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12 marzo
Vancouver Island, Canada
I giorni passavano, ma la pioggia non cessava.
Leon Anawak non riusciva a ricordare l'ultima volta che aveva piovuto così tanto. Guardò fuori, verso l'oceano piatto e uniforme. L'orizzonte era come una linea di argento vivo tra la superficie dell'acqua e le incombenti masse nuvolose. Laggiù sembrava profilarsi una pausa dopo giorni di scrosci ininterrotti, ma di più non si sapeva. Poteva anche scendere la nebbia. L'oceano Pacifico mandava quello che voleva, in genere senza preavviso.
Senza perdere di vista la linea dell'orizzonte, Anawak accelerò la velocità del Blue Shark e avanzò. Lo zodiac — così erano chiamati i grandi gommoni dotati di potenti motori — era completamente occupato: dodici persone in tuta antipioggia, armate di binocoli e videocamere. E quella gente si stava ormai perdendo d'animo. Da oltre un'ora e mezzo era in attesa delle balene grigie e delle megattere che in febbraio avevano lasciato la Bassa California e le acque calde intorno alle Hawaii per spostarsi in massa nella zona estiva di nutrimento: l'Artico. Ogni volta percorrevano sedicimila chilometri. Il loro viaggio le portava dal Pacifico, attraverso il mare di Bering, al mare dei Ciukci fino al limite del pack, il paese della cuccagna, dove si riempivano la pancia di granchi e gamberetti. Quando le giornate tornavano ad accorciarsi, riprendevano a ritroso il lungo viaggio verso il Messico. Lì, protette dalle orche, i loro peggiori nemici, mettevano al mondo i piccoli. Due volte all'a
Quell'a
Già da tempo gli esemplari delle due specie avrebbero dovuto mostrare la testa o la coda per le foto d'obbligo. In quel periodo, la possibilità di vedere le balene era così elevata che la Davies Whaling Station garantiva un secondo viaggio gratis nel caso non se ne fossero viste. Ma due ore senza avvistamenti erano indice di un giorno proprio sfortunato. Una settimana poteva offrire qualche motivo di preoccupazione, però una cosa simile non era mai capitata: sembrava che le balene si fossero perse da qualche parte tra la California e il Canada. Anche per quel giorno, insomma, niente di niente. Le videocamere erano riposte e a casa non ci sarebbe stato nulla da raccontare, se non la navigazione nei pressi di una magnifica costa rocciosa… peccato che fosse nascosta da una cortina di pioggia.
Abituato a fornire spiegazioni durante gli avvistamenti, Anawak si sentiva la lingua incollata al palato. Nel corso dell'ultima ora e mezzo aveva raccontato la storia della regione e gli aneddoti migliori nel tentativo di non deprimere ulteriormente i turisti. Ma ormai sembrava che nessuno volesse più saperne di cetacei e orsi bruni. Le sue manovre diversive di riserva erano terminate e lui si chiedeva dove diavolo fossero finite le balene. In realtà si sarebbe dovuto preoccupare dei turisti che avevano pagato, ma al momento non poteva far nulla per loro.
«Torniamo indietro», decise.
Silenzio di delusione. Il viaggio di ritorno attraverso il Clayoquot Sound richiedeva almeno tre quarti d'ora e tutti erano bagnati fin nelle ossa. Ma lo zodiac disponeva di due potenti motori che, spinti al massimo, garantivano un viaggio adrenalinico e l'unica cosa che Anawak ormai poteva offrire ai clienti era il brivido della velocità.
Smise di piovere non appena comparvero le case di Tofino e il molo della Davies Whaling Station. Le colline e le sagome delle montagne sembravano ritagliate nel cartone grigio, le cime erano avvolte dalla foschia e dalle nuvole. Prima di ormeggiare lo zodiac, Anawak aiutò i passeggeri a scendere, perché la scaletta che conduceva al molo era scivolosa. Sulla terrazza dell'edificio della stazione si era già radunato il gruppo successivo, in attesa di un'avventura che non ci sarebbe stata. Ma Anawak non se ne curava più. Era stanco di preoccuparsi degli altri.
«Se va avanti così, dovremo cambiare mestiere», gli disse Susan Stringer, non appena fu entrato nella biglietteria. Era dietro il bancone e sistemava gli opuscoli nell'apposito espositore. «Potremmo osservare scoiattoli, che ne dici?»
