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No, non tutti erano in salvo. D'un tratto si accorsero che c'era ancora un bambino. Piangeva, le mani disperatamente aggrappate alla ringhiera.
«Salta!» gridò Anawak, allargando le braccia. «Non avere paura.»
Greywolf gli si avvicinò. «Alla prossima ondata lo prendo.»
Anawak si guardò alle spalle. Una gigantesca montagna d'acqua rotolava verso di loro. «Credo che non dovrai aspettare molto», disse.
Dalla profondità risuonarono ancora i rumori dello scafo che si stava sfasciando. Le due balene grigie tornarono lentamente a immergersi. La nave si riempiva sempre più velocemente d'acqua gorgogliante; poi, improvvisamente, il ponte sparì in un vortice e la poppa si alzò. La prua della Lady Wexham cominciò ad affondare.
«Più vicini, presto!» gridò Greywolf.
In qualche modo, Shoemaker riuscì a dar seguito all'ordine. La prua del Devilfish grattò contro il ponte cui era aggrappato il ragazzino, che strillava a pieni polmoni. Spintonando tutti, Greywolf si precipitò a poppa. Nello stesso istante, l'onda sollevò lo zodiac e sul parapetto si gonfiarono cortine di schiuma. Greywolf si sporse e riuscì ad afferrare il bambino, ma poi il Devilfish sbandò, facendo perdere l'equilibrio a Greywolf, che cadde tra le file di sedili. Però le sue braccia si stendevano in alto e le mani forti erano serrate come una morsa intorno alla vita del piccolo.
Anawak guardò verso il mare.
Nel punto in cui, fino a pochi secondi prima, c'era il bambino aggrappato al parapetto, adesso c'erano soltanto dei mulinelli. Vide la Lady Wexham sparire negli abissi, poi lo zodiac cadde nell'incavo dell'onda. Il salto fu tale che ad Anawak si rivoltò lo stomaco, come se fosse su un ottovolante.
Shoemaker partì a tutto gas. Le onde lunghe e regolari che arrivavano dal Pacifico non potevano diventare pericolose per il Devilfish, anche se era strapieno, a meno che lo skipper non commettesse qualche errore. Ma Shoemaker sembrava aver ritrovato la sua forma migliore. Nei suoi occhi non c'era più il panico. Saltarono sopra una cresta dell'onda e la superarono, prendendo la rotta verso la costa.
Anawak fissò la MS Artik e vide che la seconda barca era sparita. Poi, tra le onde, scorse la pi
I messaggi radio rivelavano che era scoppiato l'inferno.
Pochi minuti dopo, il Devilfish superò la striscia d'isole che divideva il mare aperto dalla laguna.
Almeno il fatto di non aver perso anche il Devilfish riuscì a rasserenare un po' Davie. Lo zodiac, stracarico come una nave di profughi, era legato strettamente al molo. Lessero i nomi dei dispersi. Alcuni dei presenti sve
Davie era stato bombardato da accuse, insinuazioni e minacce da parte dei passeggeri. Nel frattempo era comparso Roddy Walker, il fidanzato di Susan, e si era messo a urlare che avrebbe citato in tribunale il responsabile della stazione. Sembrava che a nessuno interessasse chi fosse il vero responsabile dell'accaduto e la spiegazione più semplice — senza motivo, i cetacei avevano aggredito gli esseri umani — non fu accettata quasi da nessuno. Le balene non facevano cose del genere. Le balene erano pacifiche. Le balene erano meglio degli uomini. Alcuni, a Tofino, arrivarono a incolpare i whale watcher, come se fossero stati loro a uccidere a sangue freddo i passeggeri del Blue Shark e della Lady Wexham, idioti che correvano rischi inutili e che erano usciti in mare con navi malandate. In effetti la Lady Wexham aveva un bel po' di a
Erano riusciti a riportare a casa la maggior parte dell'equipaggio e dei passeggeri. In molti avevano ringraziato Anawak e Shoemaker, ma il vero eroe era Greywolf. Riusciva a essere ovunque contemporaneamente: parlava, ascoltava, organizzava e si offriva di accompagnare personalmente con l'ambulanza. Agli occhi di Anawak, quella specie di Madre Teresa alta due metri offriva uno spettacolo disgustoso. Imprecò tra i denti, ma non aveva tempo per occuparsi di Greywolf. Sentiva che la situazione gli stava sfuggendo di mano.
Certo, Greywolf aveva rischiato la vita, e loro avrebbero dovuto ringraziarlo in ginocchio. Ma Anawak non ne aveva la minima voglia: quell'improvvisa esplosione di altruismo era molto sospetta. L'impegno di Greywolf per i passeggeri della Lady Wexham non era di certo dovuto al suo amore per l'umanità, di questo Anawak era certo. In fondo, per quel mezzo indiano la giornata era stata più che positiva. La gente gli credeva, si fidava di lui. Di lui, che aveva predetto una fine ingloriosa per il turismo imperniato sull'osservazione delle balene. Ed era successo proprio così. Non li aveva forse messi in guardia? Quanti testimoni avrebbero confermato la lucida capacità di analisi di Greywolf?
Non poteva desiderare un palcoscenico migliore.
