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— Da tre a cinque giorni per produrre il prototipo e poi almeno altri cinque per l'analogo, se non incontrera
Il decimo giorno… e quello era il momento in cui avrebbero potuto cominciare le vaccinazioni. Quanto ci sarebbe voluto per immunizzare l'intera area della quarantena? Una settimana? Due? Quanto prima che Gilchrist e quegli idioti di dimostranti ritenessero che non fosse più pericoloso aprire il laboratorio?
— È un tempo troppo lungo — dichiarò Dunworthy.
— Lo so — sospirò Mary. — Dio sa quanti altri casi avremo avuto per allora. Stamattina ne sono già arrivati altri ventuno.
— Ritieni che si tratti di un ceppo mutante? — domandò ancora Dunworthy.
— No — affermò Mary, dopo un momento di riflessione. — Ritengo molto più probabile che Badri lo abbia preso da qualcuno a quella festa a Headington, dove fra gli altri ci poteva essere qualche Neo Induista o un Filoterrestre, o comunque qualcuno che non crede negli antivirali e nella medicina moderna. Se ricordi, l'influenza canadese del 2010 è stata causata dai membri di una comunità della setta Scienza Cristiana. Esiste una fonte, e noi la troveremo.
— E che ne sarà di Kivrin, nel frattempo? Che succederà se non riuscirai a trovare questa fonte prima della data del recupero? Kivrin dovrebbe tornare indietro il sei di ge
— Non lo so — ammise lei, in tono stanco. — Kivrin potrebbe anche non voler tornare in un secolo che sta raggiungendo rapidamente il livello dieci. Forse preferisce restare nel 1320.
Se è nel 1320, pensò Dunworthy, e andò a vedere Badri.
Il tecnico non aveva più parlato di topi dalla notte di Natale. Adesso continuava a rivivere quel pomeriggio a Balliol quando era venuto a cercare Dunworthy.
— Laboratorio? — mormorò, quando lo vide arrivare, e cercò debolmente di porgergli un immaginario biglietto prima di sprofondare nel so
Dunworthy si fermò soltanto qualche minuto, poi andò a cercare Gilchrist.
Quando arrivò a Brasenose stava piovendo di nuovo e il manipolo di picchettatori era raccolto sotto il suo striscione, tremante di freddo.
Il portiere era dietro il suo banco, intento a togliere le decorazioni dall'albero di Natale, e quando vide Dunworthy la sua espressione si fece improvvisamente allarmata.
Dunworthy lo oltrepassò senza neppure guardarlo e superò le porte.
— Non può entrare là, Signor Dunworthy — gli gridò dietro il portiere. — L'accesso al college è vietato.
Dunworthy si addentrò nel cortile senza badargli. Le stanze di Gilchrist erano nell'edificio alle spalle del laboratorio e lui si diresse da quella parte con passo affrettato, aspettandosi che il portiere gli venisse dietro per cercare di fermarlo.
Sulla porta del laboratorio spiccava un grande cartello giallo con la scritta «VIETATO L'ACCESSO SENZA AUTORIZZAZIONE», e un allarme elettronico era collegato allo stipite.
— Signor Dunworthy — esclamò Gilchrist, venendo a grandi passi verso di lui sotto la pioggia… il portiere doveva avergli telefonato. — Il laboratorio non è accessibile.
— Sono venuto per vedere lei — ribatté Dunworthy.
Il portiere li raggiunse trascinandosi dietro una ghirlanda natalizia.
— Devo chiamare la polizia universitaria? — chiese.
— Non sarà necessario — replicò Gilchrist, poi aggiunse, rivolto a Dunworthy: — Venga nel mio alloggio, c'è qualcosa che voglio farle vedere.
E lo accompagnò nel proprio ufficio, sedendo alla scrivania coperta di carte e mettendosi un'elaborata maschera con un filtro di qualche tipo.
— Ho appena parlato con il CMI — dichiarò, con voce che suonava opaca, come se provenisse da una grande distanza. — Il virus è di un ceppo che non è mai stato sequenzato prima e la cui fonte è ignota.
— È stato sequenzato adesso — ritorse Dunworthy, — e un analogo e un vaccino arrivera
— Temo che questo sia impossibile — affermò Gilchrist, con la sua voce opaca. — Sto effettuando una ricerca sull'incidenza dell'influenza nel 1300 e ci sono indicazioni evidenti che una serie di epidemie d'influenza verificatasi nella prima metà del quattordicesimo secolo ha fortemente indebolito la popolazione, abbassando quindi la sua capacità di resistenza sotto l'insorgere della Morte Nera.
'Ho trovato sei diversi riferimenti a epidemie di influenza fra l'ottobre del 1318 e il febbraio del 1321 — proseguì, prendendo un libro dall'aspetto antico e cominciando a leggere da esso: — «Dopo il raccolto si abbatté sul Dorset tutto una febbre così violenta da lasciare molti morti. Questa febbre cominciava con un dolore alla testa e confusione e fitte in tutto il corpo. I dottori praticavano salassi ma molti morivano lo stesso.
Una febbre. In un'epoca tormentata dalle febbri… tifo, colera, malaria, tutte malattie che generavano «dolore alla testa e confusione e fitte in tutto il corpo».
— 1319. Le Assise di Bath per l'a
Solidi dati storici. Riferimenti a febbri e a malattie del petto che potevano essere qualsiasi cosa, da un avvelenamento del sangue al tifo a un centinaio di infezioni senza nome.
