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Quanti ingranaggi all'interno di altri ingranaggi ci potevano essere? Se i Cetagandani sapevano, e lui sapeva che loro sapevano, e loro sapevano che lui sapeva che loro sapevano, e… si obbligò a troncare quei farfugliamenti interiori nel momento in cui il secondo gonfiore cominciò a formarsi sul lato opposto del campo rispetto al primo.

– Là! – esclamò, sollevando un braccio di scatto con un dito proteso a indicare il punto esatto. – Là! Andate, andate!

Comprendendo finalmente cosa era successo, Tris emise un fischio sommesso e scoccò a Miles un'occhiata piena di sorpreso rispetto prima di voltarsi di scatto e di lanciarsi in corsa insieme al grosso delle loro forze che stava seguendo da presso le squadre di velocisti. Scivolato giù dalle spalle di Suegar, Miles si avviò zoppicando dietro di loro.

Lanciandosi un'occhiata alle spalle, vide la rotolante grigia massa di umanità abbattersi contro la parete opposta della cupola e invertire la propria direzione di corsa. All'improvviso si sentì come un uomo che stesse cercando di correre più in fretta di un'onda di marea e si concesse un piccolo gemito di anticipazione nell'accelerare il passo più che poteva, cercando di non pensare che quella poteva essere un'altra occasione di essere mortalmente in errore.

Ma no… le squadre di velocisti avevano raggiunto il mucchio, che era effettivamente là, e stavano già cominciando a suddividerlo mentre le truppe di sostegno le circondavano con un muro di corpi disponendosi lungo il perimetro della cupola. I Cetagandani si erano sconfitti con la loro stessa astuzia… per questa volta.

Poi l'onda di marea raggiunse Miles e invece che dalle vette proprie di un comandante lui si trovò a contemplare il mondo dalla stessa altezza da cui lo poteva vedere un verme, perché qualcuno lo spinse alle spalle e lo mandò a cadere con la faccia nella polvere. Miles ebbe l'impressione di riconoscere il cupo Pitt nell'uomo che lo stava superando con un balzo ma non ne fu certo… senza dubbio Pitt lo avrebbe calpestato invece di scavalcarlo. Un momento più tardi Suegar lo afferrò per il braccio sinistro e lo sollevò con uno strattone che lo costrinse a soffocare un urlo di dolore… intorno c'erano già fin troppe urla. Più avanti Miles riconobbe il ragazzo che aveva bloccato nella sua folle corsa e che stava adesso regolando i conti con un avversario dall'aspetto duro.

– Dovresti gridare Mettiti in fila! e non Va' all'inferno! - avvertì nell'oltrepassarlo. – I segnali finiscono sempre per essere modificati in un combattimento… sempre – borbottò poi fra sé.

Beatrice gli si materializzò accanto e Miles si aggrappò immediatamente a lei. Beatrice aveva creato intorno a sé uno spazio personale, un perimetro privato che mante

– Vieni – disse Beatrice, e lo trascinò attraverso la ressa, mentre il muro umano delle loro truppe si apriva appena dello spazio necessario per lasciarli passare.

Adesso erano vicino al punto di uscita della fila di distribuzione, e il livello di rumore sembrava essere in calo. Per Dio, stava funzionando. I quattordici gruppi di distribuzione erano ancora ammassati un po' troppo vicini fra loro e a ridosso della parete della cupola, un particolare che avrebbe potuto essere perfezionato la volta successiva, e stavano lasciando passare i supplici uno per volta. I sorveglianti mantenevano la linea in rapido movimento e incanalavano quanti erano già stati forniti della loro razione lungo il perimetro della cupola e al di là del muro umano perché si disperdessero nel campo oltre il limitare della ressa. Oliver aveva incaricato i suoi uomini dall'aspetto più duro di sorvegliare a coppie il flusso in uscita e di controllare che nessuno venisse depredato con la forza della sua razione.

Era passato molto tempo dall'ultima volta che qualcuno aveva avuto la possibilità di fare l'eroe, e non pochi di quei poliziotti di nuova nomina stavano svolgendo il loro lavoro con notevole entusiasmo… forse perché esso permetteva loro di sfogare apertamente antichi rancori. Miles riconobbe uno dei grossi e cupi compari che giaceva prono sotto un paio di guardie e che stava apparentemente incassando una dura battuta… e nel ricordare quali fossero i suoi intenti si sforzò di non trovare gradevole la musica di quei grossi pugni che si abbattevano sulla carne.

Miles, Beatrice e Suegar attraversarono quindi la fila dei prigionieri in uscita con la loro preziosa barra nutritiva e tornarono verso i mucchi di distribuzione, poi Miles andò a cercare Oliver e con un leggero sospiro di rincrescimento lo mandò all'uscita perché riportasse l'ordine fra coloro che erano incaricati di mantenerlo.