Anawak sentì crescere la rabbia. Di pessimo umore, tornò nella stazione deserta. Bisognava scoprire la causa del comportamento degli animali! Rammentò la vicenda della Barrier Queen. Roberts gli doveva mandare il rapporto. Ne aveva assolutamente bisogno. Prese il telefono e si mise in contatto con la società armatrice.
Gli rispose la segretaria di Roberts. Il managing director era in riunione e non poteva essere disturbato. Anawak spiegò il suo ruolo nell'ispezione della Barrier Queen e fece intendere che c'era una certa urgenza. La do
Anawak esitò. Roberts gli aveva promesso il rapporto in via riservata e lui non intendeva metterlo in difficoltà. Forse era meglio non menzionare quell'accordo. Poi gli ve
«Di rifornimenti?»
«Di altri campioni. Presumo che nel frattempo la Barrier Queen sia stata esaminata da cima a fondo.»
«Sì, certo», disse la segretaria in tono meravigliato.
«Ora dov'è la nave?» chiese Anawak.
«Nel bacino di carenaggio.» Fece una pausa. «Riferirò a Mister Roberts che è urgente. Dove dobbiamo mandare i campioni?»
«All'istituto. All'attenzione della dottoressa Sue Oliviera. Grazie, lei è molto gentile.»
«Mister Roberts la chiamerà appena possibile.» Poi la do
E questo che significa?
Improvvisamente le ginocchia di Anawak si misero a tremare. La tensione delle ore precedenti stava lasciando il posto allo sfinimento. Si appoggiò al banco e chiuse gli occhi. Quando li riaprì, vide davanti a sé Alicia. «Che ci fai qui?» le chiese seccamente.
Lei scrollò le spalle. «Sto bene. Non devo farmi visitare.»
«E invece devi. Sei caduta in acqua e da queste parti l'acqua è da
«Ehi!» Lo fulminò con un'occhiata. «Io non ti ho fatto niente, è chiaro?»
Anawak si staccò dal bancone, le girò le spalle e si avvicinò alla finestra posteriore. Il Devilfish era ormeggiato alla banchina come se non fosse successo nulla. Cominciava a piovigginare.
«Cosa volevi ottenere con quella sciocchezza del tuo 'ultimo giorno' a Vancouver Island?» chiese. «Non avrei dovuto prenderti con me. Ma tu perché mi hai fatto una testa così…»
«Io…» iniziò Alicia, poi s'interruppe. «Be', sì, volevo assolutamente venire. Sei arrabbiato?»
Anawak si girò. «Odio essere preso in giro.»
«Mi dispiace.»
«No, non ti dispiace. Ma fa lo stesso. Perché non sparisci e ci lasci fare il nostro lavoro?» Fece una smorfia. «Va' con Greywolf che vi prende tutti per la manina.»
«Mio Dio, Leon!» Alicia gli si avvicinò e lui si scostò. «Volevo assolutamente venire in mare con te. Mi dispiace di averti mentito. Okay, sono qui per un paio di settimane, e non vengo da Chicago, ma studio Biologia all'University of British Columbia. Che cosa devo fare? Pensavo che alla fine avresti trovato divertente questa balla…»
«Divertente?» gridò Anawak. «Ma hai le rotelle a posto? Che c'è di divertente nell'essere presi per i fondelli?» Gli stavano saltando i nervi, ma non poteva farci nulla e gridava contro di lei, benché sapesse che aveva ragione. Quella ragazza non gli aveva fatto nulla. Proprio nulla.
Alicia indietreggiò, sussultando. «Leon…»
«Perché non mi lasci in pace? Vattene.»
Si aspettava che se ne andasse, invece rimase lì. Anawak si sentiva stordito. La stanza girava. Per un momento ebbe paura che le gambe gli cedessero, poi improvvisamente tutto ritornò normale e mise a fuoco Alicia che gli porgeva qualcosa.
«Cos'è?» borbottò.
«Una videocamera.»
«Questo lo vedo. Ma perché?»
«Prendila.»
Lui allungò la mano, prese la videocamera e la osservò. Era una Sony Handycam molto costosa e con la copertura impermeabile usata dai turisti, ma anche dagli scienziati. «E allora?»
Alicia allargò le braccia. «Pensavo che volessi scoprire cos'è successo.»
«Non sapevo che la cosa ti riguardasse.»
«Smettila una buona volta di riversare su di me la tua rabbia!» sbottò lei. «Là fuori avrei potuto morire, e questo è successo solo un paio d'ore fa. Potrei essere sulla tua ambulanza a urlare, e invece cerco di aiutarti. Vuoi scoprire cos'è successo o no?»
Anawak respirò profondamente. «Okay.»
«Hai visto quali animali ha
«Sì, balene grigie e megattere…»
«No», Alicia scosse impaziente la testa. «Non quali specie. Quali individui! Sei riuscito a identificarli?»
«È successo tutto troppo in fretta.»
Alicia rise. Era una risata amara, ma pur sempre una risata. «La do
«Quindi…?»
«… Quindi le ho visto questa videocamera appesa al collo. Era assicurata bene, perciò non è andata persa neppure in acqua. In ogni caso, quando voi siete tornati in mare, ho parlato un po' con la do
Anawak a
«Ha filmato soprattutto le balene che ci ha
«Immagino che ti sia dimenticata di chiedere il permesso di tenere la videocamera», borbottò Anawak.