La Davies Whaling Station era un vero bazar — un negozio pieno di opere di artigianato, souvenir kitsch, vestiti e libri — e Susan Stringer era incaricata di gestirla. Come aveva fatto anche Anawak, lavorava per pagarsi gli studi. Anawak, invece, laureatosi quattro a
Cominciò a sbottonare la tuta arancione. «Se almeno si potesse fare qualcosa», disse cupo.
«Fare che cosa?»
«Cercare.»
«Non volevi parlare con Rod Palm dell'interpretazione degli esami telemetrici?»
«L'ho fatto.»
«E allora?»
«Non c'è molto, a quanto pare. In ge
«Non preoccuparti. Arrivera
«A quanto pare invece è proprio così.»
Lei sorrise. «Forse sono in coda a Seattle. A Seattle c'è sempre coda.»
«Molto spiritosa.»
«Forza, rilassati! Anche i primi a
«Io… no. Devo preparare l'esperimento col beluga», rispose Anawak.
Susan lo osservò, accigliata. «Se lo vuoi sapere, esageri un po' col lavoro.»
Lui scosse la testa. «Devo farlo, Susan. Per me è importante e poi non capisco nulla del corso azionario.»
La stoccata era rivolta a Roddy Walker, il ragazzo di Susan. Faceva il broker a Vancouver e avrebbe trascorso qualche giorno a Tofino. La sua idea di vacanza consisteva nel dare sui nervi agli altri, parlando ininterrottamente al cellulare o elargendo consigli finanziari, ovviamente sempre a voce altissima. Susan aveva compreso da tempo che tra i due giovani non sarebbe mai nata un'amicizia, soprattutto dopo che Walker aveva tormentato Anawak per una serata intera, interrogandolo sulle sue origini.
«Forse non ci crederai, ma Roddy sa parlare anche di altre cose», disse lei.
«Davvero?»
«Se glielo si chiede con gentilezza», disse.
Una frase un po' tagliente. «Va bene. Allora verrò più tardi», concluse lui.
«Sciocchezze. Non verrai neppure più tardi.»
Anawak sorrise. «Se me lo chiedi con gentilezza…»
Sapevano entrambi che non si sarebbe presentato, tuttavia Susan disse: «Ci troviamo verso le otto, in caso ci ripensi. Forse dovresti alzare il tuo sedere ricoperto di molluschi. C'è anche la sorella di Tom e viene per te».
La sorella di Tom non era il peggiore degli argomenti per convincerlo. Ma Tom Shoemaker era il direttore amministrativo della Davies, e ad Anawak non piaceva l'idea di stringere legami proprio quando aveva già in mente di andarsene. «Ci penserò.»
Susan sorrise, scrollò la testa e uscì.
Anawak andò avanti a servire i clienti finché non comparve Tom, che gli concesse mezza giornata di libertà. Uscì sulla strada principale di Tofino. La Davies Whaling Station si trovava proprio all'ingresso del paese. L'edificio era carino: una tipica casa di legno con frontone rosso, terrazza sul tetto e un prato sul davanti da cui, come simbolo, spuntava una coda di balena alta sette metri, fatta con legno di cedro. Nelle immediate vicinanze iniziava un bosco di abeti. Lì il Canada appariva esattamente come lo immaginavano gli europei. Ad alimentare quell'atmosfera contribuivano gli indigeni, che, di sera, alla luce delle lanterne antivento, raccontavano di orsi arrivati fin nei loro giardini e di cavalcate sul dorso delle balene. Non tutto era vero, ma la maggior parte sì. Vancouver Island nutriva con entusiasmo il mito di rappresentare l'essenza stessa del Canada. La striscia di costa occidentale tra Tofino e Port Renfrew — con le spiagge che scendevano dolcemente verso il mare, le baie singolari, circondate da abeti secolari e cedri, le paludi, i fiumi e il panorama frastagliato — attirava ogni a
Anawak non degnò il panorama di uno sguardo.
S'inoltrò nel paese e svoltò verso il molo. Lì c'era ancorata una barca a vela, un dodici metri, vecchia e cadente. Apparteneva a Davie, il direttore della stazione. Non volendo investire denaro per riportarla in mare, Davie l'aveva affittata per una cifra bassissima ad Anawak, che ne aveva fatto la sua casa. Aveva anche un appartamento a Vancouver, ma ci andava soltanto se si doveva fermare in città un po' più del solito.
Scese sottocoperta, prese un plico di appunti e tornò alla stazione. A Vancouver aveva un'auto — una Ford arrugginita -, ma, per le dimensioni dell'isola, era sufficiente prendere in prestito la vecchia Land Cruiser di Shoemaker. Salì, accese il motore e si avviò verso il Wickani
Quando raggiunse il Wickani