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La guarigione di Kivrin dalla polmonite fu così improvvisa da convincerla che qualcosa avesse finalmente attivato il suo sistema immunitario, perché il dolore al petto svanì di colpo e il taglio che aveva sulla fronte scomparve come per magia.

Imeyne lo esaminò con espressione sospettosa, quasi pensasse che Kivrin avesse finto di essere ferita, e lei fu sinceramente sollevata che il taglio fosse stato vero e concreto.

— Devi essere grada a Dio di averti risanata in questo giorno di sabato — borbottò Imeyne, in tono di disapprovazione, e si inginocchiò accanto al letto.

Era evidentemente stata a messa, perché aveva indosso il suo reliquiario, che adesso strinse fra le mani giunte… come il registratore, pensò Kivrin… per recitare il Padre Nostro prima di rialzarsi in piedi.

— Vorrei poter essere venuta a messa con te — osservai.

— Ho ritenuto che fossi troppo malata — ribatté Imeyne, sbuffando ed enfatizzando in modo insinuante il termine «malata», — e del resto è stata una messa scadente.

Poi si lanciò in un elenco dei peccati di Padre Roche: aveva letto il vangelo prima del Kyrie, la sua alba era macchiata di cera di candela, aveva dimenticato una parte del Confiteor Deo. Elencare le pecche del prete parve migliorare il suo umore, perché quando ebbe finito batté un colpetto gentile sulla mano di Kivrin.

— Non sei ancora del tutto risanata — le disse. — È meglio che resti a letto un giorno ancora.

Kivrin lo fece e impiegò quel tempo per registrare le proprie osservazioni, descrivendo il maniero, il villaggio e tutti coloro che aveva incontrato fino a quel momento. Il castaldo… un uomo scuro e massiccio che appariva a disagio con indosso gli abiti della festa e una cintura d'argento troppo elaborata… le portò più tardi un'altra ciotola di quel tè amaro preparato da sua moglie, poi un ragazzino che aveva più o meno l'età di Rosemund ve

— È andato a impartire la confessione al contadino malato — spiegò Agnes.

La bambina continuava ad essere una fonte eccellente di informazioni in quanto rispondeva con prontezza a tutte le domande di Kivrin anche se non era certa di conoscere la risposta ed era sempre pronta ad offrire spontaneamente ogni sorta di notizie in merito al villaggio e ai suoi occupanti. Rosemund invece era più quieta e molto preoccupata di apparire ormai adulta.

— Agnes, è infantile parlare così tanto. Devi imparare a tenere a bada la lingua — ripeteva spesso alla sorella, un commento che per fortuna non aveva il minimo effetto su Agnes.

Rosemund parlava però volentieri dei suoi fratelli e di suo padre, che aveva promesso di «venire senza fallo a passare il Natale con loro», ed era ovvio che lo adorava e sentiva la sua mancanza.

— Vorrei essere un maschio — commentò in un'occasione, mentre Agnes stava mostrando a Kivrin il pe

Grazie ai commenti delle bambine e a frammenti delle conversazioni di Eliwys e di Imeyne, il tutto integrato dalle sue osservazioni, Kivrin riuscì a mettere insieme una buona quantità di informazioni in merito al villaggio. Esso era più piccolo di quanto la Sezione Statistiche avesse stimato essere Skendgate, piccolo anche per un villaggio medievale, in quanto non doveva contenere più di una quarantina di anime, inclusa la famiglia di Lord Guillaume e quella del castaldo, che in aggiunta al neonato aveva altri cinque figli.

Fra gli abitanti c'erano due pastori e parecchi contadini, ma quella era «la più povera fra le tenute di Guillaume», come affermò Imeyne in un'occasione, lamentandosi ancora una volta di essere costretta a trascorrervi il Natale; la moglie del castaldo era l'arrampicatrice sociale del posto, i membri della famiglia di Maisry erano i falliti locali. Kivrin registrò tutto… statistiche e pettegolezzi… congiungendo le mani in preghiera ogni volta che ne aveva l'opportunità.

La neve che aveva cominciato a cadere quando l'avevano riportata al maniero aveva continuato per tutta la notte e fino al pomeriggio successivo, creando uno strato di una trentina di centimetri, ma il primo giorno in cui Kivrin si alzò infine in piedi si mise a piovere, e lei si augurò che la pioggia sciogliesse la neve. Il suo solo effetto, invece, fu quello di indurirne la crosta mutandola in ghiaccio.

Kivrin temeva che adesso che il carro e le casse erano stati rimossi non sarebbe riuscita a riconoscere il sito della transizione; avrebbe dovuto convincere Gawyn a portarla sul posto, ma era più facile a dirsi che a farsi perché lui veniva nella sala soltanto per mangiare o per chiedere qualcosa ad Eliwys, e poiché Imeyne era sempre là a tenerla d'occhio lei non osava avvicinarlo.

Cominciò allora a portare le bambine a fare piccole escursioni… in giro per il cortile o nel villaggio… nella speranza che finissero per imbattersi in lui, ma Gawyn non si vedeva né nel granaio né nella stalla e anche Gringolet sembrava scomparso… Kivrin si chiese se non fosse andato in cerca dei suoi assalitori nonostante gli ordini di Eliwys, ma poi Rosemund le spiegò che era fuori a caccia.

