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Sì, una piovra, pensò. È la cosa più probabile. È troppo veloce per essere una medusa. E troppo forte. Ha letteralmente spaccato le conchiglie, come se fosse un unico muscolo elastico. Poi gli ve

Roberts a

«Queste cozze sono una peste, Mister Roberts…»

«Clive.»

«Clive, quelle bestie non si muovono a caso, ma come se fossero un commando d'assalto. Almeno per quello che ne sappiamo.»

«Ma non così in fretta», replicò Roberts.

«Ciascuno di quei maledetti molluschi può mettere al mondo fino a duecentomila discendenti all'a

«Va bene, ma stiamo parlando di larve», obiettò Roberts.

«Di milioni di larve.»

«Per me, possono anche essere miliardi e trovarsi nel porto di Osaka o in mare aperto. Che differenza fa? Mi vuole convincere che, negli ultimi giorni, sono diventate tutte adulte e complete di conchiglia? Insomma, è proprio sicuro che abbiamo a che fare con la cozza zebrata?»

Anawak guardò il furgone dei sommozzatori, che stavano sistemando l'equipaggiamento. I contenitori dei campioni, sigillati alla meno peggio, erano davanti a tutto il resto, in una cesta di plastica. «Siamo di fronte a un'equazione con molte incognite», disse. «Se davvero le balene ha

«Il sequel di Independence day. Crede davvero…» cominciò Roberts.

«Aspetti. Prendiamo la stessa equazione. Un branco di balene grigie e megattere particolarmente nervose si sente disturbato dalla Barrier Queen. In più, arrivano due rimorchiatori e le urtano. Le balene li urtano a loro volta. Per puro caso, la nave è stata attaccata poco prima da una piaga biologica che ha preso all'estero, come un turista che si prende la malaria, e in alto mare un calamaro si è infilato nella montagna di cozze.»

Roberts lo fissava.

«Sa, io non credo alla fantascienza», proseguì Anawak. «Tutto sta nell'interpretazione. Mandi là sotto un paio di uomini. Devono raschiare i sedimenti, guardare se c'è ancora qualche ospite inatteso e catturarlo.»

«Quando pensa che potremo avere i risultati da Nanaimo?» chiese Roberts.

«In pochi giorni, credo. Sarebbe molto utile se avessi una copia del referto», rispose Anawak.

«In via confidenziale», sottolineò Roberts.

«Ovviamente. In via altrettanto confidenziale, vorrei parlare con l'equipaggio.»

Roberts a

Ritornarono al furgone e Anawak s'infilò il giubbotto. «È la prassi che prevede di consultare gli scienziati in casi simili?» chiese.

«Simili casi non sono di prassi.» Roberts scosse la testa. «È stata una mia idea, avevo letto il suo libro e sapevo che lei si trovava a Vancouver Island. La commissione d'indagine non ne è particolarmente entusiasta. Ma io penso che sia stata la cosa giusta. Non è che ci capiamo molto di balene.»

«Farò del mio meglio. Carichiamo i campioni sull'elicottero. Prima li portiamo a Nanaimo, meglio è. Li metteremo direttamente nelle mani di Sue Oliviera. È la direttrice del laboratorio. Una biologa molecolare molto in gamba.»

Il cellulare di Anawak suonò. Era Susan Stringer.

«Devi ritornare qui il più presto possibile», gli disse.

«Cos'è successo?»

«Abbiamo avuto un contatto radio col Blue Shark. Sono fuori, in mare, e ha

Anawak sospettò il peggio. «Con le balene?»

«Non dire sciocchezze.» Il tono di Susan lasciava chiaramente intendere che ormai lo considerava irrecuperabile. «Che problemi vuoi che ci siano con le balene? È quello stupido bastardo che crea problemi, quel maledetto stronzo.»

«Quale bastardo?»

«E chi se non Jack Greywolf?»