— Il virus non può essere arrivato attraverso la rete — ribadì Dunworthy. — Sono state fatte transizioni nell'epoca della Crisi Panepidemica e nei periodi della Prima Guerra Mondiale in cui è stato usato il gas mostarda, e a Tel Aviv. La Sezione Ventesimo Secolo ha mandato un'apparecchiatura di individuazione nel sito di St. Paul due giorni dopo il bombardamento di precisione. Nulla può passare attraverso la rete.
— Lo dice lei — ritorse Gilchrist, porgendogli uno stampato. — Secondo la Sezione Statistiche esiste una possibilità dello 0.03 per cento che un microorganismo venga trasmesso attraverso la rete e una possibilità del 22.1 per cento che un myxovirus vivo si trovasse nell'area critica quando la rete è stata aperta.
— Dove ha ottenuto questi dati, in nome di Dio? — esplose Dunworthy. — Li ha tirati fuori da un cappello? Secondo la Sezione Statistiche — continuò, enfatizzando con cattiveria le ultime due parole, — c'era soltanto una percentuale dello 0.04 per cento che qualcuno fosse presente quando Kivrin ha effettuato una transizione… una percentuale che lei stesso ha considerato statisticamente insignificante.
— I virus sono organismi eccezionalmente resistenti — asserì Gilchrist. — È risaputo che possono restare latenti per lunghi periodi di tempo se esposti a certi estremi di temperatura e di umidità, e tuttavia essere ancora vivi. In certe condizioni formano cristalli che trattengono la loro struttura a tempo indefinito e se vengono rimessi in soluzione tornano ad essere infettivi. Sono stati trovati cristalli di mosaico del tabacco ancora vivi risalenti al sedicesimo secolo, e tutto questo rende evidente che esiste un rischio significativo che il virus possa penetrare attraverso la rete se dovesse venire aperta, e in queste circostanze non posso assolutamente permettere che questo accada.
— Il virus non può essere venuto attraverso la rete — ribadì Dunworthy.
— Allora perché è tanto ansioso di ottenere la verifica dei dati?
— Perché… — cominciò Dunworthy. poi si arrestò per ritrovare il controllo e ricominciò: — Perché la lettura dei dati ci permetterà di sapere se la transizione è andata come programmato o se qualcosa è andato storto.
— Oh, allora ammette che esiste la possibilità di un errore? — chiese Gilchrist. — In questo caso, perché non un errore che abbia lasciato passare il virus attraverso la rete? Finché tale possibilità sussiste il laboratorio resterà chiuso a chiave, e sono certo che il Signor Basingame approverà la linea d'azione che ho adottato.
Basingame, pensò Dunworthy. Si tratta soltanto di questo, non del virus, dei dimostranti o delle «malattie del petto» verificatesi nel 1318. Sta facendo tutto questo soltanto per giustificarsi agli occhi di Basingame.
Gilchrist era Sostituto Preside di Facoltà in assenza di Basingame, e aveva affrettato al massimo i tempi della modifica del livello di pericolosità del 1300 e della transizione, senza dubbio con l'intento di presentare a Basingame un brillante fatto compiuto… ma non lo aveva ottenuto. Invece aveva ottenuto un'epidemia, aveva perso uno storico e c'erano persone che picchettavano il college, e adesso tutto quello che gli importava era giustificare le proprie azioni e salvarsi, anche se questo significava sacrificare Kivrin.
— E cosa mi dice di Kivrin? Lei approva la sua linea d'azione? — domandò.
— La Signorina Engle era pienamente consapevole dei rischi quando si è offerta volontaria per andare nel 1320 — ribatté Gilchrist.
— Era anche consapevole della sua intenzione di abbandonarla là?
— Questa conversazione è finita, Signor Dunworthy — dichiarò Gilchrist, alzandosi in piedi. — Aprirò il laboratorio soltanto quando sarà stata individuata la fonte del virus e sarà stato ampiamente dimostrato che non esiste possibilità che sia giunto attraverso la rete.
Quindi accompagnò Dunworthy alla porta, oltre la quale era in attesa il portiere.
— Non ho intenzione di permetterle di abbandonare Kivrin — avvertì Dunworthy.
— Ed io non ho intenzione di permetterle di mettere in pericolo la salute della comunità — ritorse Gilchrist, arricciando le labbra sotto la maschera, poi si rivolse al portiere e ordinò: — Accompagni il Signor Dunworthy al cancello e se dovesse tentare ancora di entrare a Brasenose, telefoni alla polizia.
E sbatté la porta.
Il portiere accompagnò Dunworthy dall'altra parte del cortile tenendolo continuamente d'occhio con cautela, come se potesse essere pericoloso.
In effetti potrei diventarlo, pensò Dunworthy.
— Voglio usare il suo telefono — dichiarò, quando arrivarono in portineria. — Affari dell'università.
Pur apparendo nervoso il portiere posò l'apparecchio sul banco e rimase a guardare mentre Dunworthy componeva il numero di Balliol.
— Dobbiamo localizzare Basingame — disse, quando Finch rispose. — Si tratta di un'emergenza. Telefoni all'Ufficio Scozzese per le Licenze di Pesca e compili una lista di locande e di alberghi. E mi dia il numero di Polly Wilson.
Scrisse il numero su un pezzo di carta, cominciò a comporlo ma ci ripensò e invece telefonò a Mary.
— Voglio aiutare a rintracciare la fonte del virus — le disse.
— Gilchrist rifiuta di aprire la rete — commentò lei.
— Infatti. Cosa posso fare per aiutarti?