Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 35 из 45

Lei gli gettò contro il fagotto, sbuffò e si allontanò a grandi passi.

– Grazie – le gridò dietro Miles, scrollando il mucchietto di indumenti che comprendeva due divise complete, una più grande ed una piccola abbastanza perché a Miles fosse sufficiente rimboccare un poco il fondo dei calzoni per evitare di impigliarvisi con i talloni. Gli indumenti erano macchiati, rigidi per antichi strati di sudore e di polvere e probabilmente… rifletté Miles… erano stati tolti a dei cadaveri, ma Suegar li indossò senza esitazione e indugiò a tastarne la stoffa grigia con meraviglia.

– Ci ha

– Ci ha

Mentre parlava rilevò con la coda dell'occhio una traccia di movimento che risultò essere un uomo che correva. Non si trattava però di una fuga intesa a seminare un gruppo ostile… no, quell'uomo correva da solo, a testa bassa e più in fretta che poteva, con i piedi nudi che percuotevano la terra pressata con un ritmo frenetico; in linea di massima l'uomo stava seguendo il perimetro della cupola, effettuando soltanto una deviazione all'altezza del campo delle do

– Cosa gli succede? – domandò Miles a Suegar, indicandogli la figura che si avvicinava.

– A volte ti prende così – spiegò lui, scrollando le spalle, – quando non ti riesce più di restare seduto qui dentro. Ho visto un tizio correre in questo modo fino a morire, sempre in tondo…

– Questo – decise Miles, – sta correndo verso di noi.

– E fra un secondo starà già correndo lontano da noi…

– Allora aiutami a bloccarlo.

Miles afferrò l'uomo in basso e Suegar in alto, sedendogli sul petto mentre Miles gli si sedeva sul braccio destro, in modo da dimezzare le sue possibilità di resistenza. Quel soldato doveva essere stato molto giovane quando lo avevano catturato… forse aveva mentito a proposito dell'età al momento dell'arruolamento… perché ancora adesso aveva un volto da ragazzo, devastato dal pianto e dalla sua personale eternità vissuta in quella perla cava; per un po' inspirò con ansiti singhiozzanti ed espirò confuse imprecazioni, poi finì per calmarsi.

– Ti piacciono le feste, ragazzo? – domandò allora Miles, chinandosi verso di lui con un sorriso da lupo sulle labbra.

– Sì… – rispose il prigioniero, girando lo sguardo a destra e a sinistra senza però scorgere traccia di soccorsi.

– E cosa mi dici dei tuoi amici? Anche a loro piacciono le feste?

– Certamente – assentì il ragazzo, forse segretamente scosso dal sospetto di essere caduto nelle mani di qualcuno che era ancora più pazzo di lui. – È meglio che mi lasci libero, mutante, altrimenti ti fara

– Voglio invitare te e i tuoi amici ad una grossa festa – scandì Miles. – Stanotte terremo questa festa, e sarà un evento storico. Sai dove trovare il Sergente Oliver, ex membro del 14° Commandos?

– Sì… – ammise il loro prigioniero, con una certa cautela.

– Bene. Allora raduna i tuoi amici e presentati a rapporto da lui. Se sei furbo, prenoterai adesso il tuo posto a bordo di questo veicolo, perché se non ci sarai sopra ti verrai a trovare sotto di esso. L'Esercito Riformatore sta per muoversi. Hai capito?

– Ho capito – a

– Informa Oliver che è stato Fratello Miles a mandarti – aggiunse Miles, mentre il ragazzo si allontanava barcollando e guardandosi nervosamente alle spalle. – Qui non hai dove nasconderti, e se non ti farai vedere manderò i Commandos Cosmici a prenderti.

– Credi che verrà? – domandò Suegar, sciogliendosi i muscoli aggranchiti e scrollando gli abiti nuovi.

– Si tratta di combattere o di fuggire, e quello se la caverà bene – sorrise Miles, poi si stiracchiò e tornò al suo originale ordine di priorità. – Da Oliver.

Alla fine si ritrovarono non con venti uomini ma con 200. Oliver ne aveva raccolti quarantasei e il ragazzo intercettato durante la fuga ne portò altri diciotto. Al tempo stesso i segni di ordine e di attività visibili in quella zona del campo attirarono parecchi curiosi, e chi passava nelle vicinanze doveva soltanto chiedere cosa stesse accadendo per essere immediatamente reclutato e promosso caporale sul posto. Poi l'interesse degli spettatori raggiunse un apice febbrile quando il contingente di Oliver marciò fino al limitare del campo delle do

– Sai cosa sta succedendo? – domandò Miles ad uno di questi, a mano a mano che li sottoponeva ad una rapida ispezione e li assegnava ad uno dei quattordici gruppi operativi da lui creati.

