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Circa dieci minuti dopo, sistemati su un albero caduto il laptop e i fogli, Anawak vide una figura scendere le scale e passeggiare lungo la spiaggia, vicino all'acqua blu argento. C'era bassa marea, e la sabbia illuminata dalla luce del sole calante era punteggiata dal legname portato dal mare. Quella persona sembrava non avere la minima fretta, però era evidente che, sebbene la stesse prendendo alla larga, stava puntando proprio verso l'albero di Anawak. Lui aggrottò la fronte e cercò di mostrarsi il più indaffarato possibile. Dopo un po' sentì il rumore leggero e scricchiolante dei passi che si avvicinavano e allora fissò i suoi appunti, ma ormai la concentrazione se n'era andata.
«Salve», disse una voce cupa.
Anawak sollevò lo sguardo.
Davanti a lui c'era una do
«Salve», replicò Anawak, in tono meno brusco di quanto avrebbe voluto. Nel momento in cui aveva alzato lo sguardo, non aveva più percepito la presenza della do
«Che cosa ci fa qui?» chiese la do
In altre circostanze, Anawak avrebbe risposto a monosillabi e poi si sarebbe concentrato di nuovo sul lavoro. C'erano molti modi per far capire alle persone di andare al diavolo. E invece rispose: «Sto lavorando a un articolo sui beluga. E lei?»
La do
«Anch'io sto lavorando a un articolo», disse la do
Ecco chi era… La do
«Che cos'è successo alle balene? Non ne abbiamo incontrata neppure una.»
«Non ce ne sono», replicò Anawak.
«Perché?»
«Non faccio che chiedermelo.»
«Non lo sa?»
«No.»
La do
«I suoi cosa non arrivano?» domandò Anawak.
«Forse non dovrebbe stare ad aspettare… Dovrebbe cercare», disse la do
«Certo che cerchiamo.» Appoggiò i fogli e si stupì della sua franchezza. Era come se stesse parlando a una vecchia amica. «Cerchiamo in tutti i modi.»
«E come lo fate?»
«Coi satelliti. Osservazioni a distanza. Inoltre siamo in grado di localizzare i movimenti dei branchi con l'ecoscandaglio. Ci sono varie possibilità.»
«E tuttavia continuano a sfuggirvi?» chiese la do
«Nessuno immaginava che non arrivassero. All'inizio di marzo ci sono stati degli avvistamenti all'altezza di Los Angeles, poi basta.»
«Forse avreste dovuto guardare meglio», lo incalzò lei.
«Sì, forse.»
«E sono sparite tutte?»
«No, non tutte.» Anawak sospirò. «È una cosa un po' complicata. Vuole sentirla?»
«Altrimenti non l'avrei chiesto.»
«Qui ci sono delle balene. Stanziali», cominciò lui.
«Stanziali?»
«Davanti a Vancouver Island si possono osservare ventitré specie diverse di balene. Alcune migrano periodicamente: balene grigie, megattere, balenottere minori; altre vivono nella zona. Abbiamo solo tre specie di orche.»
«Orche?»
«Sì, orche.»
«Ah! Le orche assassine.»
«Quella definizione è del tutto priva di senso», replicò Anawak, seccato. «Le orche sono pacifiche e infatti non si sono mai registrate aggressioni all'uomo. 'Orca assassina'… Queste sciocchezze sono state diffuse da Cousteau, che non si vergogna a definire l'orca come 'nemico pubblico numero uno'. Oppure da Plinio nella sua Storia naturale! Sa che cosa scrive? 'Una mostruosa massa di carne armata di denti barbari'. Che sciocchezza. Possono dei denti essere barbari?»
«I dentisti possono essere barbari», osservò lei, facendo un altro tiro di sigaretta. «Okay, ho capito. Che cosa vuol dire orca?»
Anawak era sorpreso. Nessuno gli aveva mai fatto una simile domanda. «È una definizione scientifica», rispose.
«E cosa vuol dire?»
«Orcinus orca. 'Colui che appartiene al regno dei morti'. Ma, per piacere, non mi chieda chi si è inventato una cosa del genere.»
Lei ridacchiò. «Ha detto che ci sono tre specie di orche.»
Anawak indicò l'oceano. «Le orche 'offshore', di cui sappiamo pochissimo. Va
«Abbastanza.»
