non avevo in tasca neanche quel tanto che occorreva per tagliarmi i capelli, d’altra parte accettare un prestito è come cercare di nuotare con un mattone in ciascuna mano… ed è più difficile restituire una piccola somma che un milione. — Signor Doughty — dissi dopo una lunga meditazione — il dottor Albrecht mi ha detto che avrei diritto ad altri quattro giorni di permanenza gratis qui.
— Sì, credo che si tratti di quattro giorni, sebbene il periodo vari a secondo dei contratti.
— Ora ditemi, qual è la retta giornaliera qui al Ricovero per una stanza come quella che occupavo io?
— Non posso dirvelo esattamente. Questo non è un ospedale con retta quotidiana, ma teniamo delle camere a disposizione dei clienti, dopo il risveglio. Comunque credo che cento dollari al giorno siano la cifra esatta.
— E siccome io ho diritto a quei quattro giorni, potreste prestarmi quattrocento dollari?
Senza rispondermi, il signor Doughty parlò in codice al suo assistente automatico, e poco dopo mi porse otto biglietti da cinquanta.
— Grazie — gli dissi di tutto cuore, mentre intascavo la somma. — Ve li restituirò appena posso, con l’interesse. Va bene il sei per cento?
Lui scosse la testa. — Non è un prestito, signor Davis, dal momento che avete chiesto questa somma in cambio dei giorni di degenza che vi spettavano.
— Ma no, non voglio…
— Vi prego di non insistere. Volete che sprechiamo tempo e denaro per le pratiche relative a un prestito così esiguo? Ero disposto a darvi molto di più.
— Allora non insisto, ma ditemi piuttosto qual è il valore d’acquisto del denaro, oggi.
— Mah, non saprei con precisione. Però a occhio e croce direi che con dieci dollari si può fare un ottimo pasto, se non andate in un locale di gran lusso.
Lo ringraziai di nuovo calorosamente, e me ne andai.
Fuori dal Ricovero, che si trovava sul Wilshire Way, c’erano delle panchine al sole. Dopo aver fatto pochi passi, mi sedetti, e aperto il Times che avevo portato con me, mi misi a leggere gli avvisi economici, alla colo
Era una lista maledettamente breve, tanto breve che per poco non mi sfuggì.