– No – ammise l'uomo, poi agitò con impazienza un braccio in direzione del centro del gruppo delle do

Per rispetto nei confronti del crescente nervosismo di Tris per quelle infiltrazioni nei suoi confini, Miles bloccò i reclutamenti a quota duecento e immediatamente trasformò quella cortesia in una carta in sua mano nel dibattito strategico che lui e la do

– Se vinceremo non avrete più bisogno di guardie – le fece notare.

– E se dovessimo perdere?

– Non possiamo osare di perdere – replicò Miles, abbassando la voce, – perché questa sarà la sola volta in cui avremo la sorpresa dalla nostra parte. Certo, potremo sempre ritirarci, riformare lo schieramento e tentare ancora… per quanto mi riguarda mi sento pronto, anzi vincolato, a continuare a tentare fino a quando non resterò ucciso, ma dopo la prima volta ciò che stiamo cercando di fare diventerà evidente agli occhi di ogni altro gruppo e gli altri avra

Tris sospirò, e per un momento parve prosciugata, stanca, vecchia.

– Io sono stata in guerra per molto tempo, sai? Dopo qualche tempo perfino essere sconfitti può cominciare ad apparire preferibile al prolungare un conflitto.

Miles poté sentire la propria risolutezza venire meno, risucchiata in quello stesso nero vortice di dubbio, ma si riscosse e puntò verso l'alto con un dito, abbassando al tempo stesso la voce ad un sussurro.

– Ma di certo non da quei bastardi.

Tris guardò a sua volta verso l'alto e squadrò le spalle.

– No, non da loro – conve

In quel momento Oliver tornò da un'ispezione a tutti i diversi gruppi operativi e si accoccolò accanto a loro.

– Tutti ha

– Il Comandante Tris – si affrettò a correggerlo Miles, mentre la do

Oliver effettuò qualche rapido conto nella polvere usando il proprio dito come stilo.

– Significa altri cinquanta elementi circa per ciascun gruppo… dovrebbe bastare. A proposito, che ne dici di formare venti gruppi? Questo accelererà la distribuzione una volta che avremo schierato le linee e potrebbe costituire la differenza fra il successo e la sconfitta.

– No – si affrettò a obiettare Miles, vedendo che Tris stava acce

– Perché? – volle sapere Tris.

– A causa dei quattordici apostoli – recitò Miles, congiungendo le mani in un gesto di fede.

Tris scrollò le spalle e Suegar si grattò la testa, acce

– Huh – commentò Oliver, fissandolo con occhi socchiusi, ma non insistette oltre.

Poi ebbe inizio l'attesa. Ben presto Miles accantonò il suo principale timore, e cioè che i loro catturatori introducessero il mucchio di barre troppo presto, prima che avesse avuto il tempo di approntare i suoi piani, e cominciò invece ad essere tormentato dal suo secondo principale timore… che la distribuzione del cibo avvenisse tanto tardi da fargli perdere il controllo delle sue truppe e da indurre gli uomini a disperdersi in preda alla noia e allo scoraggiamento. Riunirli la prima volta era già stato uno sforzo tale che Miles aveva avuto l'impressione di essere impegnato a trascinare una capra riottosa con una corda fatta d'acqua… mai la natura priva di sostanza di un'Idea gli era parsa così evidente.

– Ci siamo… – avvertì Oliver, battendogli un colpetto sulla spalla e indicando qualcosa con un ce

Un punto della cupola posto a circa un terzo del perimetro complessivo rispetto alla loro posizione stava cominciando a gonfiarsi verso l'interno.

Proprio quando le sue truppe erano all'apice della forma: il tempismo era perfetto, troppo perfetto… Dal momento che avevano osservato ogni cosa, di certo i Cetagandani non avrebbero perso l'opportunità di rendere la vita ancora più difficile ai loro prigionieri, quindi dato che non avevano anticipato la distribuzione l'avrebbero senza dubbio ritardata, oppure…

– Aspettate! Aspettate! – urlò Miles, scattando in piedi. – Aspettate il mio ordine!

Il suo gruppo di velocisti esitò, attratto verso la meta tanto attesa, ma Oliver aveva scelto bene i comandanti di ciascun contingente, che non persero il controllo e te

– Che ti prende adesso? Perderemo il nostro vantaggio… – cominciò a protestare, mentre in tutto il campo iniziava la consueta corsa folle in direzione del rigonfiamento.

– Se mi sono sbagliato – gemette Miles, – dopo mi ucciderò io stesso… aspettate, da

Issatosi sulle spalle sottili del compagno, Miles fissò lo sguardo in direzione del gonfiore: il muro di forza si era dissolto soltanto per metà quando le prime lontane grida di disappunto cominciarono ad arrivare ai suoi orecchi e lui subito si guardò intorno con mosse frenetiche.