Tris intanto sembrava avere sotto un ferreo controllo i mucchi di distribuzione e quanti di volta in volta vi accedevano; notando la cosa, Miles si congratulò con sé per aver pensato di incaricare le do

No, pensò Miles, guardando in alto verso la cupola uniforme e silenziosa, non avete più il monopolio della guerra psicologica, bastardi. Adesso rovesceremo il vostro gioco e spero che vi roderete il fegato…

Un alterco scoppiato vicino ad una delle pile di cibo interruppe le sue riflessioni e lo indusse ad arricciare un labbro in un'espressione di disgusto nel vedere Pitt al centro della lite. Zoppicando si affrettò ad andare a vedere cosa stava succedendo.

A quanto pareva, Pitt aveva ripagato la sua barra non con un ringraziamento ma con un sogghigno e un commento osceno e offensivo; almeno tre fra le do

– Tu, tu, tu e tu – ordinò, battendo un colpetto sulla spalla degli individui in questione. – Afferrate quel tizio e trascinatelo fuori di qui… scortatelo fino al muro della cupola.

I volontari scelti da Miles non si mostrarono particolarmente entusiasti di quell'incarico, ma nel frattempo Tris e Beatrice erano accorse sulla scena e stavano ora conducendo l'attacco contro Pitt in maniera più scientifica, con il risultato che ben presto questi ve

– Ho intenzione di strappare le palle a questo bastardo – stava dicendo Tris. – Io comando…

– Tu sei un comandante militare – la interruppe Miles, – e se quest'uomo è accusato di condotta insubordinata lo dovresti sottoporre a corte marziale.

– È un violentatore e un assassino – replicò la do

– È un'idea che mi tenta – mormorò Miles a Suegar, traendolo in disparte, – ma l'idea di lasciarlo nelle mani di Tris mi mette a disagio. Secondo te, da cosa dipende?

– Credo che tu abbia ragione – replicò Suegar, fissandolo con rispetto. – Vedi, qui ci sono… ci sono troppi colpevoli.

In quel momento Pitt, che stava ormai schiumando di rabbia, individuò Miles.

– Tu! Piccolo omuncolo leccapiedi… credi che loro ti possano proteggere? – gridò, indicando Tris e Beatrice con un movimento secco del capo. – Non ha

– Non so perché – ringhiò Miles, abboccando alla provocazione, – ma dubito che tu sia un esperto delle tecniche di difesa del loro pianeta nella Prima Guerra Cetagandana, altrimenti avresti imparato qualcosa…

– Tris ti ha nominato forse ragazza onoraria, mutante? – lo beffò Pitt. – Non ci vorrebbe molto…

Perché sto qui a scambiare insulti con questo delinquente demente? Si chiese Miles, mentre Pitt continuava a urlare insulti. Non c'è tempo per queste cose, quindi chiudiamo la faccenda.

– A nessuno di voi è ancora venuto in mente che quest'uomo deve di certo essere un agente cetagandano? – chiese, indietreggiando di un passo e incrociando le braccia sul petto.

Perfino Pitt scivolò in un silenzio sconvolto.

– Le prove sono evidenti – proseguì Miles, con decisione, sollevando la voce in modo che tutti potessero sentirlo. – Lui è risultato un elemento di rilievo nel distruggere la vostra disciplina. Per esempio, la sua astuzia ha corrotto gli onesti soldati che gli stavano intorno, li ha messi gli uni contro gli altri. Voi eravate i combattenti migliori di Marilac, e siccome non potevano essere certi del vostro crollo, i Cetagandani ha

– Fratello Miles… – mormorò affrettatamente Oliver, parlandogli in un orecchio, – conosco quel tizio e so che non è un agente cetagandano. È soltanto come un sacco di…

– Taci, Oliver – sibilò Miles, a denti stretti, poi riprese la sua arringa usando il tono più forte e scandito di cui era capace. – È ovvio che si tratta di una spia cetagandana, di una talpa. E per tutto questo tempo voi avete creduto che quanto accadeva era qualcosa che vi stavate facendo da soli.

E dove il diavolo non esiste, pensò fra sé, può essere comodo inventarne uno.

Per quanto disgustato dalla propria azione, continuò a sfoggiare un'espressione di giusta indignazione, e nello scrutare i volti che lo stavano fissando notò che parecchi erano pallidi quanto doveva esserlo il suo, anche se il loro pallore aveva una causa diversa. Un sommesso borbottio, in parte sconcertato e in parte minaccioso, stava cominciando a levarsi dai presenti.

– Toglietegli la casacca – ordinò quindi Miles, – e stendetelo al suolo prono. Suegar, dammi la tua tazza.