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– Muoviti, soldatino – ingiunse il sergente, pungolando Murka con l'estremità del suo distruttore, – da questa parte. Oggi è il tuo giorno fortunato.
– Vuole dire che potremo dare un'occhiata dentro?
– No – ribatté il sergente, – voglio dire che non vi spezzeremo entrambe le gambe prima di buttarvi fuori. – Fece quindi una pausa e aggiunse, in tono più gentile: – Giù in città troverete un bordello.
Allungando una mano sfilò il portafoglio di Murka dalla tasca, controllò il nome sulla carta di credito e prelevò tutte le banconote contenute in esso, mentre le guardie facevano lo stesso con gli indignati soldati, dividendo fra loro quanto trovavano.
– Nel bordello accettano anche le carte di credito e avete ancora tempo fino a mezzanotte, quindi muovetevi – ingiunse infine il sergente.
La squadra di Miles fu così sospinta, vergognosa ma intatta, lungo il passaggio, e lui attese che tutti si fossero allontanati abbastanza da non poterlo sentire prima di attivare il comunicatore da polso.
– Bel? – chiamò.
– Sì? – giunse l'immediata risposta.
– Abbiamo avuto dei guai. Murka e i soldati sono appena stati prelevati dagli uomini della sicurezza di Ryoval. Credo che quel geniale ragazzo sia riuscito a trarli in inga
Fece quindi una pausa, riflettendo: la missione era stata un fallimento totale e adesso si trovavano in una situazione peggiore di quando avevano cominciato, perché la sicurezza di Ryoval sarebbe rimasta sul chi vive per tutto il resto della lunga notte jacksoniana.
– Vedrò se prima di ritirarmi mi riesce di scoprire almeno dove si trova quella creatura – aggiunse infine nel comunicatore. – Questo dovrebbe migliorare le nostre probabilità di successo al prossimo tentativo.
– Sta' attento – raccomandò Bel, imprecando con sentimento.
– Puoi scommetterci, e tieni gli occhi aperti per recuperare Murka e i ragazzi. Chiudo.
Una volta identificati i cavi giusti fu lavoro di un momento far scivolare di lato la porta, poi fu impegnato in un'interessante numero di acrobazia, spenzolandosi nel vuoto per la punta delle dita e cercando di convincere il pa
Fu all'incirca alla terza svolta che nell'avanzare strisciando e trascinandosi dietro lo zaino con le armi si rese improvvisamente conto che il territorio circostante non corrispondeva più a quello indicato dalla mappa… inferno e da
Continuò a strisciare per una trentina di minuti, scoprendo e disattivando due allarmi prima che i loro sensori potessero scoprire lui, mentre il fattore tempo si andava facendo sempre più pressante: presto avrebbe dovuto… Ah, ecco! Sbirciando attraverso una griglia per la ventilazione vide sotto di sé una stanza in penombra piena di schermi olografici e di apparecchiature per le comunicazioni. Sulla mappa il locale era indicato con la voce Piccole Riparazioni, ma quella non sembrava un'officina per le riparazioni… un altro cambiamento da quando Ryoval aveva occupato il complesso? In ogni caso nella stanza c'era un solo uomo che sedeva con le spalle rivolte alla parete in cui si apriva la griglia… un'occasione troppo perfetta per lasciarsela sfuggire.
Respirando silenziosamente e muovendosi con lentezza, estrasse la pistola ad aghi dallo zaino e verificò che fosse caricata con la cartuccia giusta… penta-rapido con l'aggiunta di una sostanza paralizzante, un delizioso cocktail studiato appositamente per quello scopo dai tecnici medici dell'Ariel. Presa la mira attraverso la griglia puntò la sottile ca
L'uomo, vestito con eleganza con abiti di tipo civile… era forse uno scienziato?… ondeggiava sulla sedia con un sorrisetto sciocco sulle labbra e guardò in direzione di Miles senza traccia di allarme nello sguardo, cominciando al tempo stesso a cadere da un lato.
Sorreggendolo, Miles lo rimise a sedere diritto.
– Avanti, siediti – ordinò. – Così va bene… non puoi certo parlare con la faccia premuta contro il tappeto, giusto?
– Nooo… – conve
– Sai qualcosa di una creatura genetica, una mostruosità acquistata di recente dalla Casa Bharaputra e portata qui?
– Sì – sorrise l'uomo, sbattendo le palpebre.
Soltanto allora Miles si ricordò che i soggetti sottoposti al penta-rapido tendevano a dare risposte letterali.
– Dove la tengono? – insistette.
– Dabbasso.
– Dove esattamente?