«A est della terraferma c'è uno stretto, il Johnstone Strait. Le stanziali sono lì per tutto l'a
Lei sorrise. «È colpa mia. Mi dispiace, le ho fatto perdere il filo. Ma io devo sempre sapere tutto. Probabilmente faccio anche saltare i nervi con le mie continue domande.»
«Deformazione professionale?»
«Sono nata così. Mi voleva spiegare quali balene sono sparite e quali no.»
«Sì, lo volevo, ma…»
«Non ha tempo.»
Anawak esitò. Gettò un'occhiata ai fogli e al laptop. Nel corso della serata avrebbe dovuto finire l'articolo. Ma la serata era lunga. E poi aveva fame. «Soggiorna al Wickani
«Sì.»
«Che cosa fa stasera?»
«Oh!» Lei sollevò le sopracciglia e gli sorrise. «L'ultima volta me l'ha
Sorrise anche lui. «A dire la verità, a spingermi a chiederlo è stata la fame. Pensavo che avremmo potuto continuare la nostra conversazione a tavola.»
«Buona idea.» La do
Si accomodarono a un tavolo vicino a una delle vetrate che delimitavano il ristorante. Era proprio davanti all'hotel e dominava sulle rocce, come se volesse gettarsi in mare. Dalla sommità si godeva la splendida vista del Clayoquot Sound con le sue isole, della baia e delle foreste che si stendevano nell'entroterra. Era un posto ideale per osservare le balene. Quell'a
«Il problema è che le orche offshore e quelle transienti non sono arrivate», spiegò Anawak. «Quindi, al momento, sulla costa occidentale non ci sono orche. Le stanziali sono tante come sempre, tuttavia preferiscono evitare questa zona, sebbene il Johnstone Strait sia per loro sempre meno accogliente.»
«Come mai?»
«Come si sentirebbe se dovesse dividere casa sua con traghetti, cargo, linee di navigazione di lusso e imbarcazioni per la pesca sportiva? Là fuori è tutto un rimbombare di navi a motore. Inoltre la zona prospera grazie all'industria del legno e le linee di cargo portano intere foreste in Asia. La deforestazione provoca l'insabbiamento dei fiumi in cui i salmoni deponevano le uova. E le stanziali mangiano solo salmoni.»
«Capisco. Ma lei non si preoccupa solo per le orche, vero?» chiese la do
«Sono le balene grigie e le megattere a rappresentare un vero rompicapo. Forse ha
«Forse si sono spostate molto più al largo», ipotizzò Samantha.
«Là non c'è cibo a sufficienza. La Wickani
«Elegans? Suona chic», commentò Samantha.
Anawak sorrise. «È un verme, lungo e sottile. Nella baia sabbiosa è presente in quantità enormi, e le balene grigie lo mangiano a quattro palmenti. Senza questo pasto intermedio non riuscirebbero ad arrivare fino all'Artico.» Bevve un sorso d'acqua. «E, intorno alla metà degli a
«E non ne è arrivata neanche una?»
«Le balene grigie stanziali ci sono, però sono poche», rispose Anawak.
«E le megattere?»
«Stessa storia. Sparite.»
«Ha detto che sta scrivendo un articolo sui beluga?» domandò ancora Samantha.
Anawak la fissò. «Che ne dice di raccontarmi qualcosa di lei? La curiosità non è un suo diritto esclusivo», replicò.
Samantha Crowe gli lanciò uno sguardo divertito. «Davvero? Lei sa già la cosa più importante. Sono una vecchia scocciatrice e faccio domande.»
Sopraggiunse un cameriere e servì ai due, gamberoni giganti con risotto allo zafferano. A dire la verità, stasera avresti voluto star qui da solo, senza nessuno a far domande, pensò Anawak. Eppure apprezzava la compagnia di Samantha. «Che cosa chiede? A chi e perché?»
Lei tirò fuori dalla corazza un gamberone profumato d'aglio. «Semplice. Io chiedo: c'è qualcuno?»
«C'è qualcuno?»
«Esatto.»
«E la risposta qual è?»
La polpa del gamberone le sparì tra due file di denti bianchissimi. «Non l'ho ancora avuta.»
«Forse dovrebbe chiedere a voce più alta», propose Anawak, facendo il verso a quello lei che gli aveva detto sulla spiaggia.
«Lo farei volentieri», disse Samantha, masticando. «Tuttavia, al momento, il mezzo e le possibilità mi bloccano a una distanza di circa duecento a