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Greywolf si voltò e gli fece ce

Anawak sospettava che si stessero avvicinando sott'acqua. Poteva letteralmente fiutare la minaccia dell'attacco.

«Via!» urlò Greywolf.

Shoemaker diede gas. Il Devilfish si sollevò quasi in verticale e partì a tutta velocità. Dietro di loro, le tre balene balzarono fuori dall'acqua e ripiombarono giù senza fare da

«Tra poco le avremo addosso», disse Anawak.

«Le orche?» Shoemaker lo guardava con gli occhi spalancati. Per la prima volta sembrava aver compreso appieno ciò che stava succedendo. «Cosa vogliono fare? Rovesciare lo zodiac?»

«Potrebbero farlo senza problemi, ma distruggere le imbarcazioni tocca alle balene più grandi. Sembra quasi che gli animali abbiano sviluppato una divisione dei compiti. Le megattere e le balene grigie affondano le navi, mentre le orche sistemano i passeggeri.»

Shoemaker impallidì. «Arrivano i rinforzi», gridò.

Infatti due piccole barche a motore si erano staccate dalla MS Artik e si stavano avvicinando lentamente.

«Digli che devono dare gas, altrimenti sono fottuti, Leon», gridò Greywolf. «A quella velocità sono una preda facile.»

Anawak prese in mano la radio. «MS Artik, qui Devilfish. Dovete prepararvi a essere attaccati.»

Per qualche secondo ci fu solo silenzio. Il Devilfish aveva quasi raggiunto la Lady Wexham. Il suo scafo era sferzato dalle onde.

«Qui è la MS Artik. Che cosa può succedere, Devilfish?»

«Fate attenzione alle balene che saltano. Cerchera

«Balene? Ma che sta dicendo?»

«Fareste meglio a tornare indietro.»

«Abbiamo ricevuto la richiesta d'aiuto di una nave che si è rovesciata.»

Anawak barcollò quando lo zodiac sbatté duramente contro la cresta di un'onda. Poi si rimise in equilibrio e gridò nella radio: «Non abbiamo tempo per discutere. Dovete andare più veloce!»

«Ehi, vuole prenderci per i fondelli? Andiamo in soccorso della nave che sta affondando. E basta.»

Ritto a prua, Greywolf cominciò a gesticolare. «Devono fuggire», gridò.

Le orche avevano cambiato rotta. Si erano allontanate dal Devilfish, dirette in mare aperto, verso la MS Artik.

«Merda!» imprecò Anawak.

Davanti alle barche che si stavano avvicinando balzò fuori una megattera, circondata da una corona di acqua luccicante. Per un momento rimase come immobile nell'aria e poi si lasciò cadere su un fianco. Anawak respirava affa

Shoemaker ridusse la velocità. Il Devilfish era ormai nei pressi del contorto ponte della Lady Wexham, cui si aggrappava una dozzina di uomini e do

Il Devilfish s'infilò tra il ponte e la piattaforma. Sotto lo zodiac splendevano il verde e il bianco del ponte mediano. Shoemaker guidò verso il ponte finché il bordo di gomma non ci sbatté contro. Una grande onda raggiunse la barca e la sollevò. Salirono lungo la torre del ponte come su un enorme ascensore. Per un momento, Anawak poté quasi toccare le mani tese delle persone. Guardò i volti terrorizzati, sui quali si dipinse una vaga speranza, poi il Devilfish tornò giù, seguito da un grido di delusione.

«Sarà difficile», disse Shoemaker tra i denti.

Anawak si guardò intorno, nervoso. Evidentemente le balene avevano perso interesse per la Lady Wexham. Si erano raggruppate davanti alle barche della MS Artik, che stavano effettuando una serie di goffe manovre diversive.

Dovevano fare in fretta. Non potevano sperare che gli animali restassero lontani in eterno; e poi la Lady Wexham sprofondava sempre più. Un cavallone verde e frastagliato riportò in alto il Devilfish. Anawak vide passare davanti a sé la vernice che si sfogliava dalla torre del ponte. Greywolf saltò dalla barca e si aggrappò a una scaletta. L'acqua lo coprì fino al petto, poi l'onda defluì e lui rimase sospeso nell'aria, un collegamento vivente tra le persone sopra di lui e lo zodiac. Allungò verso l'alto la mano libera.

«Sulle mie spalle», gridò. «L'uno dopo l'altro. Tenetevi aggrappati a me. Aspettate. Quando la barca sale, saltate.»

Esitavano. Greywolf ripeté le indicazioni. Finalmente, una do

«Il prossimo!»