– Nel locale sotto il seminterrato, lo spazio al di sopra delle fondamenta… speravamo che catturasse qualche topo, sai? – ridacchiò l'uomo. – I gatti mangiano i topi? I gatti mangiano i…
Miles controllò il cubo con la mappa. Sì, quella prospettiva appariva buona, almeno in termini di penetrazione e di fuga di una squadra, anche se si trattava pur sempre di una vasta area di ricerca, trasformata in un labirinto dagli elementi strutturali che erano conficcati nel terreno e soprattutto dalle speciali colo
– A proposito – chiese d'impulso alla sua vittima, – chi sei?
– Moglia, capo della sicurezza del Complesso Biologico Ryoval – recitò l'uomo con voce allegra. – Al suo servizio, signore.
– Oh, certamente – borbottò Miles, cercando in maniera sempre più frenetica all'interno del contenitore dei dardi. Da
In quel momento la porta si spalancò con violenza.
– Fermo, amico!
Miles attivò il congegno di allarme e di autodistruzione del suo comunicatore da polso e con un rapido movimento levò di scatto in alto le mani, lanciando al tempo stesso in aria il congegno. Non a caso, Moglia sedeva fra Miles e la porta, impedendo così alle guardie di aprire il fuoco. Il comunicatore si disintegrò nell'aria… adesso gli uomini della sicurezza di Ryoval non avrebbero più avuto modo di rintracciare la squadra appostata all'esterno e Bel avrebbe almeno saputo che qualcosa era andato storto.
Mentre il capo della sicurezza ridacchiava fra sé, momentaneamente affascinato dall'impresa di contare le proprie dita, un sergente in divisa rossa spalleggiato dalla sua squadra entrò a precipizio in quella che ormai era ovvio essere la Sala Operativa della sicurezza e sbatté Miles con la faccia contro il muro, procedendo a perquisirlo con violenta efficienza: entro pochi momenti il sergente lo privò di una quantità di attrezzi incriminanti, della giacca, degli stivali e della cintura, mentre lui si appoggiava al muro tremando per il dolore dovuto a parecchie prese applicate con abilità alle terminazioni nervose e per il repentino cambiamento della sorte a suo svantaggio.
Una volta che ebbe finalmente smaltito gli effetti del penta-rapido, il capo della sicurezza si mostrò tutt'altro che soddisfatto della confessione del sergente quando questi ammise di aver lasciato andare in precedenza quella stessa sera tre uomini in uniforme e mise subito in allarme l'intero turno di guardia, mandando una squadra all'esterno perché cercasse di rintracciare i Dendarii fuggiti. Poi, con il volto atteggiato ad un'espressione apprensiva molto simile a quella sfoggiata dal sergente durante la sua mortificante confessione… ma unita ad un'acida soddisfazione per la cattura di Miles e ad un'aria nauseata dovuta ai postumi della droga… effettuò una chiamata video.
– Mio signore? – esordì, con cautela.
– Cosa succede, Moglia – domandò il Barone Ryoval, il cui volto appariva asso
– Mi dispiace disturbarla, signore, ma pensavo che volesse essere informato che qui abbiamo appena catturato un intruso. A giudicare dal vestiario e dall'equipaggiamento non si tratta di un comune ladro: è un tipo strano, una specie di nano alto, che si è introdotto attraverso le condutture – spiegò il capo della sicurezza, esibendo il contenitore per i tessuti, gli attrezzi per disattivare gli allarmi e le armi di Miles come prova delle sue affermazioni, mentre il sergente spingeva il prigioniero fino a farlo entrare nel campo di ricezione del video. – Ha fatto un sacco di domande a proposito del mostro dei Bharaputra.
Ryoval acce
– Avrei dovuto immaginarlo. Ruba mentre dovrebbe comprare, ammiraglio? – ridacchiò. – Oh, molto bene, Moglia!
– Conosce questo piccolo mutante, mio signore? – chiese il capo della sicurezza, mostrandosi leggermente meno nervoso.
– Certamente. Si fa chiamare Miles Naismith, è un mercenario e si presenta come ammiraglio… senza dubbio autopromosso. Un ottimo lavoro, Moglia: tienilo in custodia, e domattina verrò là per occuparmi personalmente di lui.
– Tenerlo in custodia come, signore?
– Divertitevi… liberamente – replicò Ryoval, scrollando le spalle.
Quando l'immagine di Ryoval svanì dallo schermo, Miles si trovò ad essere oggetto delle occhiate scrutatrici tanto del sergente quanto del capo della sicurezza, che per dare sfogo ai propri sentimenti gli assestò un pugno al ventre mentre una guardia massiccia lo teneva fermo.
Il malessere di Moglia era però ancora troppo intenso per permettergli di godere davvero di quel divertimento, e il pugno rimase isolato.
– Sei venuto per vedere il soldato giocattolo dei Bharaputra, vero? – a