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— Il foglio fatto circolare dall'SSN parlava di disorientamento, di febbre e di emicrania, ma questo avvertimento non serve a niente perché le campane ci fa

Posso immaginarlo, pensò Dunworthy, mentre cercava William Gaddson o qualche altro studente a cui dare l'incarico di sorvegliare il suo telefono.

— Se fossimo un gruppo del Consiglio la cosa naturalmente non avrebbe importanza, perché loro ammettono sostituzioni a destra e a sinistra. Durante l'esecuzione di Tittum Bob Maxims, a York, ha

Nessuno degli studenti era visibile nella sala, Finch doveva evidentemente essersi barricato nella dispensa e Colin se n'era già andato.

— Ha ancora bisogno di una stanza per le esercitazioni? — chiese alla Signora Taylor.

— Sì, a meno che uno di noi si ammali. Naturalmente in quel caso potremmo sempre eseguire Stedmans, ma non sarebbe la stessa cosa, non crede?

— Vi permetterò di usare il mio salotto a patto che rispondiate al telefono e prendiate nota dei messaggi in arrivo per me. Sto aspettando un'importante chiamata a… un'importante interurbana, quindi è essenziale che nella stanza ci sia sempre qualcuno.

E la accompagnò nel proprio alloggio.

— Oh, non è molto grande, vero? — commentò l'Americana. — Non so se c'è lo spazio sufficiente per esercitarci in elevazione. Possiamo spostare il mobilio?

— Potete fare quello che volete, a patto che rispondiate al telefono e prendiate nota dei messaggi. Aspetto una telefonata di un certo Signor Andrews. Lo avverta che non c'è bisogno di un permesso speciale per entrare nell'area della quarantena e che deve andare direttamente a Brasenose. Io lo raggiungerò là.

— D'accordo, credo che qui vada bene — replicò la do

Pur non essendo del tutto convinto che fosse una buona idea affidarle quell'incarico, la lasciò impegnata a ridisporre il mobilio e si affrettò ad andare da Badri, che aveva qualcosa da dirgli. Li ha uccisi tutti. Ha ucciso mezza Europa.

La pioggia si era placata, riducendosi a poco più di una fine nebbiolina, e i picchetti contro la CE si erano raccolti in forze davanti all'Infermeria. Ad essi si erano aggiunti parecchi ragazzi dell'età di Colin che si erano applicati strisce nere sulla faccia e gridavano:

— Lasciate libero il mio popolo!

Uno di essi afferrò Dunworthy per un braccio.

— Il governo non ha il diritto di tenerti qui contro la tua volontà — disse, accostando la faccia a strisce bianche e nere alla maschera protettiva di Dunworthy.

— Non essere idiota! — ribatté questi. — Vuoi scatenare un'altra panepidemia?

Il ragazzo gli lasciò andare il braccio con espressione confusa e lui ne approfittò per fuggire dentro.

Il Pronto Soccorso brulicava di pazienti su lettini mobili, e ce n'era perfino uno vicino all'ascensore; una massiccia infermiera che indossava un set di IPS era ferma accanto al letto, intenta a leggere al paziente qualcosa da un libro rivestito di politene.

— Chi è mai perito pur essendo i

La do

— Il Signore ti colpirà con la consunzione — recitò la Signora Gaddson, la cui voce lo inseguì nel corridoio durante la sua fuga, — e con la febbre e con l'infiammazione.

E ti colpirà con la Signora Gaddson, pensò Dunworthy, e lei ti leggerà le Scritture per tenerti alto il morale.

Salendo le scale raggiunse il reparto di Isolamento, che a quanto pareva adesso aveva occupato tutto il piano.

— Eccola qui! — esclamò l'infermiera di turno, di nuovo la graziosa allieva bionda. Dunworthy si chiese se doveva metterla in guardia dalla Signora Gaddson.

— Avevo quasi rinunciato a sperare di vederla — continuò la ragazza, porgendogli il solito set di IPS che lui infilò prima di seguirla. — Ha continuato a chiamarla per quasi tutta la mattina. Circa mezz'ora fa era addirittura frenetico e insisteva di doverle dire una cosa. Adesso va un po' meglio.

In effetti, Badri aveva un aspetto decisamente migliore. Il rossore era sparito e anche se era ancora un po' pallido sotto la pelle olivastra sembrava quasi tornato se stesso. Il tecnico era parzialmente seduto a ridosso di alcuni cuscini, con le ginocchia sollevate e le mani adagiate su di esse con le dita incurvate, e aveva gli occhi chiusi.

— Badri? — chiamò l'infermiera, posandogli sulla spalla la mano protetta dal guanto impermeabile e chinandosi verso di lui. — Il Signor Dunworthy è qui.

— Il Signor Dunworthy? — ripeté Badri, aprendo gli occhi.

— Sì — confermò l'infermiera, acce

— Sono qui, Badri — interve

Badri te

— È da parecchio che continua a farlo — spiegò questa. — Credo che pensi di dattiloscrivere qualcosa.

Poi diede un'occhiata agli schermi e lasciò la stanza.

Badri stava senza dubbio dattiloscrivendo. I polsi erano adagiati sulle ginocchia e le dita battevano sulla coperta in una complessa sequenza mentre lui teneva lo sguardo fisso su qualcosa davanti a sé… uno schermo?