Finalmente l'operazione di salvataggio era cominciata. A uno a uno i naufraghi si aggrappavano all'ampia schiena di Greywolf e finivano a bordo del Devilfish. Anawak si domandava per quanto il mezzo indiano avrebbe avuto la forza di restare aggrappato alla scala. Sopportava il proprio peso e quello dei passeggeri, si teneva con una mano sola ed era costantemente immerso a metà nell'acqua, che lo strattonava in giù quando il mare rifluiva. Il ponte cigolava terribilmente. I materiali si deformavano, emettendo gemiti cavernosi. Le giunture metalliche si spaccavano, schioccando. Sul ponte era rimasto solo lo skipper, quando improvvisamente risuonò uno spaventoso stridio e la parte superiore del corpo di Greywolf sbatté duramente contro la parete. Lo skipper perse la presa e precipitò davanti a lui. Dall'altra parte del relitto, si sollevò la testa di una balena grigia. Greywolf lasciò il piolo della scala e balzò via. Non lontano da lui, sbuffando, riemerse lo skipper e, con poche, robuste bracciate; riuscì a raggiungere lo zodiac. Verso di lui si tesero alcune mani, che lo sollevarono a bordo. Anche Greywolf aveva raggiunto lo zodiac, ma fu trascinato indietro da un cavallone.

A pochi metri da lui, emerse una pi

«Jack!» Anawak s'intrufolò in mezzo alla gente e raggiunse la poppa. Guardava le onde. La testa di Greywolf comparve tra i flutti. Sputò acqua, s'immerse e poi sbucò di colpo sulla superficie, proprio accanto al Devilfish. La pi

Perché l'orca non l'ha attaccato? pensò Anawak. Poi rammentò quello che aveva detto Greywolf: «Io non ho paura dei cetacei. A me non fa

Ma subito dopo si rese conto che l'orca non poteva attaccare. Il ponte mediano, sommerso sotto lo zodiac, non le aveva lasciato sufficiente profondità. Nelle immediate vicinanze del Devilfish erano al sicuro dalle orche, almeno finché non si comportavano come le loro parenti sudamericane, che proseguivano la caccia anche nelle acque basse o addirittura all'asciutto. Fino all'affondamento della Lady Wexham restava loro un periodo di tregua che avrebbero dovuto usare in ogni modo.

Risuonò un urlo collettivo.

Un esemplare gigantesco di balena grigia si scagliò contro una delle barche della MS Artik che si stava avvicinando. Volarono macerie ovunque. L'altra fece ululare il motore, virò e fuggì. Anawak fissava il luogo in cui la balena aveva affondato l'imbarcazione e, con orrore, vide molti dorsi grigi che si muovevano dal luogo della disgrazia verso il Devilfish.

Ci risiamo, pensò.

Shoemaker era come paralizzato e guardava quella scena a occhi sbarrati.

«Tom!» gridò Anawak. «Dobbiamo andare a prendere la gente a poppa.»

«Shoemaker!» Greywolf digrignò i denti. «Che c'è? Ti si è gelato il culo?»

Tremando, l'uomo riprese il timone e guidò il Devilfish verso la piattaforma di avvistamento. Un cavallone sollevò lo zodiac, lo strappò indietro e lo scaraventò direttamente verso la piattaforma. La poppa del Devilfish sbatté con violenza contro il parapetto al quale stavano aggrappati i superstiti. Dalla profondità rimbombò il rumore di materiale sottoposto a una tensione pazzesca. Anawak immaginò il bordo della parete che si strappava ulteriormente e le sovrastrutture che cadevano, l'una dopo l'altra. Shoemaker ansimava. Non riusciva a spingere il Devilfish sotto il parapetto per permettere a quelle persone di saltare giù.

I dorsi grigi s'inarcavano verso la Lady Wexham, in piena rotta di collisione. Di nuovo il relitto vibrò a causa di un colpo terribile. Una do

«Shoemaker, maledetto idiota!» gridò Greywolf. In molti si fecero avanti e tirarono a bordo la do

Non ce la faremo, pensò, disperato.

In quell'istante accadde un miracolo.

Ai lati della nave si levarono due dorsi imponenti. Anawak ne riconobbe subito uno, per via della fila di cicatrici biancastre, a forma di croce, che correva lungo la colo

Il fatto singolare non fu tanto l'apparizione delle due balene grigie, quanto il comportamento delle orche, che s'immersero immediatamente. Quando i loro dorsi ricomparvero, si erano allontanate di un bel pezzo. Circondavano sempre la nave, ma tenevano una rispettosa distanza.

Qualcosa diceva ad Anawak che non aveva nulla da temere dai nuovi arrivati. Al contrario: essi avevano cacciato gli aggressori. Quanto sarebbe durata la tregua era impossibile a dirsi, ma la svolta inattesa degli avvenimenti aveva permesso di tirare il fiato. Anche Shoemaker era riuscito a dominare il panico e stavolta guidò con sicurezza lo zodiac sotto il parapetto. Anawak vide avvicinarsi una grande onda e si preparò. Era l'ultima possibilità.

Lo zodiac balzò in alto.

«Saltate!» urlò. «Ora!»

Il cavallone che aveva sollevato il Devilfish si riabbassò. Le persone che erano riuscite a saltare nello zodiac caddero l'una sopra l'altra. Si levarono grida di dolore. Chi era caduto in acqua riuscì ad arrivare a bordo grazie all'aiuto degli altri passeggeri. Infine riuscirono a raccoglierli tutti.

Ormai non restava che andarsene.