— Deve uccidere un daino per il banchetto di Natale — aggiunse Agnes.

A nessuno sembrava importare dove lei portasse le bambine o per quanto tempo restassero assenti. Lady Eliwys a

I preparativi per il Natale erano in pieno fervore. Eliwys aveva reclutato ogni ragazza e do

Nel quattordicesimo secolo il Natale era stato una festa che sì protraeva per due settimane con banchetti, giochi e danze, ma Kivrin rimase sorpresa che Eliwys stesse facendo tanti preparativi in simili circostanze… doveva essere davvero convinta che Lord Guillaume sarebbe venuto per Natale, come aveva promesso.

Imeyne s'incaricò di sovrintendere alle pulizie della sala, lamentandosi di continuo per le misere condizioni dell'ambiente e la mancanza di aiuto decente. Quella mattina fece venire il castaldo e un altro uomo perché tirassero giù i pesanti tavoli appesi alle pareti e li disponessero su due cavalletti, poi te

— Non abbiamo lavanda — si lamentò con Eliwys, — e non abbiamo giunchi nuovi a sufficienza per coprire il pavimento.

— Allora ci dovremo accontentare di quello che abbiamo — ribatté Eliwys,

— Non c'è neppure lo zucchero per i dolci, e neanche il ci

Kivrin, che stava mettendo gli stivali ad Agnes per portarla di nuovo fuori a vedere il suo pony, sollevò lo sguardo, allarmata.

— È soltanto un giorno di viaggio — stava insistendo Imeyne. — Probabilmente il cappellano di Lady Yvolde provvederà a celebrare la messa, e…

— Il mio pony si chiama Saraceno — interve

— Um — mormorò soltanto Kivrin, che stava ancora cercando di seguire la conversazione. Il Natale era un periodo in cui le famiglie nobiliari si scambiavano spesso delle visite, portandosi dietro tutta la servitù e restando assenti per settimane, almeno fino all'Epifania. Se fossero andati a Courcy era possibile che si trattenessero per parecchio tempo dopo la data fissata per il suo recupero.

— Mio padre lo ha chiamato Saraceno perché ha un cuore pagano — spiegò ancora Agnes.

— Sir Bloet si offenderà quando scoprirà che siamo stati così vicini a lui per tutto questo tempo senza fargli una visita — persistette Lady Imeyne. — Penserà che il fidanzamento sia stato a

— Non possiamo andare a Courcy per Natale — interve

— Sarà molto seccato di scoprire che le sue figlie si sono inselvatichite al punto da parlare quando vogliono e da impicciarsi di questioni che non le riguardano — ritorse Lady Imeyne, scoccandole un'occhiata rovente, poi tornò a girarsi verso Eliwys, che aveva un'aria preoccupata. — Di certo mio figlio avrebbe abbastanza buon senso da cercarci a Courcy.

— Mio marito ci ha ordinato di restare qui ad aspettare il suo arrivo, e sarà contento se avremo fatto come lui desidera — replicò infine Eliwys, poi si accostò al focolare e prese il cucito di Rosemund, indicando con chiarezza che la conversazione era finita.

Ma non per molto, pensò Kivrin, osservando Imeyne, che aveva arricciato le labbra in una smorfia e stava indicando un punto sul tavolo. La do

Imeyne non avrebbe lasciato perdere e avrebbe continuato a risollevare la questione, adducendo un'argomentazione dopo l'altra per dimostrare che dovevano andare da Sir Bloet, che aveva lo zucchero, i giunchi e il ci

Mentre legava i lacci della cuffietta di Agnes e le tirava il cappuccio del mantello sulla testa, Kivrin si rese conto che doveva a tutti i costi ritrovare il sito della transizione.

— A Bath cavalcavo Saraceno tutti i giorni — affermò intanto la bambina. — Vorrei poter andare a cavallo anche qui. Mi porterei dietro il mio cane.

— I cani non montano sui cavalli, corrono loro accanto — le fece notare Rosemund.

— Blackie è troppo piccolo per correre — replicò Agnes, imbronciandosi cocciutamente.

— Perché qui non puoi andare a cavallo? — interve

— Perché non c'è nessuno che ci accompagni — spiegò Rosemund. — A Bath avevamo la bambinaia e uno dei privé di mio padre che venivano con noi.

Uno dei privé di Guillaume. Gawyn avrebbe potuto accompagnarle, e in questo modo lei avrebbe potuto non soltanto chiedergli dove fosse il sito ma addirittura farselo mostrare. Sapeva che Gawyn era tornato perché quella mattina lo aveva intravisto in cortile ed aveva suggerito la visita alle stalle proprio nella speranza di incontrarlo… ma se fosse uscito a cavallo con loro per scortarle sarebbe stato anche meglio.

— Se dobbiamo restare qui per Natale — osservò Imeyne, avvicinandosi a dove Eliwys era seduta, — avremo bisogno di carne per il pasticcio natalizio.

— Dirò al castaldo e al suo figlio maggiore di andare a caccia — replicò Eliwys, in tono quieto, posando il cucito e alzandosi.

— E così non ci sarà nessuno che provveda a raccogliere l'edera e l'agrifoglio.

— Padre Roche deve andare oggi a raccoglierlo — le ricordò Eliwys.