— Non può essere giusto — mormorò dopo un momento, accigliandosi, e ricomiciò a dattiloscrivere in fretta.

— Cosa c'è, Badri? — domandò Dunworthy. — Cos'è che non va?

— Ci deve essere un errore — dichiarò Badri, poi s'inclinò appena da un lato e aggiunse: — Datemi una linea di verifica sul TAA.

Dunworthy si rese conto che era convinto di parlare nel microfono della consolle e che stava decifrando i dati di verifica.

— Cosa non può essere giusto, Badri? — insistette.

— Lo slittamento — replicò il tecnico, senza distogliere lo sguardo dallo schermo immaginario. — Controllo di uscita — aggiunse nel microfono, poi ripeté: — Non può essere esatto.

— Cosa c'è che non va nello slittamento? — domandò Dunworthy. — È stato maggiore di quanto ti aspettassi?

Badri però non rispose. Batté qualcosa sulla tastiera immaginaria, si fermò per guardare gli schermi inesistenti e riprese quindi a dattiloscrivere freneticamente.

— Quanto slittamento c'è stato, Badri? — tentò ancora Dunworthy.

Il tecnico dattiloscrisse per un intero minuto, poi smise e guardò verso Dunworthy.

— Così preoccupato — affermò, in tono pensoso.

— Preoccupato per cosa, Badri?

All'improvviso il tecnico gettò indietro le coltri e si afferrò alle sbarre del letto.

— Devo trovare il Signor Dunworthy — esclamò, assestando uno strattone alla flebo e staccando il nastro adesivo.

Sopra di lui gli schermi parvero impazzire, emettendo immagini confuse e segnali sonori, e da qualche parte suonò un allarme.

— Non devi fare così — disse Dunworthy, protendendosi in avanti per trattenere il malato.

— Lui è al pub — gridò Badri, dando un altro strattone al nastro adesivo.

I diagrammi sugli schermi si trasformarono all'improvviso in altrettante linee piatte.

— Contatto cessato — scandì una voce computerizzata. — Contatto cessato.

— Oh, santo cielo, è la seconda volta che lo fa! — esclamò l'infermiera, irrompendo nella stanza. — Non si deve agitare così, Signor Chaudhuri, ha staccato la ca

— Vada a chiamare il Signor Dunworthy, subito — affa

Dunworthy attese che l'infermiera avesse fissato di nuovo la ca

— Credo che farò meglio a chiedere che gli somministrino un sedativo — commentò l'infermiera, andando via.

— Badri, sono il Signor Dunworthy — si affrettò a ripetere Dunworthy, non appena furono soli. — Volevi dirmi qualcosa… guardami, Badri. Cosa c'è? Cosa non va?

Badri lo guardò, ma senza interesse.

— C'è stato troppo slittamento, Badri? Kivrin si trova in mezzo alla peste?

— No ho tempo — replicò Badri. — Sono stato là sabato e domenica. — Poi riprese a dattiloscrivere, con le dita che si muovevano incessantemente sulla coperta. — Non può essere giusto.

L'infermiera tornò in quel momento con una bottiglia da attaccare alla flebo.

— Oh, bene — mormorò Badri, assumendo un'espressione più rilassata, come se si fosse liberato da un peso enorme. — Non so cosa sia successo. Avevo un'emicrania spaventosa.

Poi chiuse gli occhi ancora prima che l'infermiera avesse agganciato la bottiglia di flebo alla ca

L'allieva accompagnò fuori Dunworthy.

— Dove possiamo trovarla se al risveglio chiedesse ancora di lei? — volle sapere.

— Cos'ha detto, esattamente? — chiese Dunworthy, dandole il proprio numero e togliendosi gli indumenti protettivi. — Prima che arrivassi, intendo.

— Ha continuato a chiamare il suo nome e a ripetere che doveva trovarla, che doveva dirle una cosa importante.

— Non ha parlato di topi?

— No, ma una volta ha detto che doveva trovare Karen… o Katherine…

— Kivrin.

— Esatto — a

— Voglio che scriva tutto quello che dice — affermò Dunworthy, buttando i guanti impermeabili nel sacco dei rifiuti. — Non le parti incomprensibili, ma tutto il resto — si affrettò ad aggiungere, prima che la ragazza potesse protestare. — Tornerò questo pomeriggio.

— Ci proverò, ma per lo più sono cose senza senso — ribatté la ragazza.

Dunworthy scese al piano terra. Per lo più erano cose senza senso, vaneggiamenti indotti dal delirio e privi di significato, ma all'uscita dall'Infermeria lui cercò comunque un taxi per tornare a Balliol il più in fretta possibile, parlare con Andrews e farsi decifrare i dati di verifica.

— Non può essere giusto — aveva detto Badri, e si doveva trattare dello slittamento. Possibile che avesse in qualche modo sbagliato a leggere la cifra e creduto che si trattasse di appena quattro ore, scoprendo in seguito… cosa? Che erano quattro a

— Arriverai più in fretta camminando — disse qualcuno… il ragazzo con la faccia dipinta a strisce bianche e nere. — Se aspetti un taxi resterai lì in eterno, perché sono stati requisiti tutti dal da